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Mercoledì, 30 Luglio 2014 02:00

Hai l’iPhone? Nel tuo smartphone c’è un grosso buco spia

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una immagine dell'iphone da due lati con le sue classiche schermate da uno e logo dall'altro

Hai l'iPhone o l'iPad? La tua privacy è a rischo. Nei cinquecento milioni di Apple iPhone, oggi in circolazione, ci sarebbe una porta segreta attraverso la quale potrebbero uscire le informazioni personali senza il consenso degli interessati. Il sistema operativo iOs, cervello dell'iPhone, come racconta il Corriere, è sospettato di un serio deficit di sicurezza, un varco che consentirebbe di trasformare lo smartphone in un “cavallo di Troia”. Ma il dubbio più clamoroso è che queste funzionalità siano attivabili da remoto da chiunque ne conosca i meccanismi: cosa che spinge gli esperti a ritenere che siano state inserite per scopi che poco hanno a che fare con qualsiasi motivazione dichiarata.

L'autore della scoperta è l'informatico americano Jonathan Zdziarski, che l'ha resa pubblica durante la Hackers On Planet Earth Conference di New York. Zdziarski è considerato uno dei maggiori esperti globali di informatica forense e sicurezza: consulente di governi e grandi aziende, è stato un celebre hacker, noto con il nomignolo di NerveGas (gas nervino). Le sue rivelazioni alla Conferenza di New York hanno impressionato gli esperti come Giovanni Pau, informatico del Computer Science Department presso la Ucla di Los Angeles e il suo collaboratore Davide Pesavento.

Colpisce soprattutto il meccanismo, sempre attivabile a distanza, che trasforma l'iPhone in uno sniffer: in questo modo, ad esempio, il telefono potrebbe catturare tutti i pacchetti di informazioni che riceve in Wi-Fi e salvarli da qualche parte. Cinquecento milioni di iPhone potrebbero, se opportunamente attivati, diventare delle spie del traffico sulla rete Wi-Fi.

- ha dichiarato Pau dopo aver esaminato la questione.

Tra le informazioni che si possono acquisire a distanza, secondo Zdziarski, ci sono tutti gli account (email, Facebook, Twitter, iCloud), le memorie cosiddette cache (rivelano che cosa l'utente sta facendo in rete o quali siti visita), il Gps e la sua cache (che indica la posizione attuale e persino dov'è stato l'utente).

Fatti del genere sono perfettamente inquadrabili nella pratica che si pensa adottino gli USA: la CIA spia segreti industriali delle altre nazioni e li rivela alle proprie industrie in cambio dell'inserimento di questi sistemi back-door nei propri prodotti. Questa sistema permette un maggiore sviluppo industriale e spargendo i prodotti in tutto il mondo, anche il predominio delle informazioni.

Il bello di questo discorso è che per gli USA, questi metodi, sarebbero perfettamente costituzionali.

Letto 1115 volte Ultima modifica il Mercoledì, 30 Luglio 2014 09:04
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