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Il 24 gennaio 1984 viene commercializzato il primo personal computer prodotto in serie con una interfaccia utente grafica

Uno Steve Jobs in versione elegante, con blazer doppio petto blu, camicia bianca e papillon verde chiaro (siamo lontani dallo stile casual degli anni 2000), il 24 gennaio 1984 (36 anni fa), presenta a 2600 persone il Macintosh 128k, il più famoso personal computer sviluppato dalla Apple che inaugura una nuova era nel mondo dell'informatica: l'era dei Mac!

In questo passaggio storico dell'azienda di Cupertino, il suo fondatore e volto più noto entra solo in un secondo momento. Il progetto originario nasce da un'idea del programmatore Jef Raskin, il quale, convinto della poca praticità degli Apple 2 diretti principalmente al settore business, si mette alla ricerca di un prodotto semplice da usare, qualcosa che non sia appannaggio solo di "smanettoni".

Ad affascinarlo sono gli studi su mouse e interfacce sviluppati nel centro di ricerca di Xerox, a Palo Alto. Osservando questi esperimenti arriva a progettare un prototipo del Macintosh, utilizzando un microprocessore Motorola a buon mercato, in previsione di un costo complessivo del dispositivo abbastanza contenuto (più o meno sui mille dollari).

A questo punto entra in scena Jobs, la cui parabola è in fase discendente per il suo carattere "impossibile", che lo ha portato ad essere estromesso dal progetto Lisa (un primo esempio innovativo di pc, chiamato con il nome di sua figlia) e a rischiare di essere cacciato dall'azienda che lui stesso ha fondato.

Alla fine la Apple decide di relegarlo in una sede separata, incaricandolo di seguire il progetto di Raskin, considerato in quel momento di minore importanza. Jobs visita gli stabilimenti della Xerox e fiuta l'affare. Per alcuni furbescamente, per altri dietro una lauta ricompensa alla società di Palo Alto, alla fine fa suo il progetto e mette fuori gioco anche il povero Raskin, scartando l'ipotesi di farne un prodotto "economico" e optando per un microprocessore più potente.

Coadiuvato da un team di super esperti (tra loro, Andy Hertzfeld, uno dei pionieri dell'ingegneria del software a livello mondiale), mette a punto una macchina rivoluzionaria, la prima dotata di mouse di serie, floppy disk da 3,5 pollici (firmato da Sony) e del sistema operativo con icone, menu e finestre (già testato con il Lisa). Orgogliosi della loro opera, tutti i componenti della squadra imprimono le loro firme sul fondo interno del case (il telaio che custodisce i componenti principali di un pc).

Non resta che presentarlo e a Jobs viene in mente una strategia di marketing che più tardi diventa il tratto peculiare della pubblicità delle apparecchiature griffate con la "mela morsicata". Nell'intento di alimentare la curiosità sul nuovo prodotto, viene realizzato uno spot che si rivela un piccolo capolavoro di cinematografia. Non a caso a girarlo è un certo Ridley Scott, che tre anni prima ha diretto Blade Runner, un caposaldo del genere di fantascienza.

Giocando sulla rivalità con il colosso IBM e il titolo del romanzo di Orwell che coincide con l'anno appena iniziato, appunto il 1984, lo spot ricrea un'ambientazione da mondo governato dalle macchine. In questo scenario, una ragazza corre inseguita dalla polizia e irrompe in una sala dove la platea è incantata a seguire su un mega schermo il discorso del "Grande fratello". La giovane lancia un martello sullo schermo facendolo esplodere e al suo posto compare l'annuncio sulla prossima presentazione del Macintosh. Del modello però non c'è traccia e ciò accresce la curiosità dei telespettatori.

L'evento di lancio è organizzato all'auditorium Flint del De Anza Community College, in occasione dell'assemblea annuale degli azionisti Apple. Anche qui Jobs fa le cose in grande. Estrae da una piccola borsa in tessuto il nuovo pc che grazie a uno spazio nella parte alta, simile a una maniglia, può essere facilmente trasportato. Inserito il floppy, parte una dimostrazione delle possibilità del sistema operativo sulle suggestive note di Momenti di gloria.

A mandare in visibilio il pubblico è la seconda parte, quando il Macintosh diventa il primo computer a presentarsi da solo con la sua voce artificiale ma accattivante. Anche lui non disdegna una frecciata ai rivali dell'IBM, invitando i presenti a «non fidarsi mai di un computer che non riesci a sollevare».

Nonostante il clamore, il Mac 128k non ottiene un grande successo commerciale, sia per il prezzo non accessibile a tutti (2.500 dollari), sia per i limiti di funzionamento legati all'assenza della ventola di raffreddamento. Dopo la profonda crisi degli anni Novanta (legata anche all'allontanamento di Jobs), la Apple si riprende grazie alla linea iMac lanciata dallo stesso Steve Jobs nel 1998.

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