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Affronta la tua giornata con una sana risata

Marco Tullio Cicerone (Cicerone)

busto in marmo del persoaggio naso acquilino pochi capelliAvvocato, politico, scrittore, oratore e filosofo romano - vedi scheda...
(106 avanti Cristo - 43 avanti Cristo)

Versione latino

Nomina sunt odiosa

Analisi del testo

Fare i nomi è una cosa odiosa

Se proviamo, anche solo per un secondo, a metterci nei panni della vittima, dispiacersi è inevitabile. Questa immedesimazione però è faticosa e, soprattutto, non basta da sola a migliorare la situazione. Rappresenta però il primo passo. Non fare nulla lascia campo libero alle prevaricazioni e ai soprusi. Fare la spia è odioso, però ci sono tanti altri modi con cui è possibile intervenire.

Marco Tullio Cicerone (Cicerone)

busto in marmo del persoaggio naso acquilino pochi capelliAvvocato, politico, scrittore, oratore e filosofo romano - vedi scheda...
(106 avanti Cristo - 43 avanti Cristo)

Versione latino

Serit arbores, quae alteri saeclo prosint

Analisi del testo

Pianta alberi, che gioveranno in un altro tempo

È un famoso motto latino, tratto dal capitolo ventiquattresimo del "Cato Maior de senectute" (Catone il vecchio, sulla vecchiaia), un'opera filosofica scritta nel 44 a.C. da Marco Tullio Cicerone poco prima della sua morte, e dedicata all'amico Attico.
Questo è un modo di pensare al futuro, soprattutto quello delle nuove generazioni. Sono le persone in età avanzata che devono pensare alla prossima generazione, con "piantagioni" che produrranno frutti nel tempo.

Tito Livio

busto in marmo del persoaggio naso acquilino pochi capelli(Patavium, 59 avanti Cristo – Patavium, 17 dopo Cristo)
Tito Livio è stato uno storico romano, autore di una monumentale storia di Roma, gli Ab Urbe Condita libri CXLII, dalla sua fondazione (tradizionalmente datata 21 aprile 753 avanti Cristo) fino alla morte di Druso, figliastro di Augusto nel 9 avanti Cristo.

Versione latino
Quo timoris minus est, eo minus ferme pericoli est
Analisi del testo

Meno si ha paura, meno pericoli si corrono

È una frase che inganna se stessa, può essere vera soltanto nell'ignoranza oppure se la mancanza di paura deriva da una attenta valutazione del pericolo.

Tito Livio

busto in marmo del persoaggio naso acquilino pochi capelli(Patavium, 59 avanti Cristo – Patavium, 17 dopo Cristo)
Tito Livio è stato uno storico romano, autore di una monumentale storia di Roma, gli Ab Urbe Condita libri CXLII, dalla sua fondazione (tradizionalmente datata 21 aprile 753 avanti Cristo) fino alla morte di Druso, figliastro di Augusto nel 9 avanti Cristo.

Versione latino

Apparet id quidem etiam caeco

Analisi del testo

È evidente perfino a un cieco

Una locuzione che si commenta da sola e che ancora oggi è oggetto di esclamazione.

Marco Tullio Cicerone (Cicerone)

busto in marmo del persoaggio naso acquilino pochi capelliAvvocato, politico, scrittore, oratore e filosofo romano - vedi scheda...
(106 avanti Cristo - 43 avanti Cristo)

Versione latino

Quid dulcius quam habere, quicum omnia audeas sic loqui ut tecum?

Analisi del testo

Cosa c'è di più dolce che avere qualcuno con cui parlare così come con se stessi?

Si tratta di un passo dell’opera monografica a carattere filosofico dove Cicerone affronta il tema dell'amicizia. Sono sentimenti autobiografici di un uomo, che aveva sperimentato, prima l’amarezza della solitudine negli anni di attività politica; Poi una importantissima amicizia con virtus, sincerità, fiducia, generosità; Infine con la morte del suo più caro amico Scipione Emiliano sperimenta il rimpianto.

Gaio Giulio Fedro

busto in marmo del persoaggio capelli ricci viso tondo barba riccia(20-15 avanti Cristo - 51 dopo Cristo)
Gaio Giulio Fedro
è stato uno scrittore romano, autore di celebri favole, attivo nel I secolo. Fedro rappresenta una voce isolata della letteratura: riveste un ruolo poetico subalterno in quanto la favola non era considerata un genere letterario "alto" anche se possedeva un carattere pedagogico e un fine morale.

Versione latino

Utilius homini nihil est quam recte loqui...
sed ad perniciem solet agi sinceritas

Analsi del testo

Non vi è cosa più utile all'uomo che la franchezza nel parlare...
ma la sincerità suole finire con il danno

La mancanza di sincerità, alla lunga, crea un clima di sfiducia, quindi crea dei danni; ma è altrettanto vero che dire sempre la verità e nient’altro che la verità pur essendo un nobile ideale, può fare del male a noi stessi e agli altri.

una vecchia foto ma già a colori, lei anziana capelli mossi biondi occhi (maschili) azzurri

Agatha Christie

pseudonimo di Agatha Mary Clarissa Miller, Lady Mallowan,
(Torquay, 15 settembre 1890 – Wallingford, 12 gennaio 1976)
Agatha Christie è stata una scrittrice britannica di gialli di fama mondiale. Tra le sue opere si annoverano, oltre ai romanzi gialli che l'hanno resa celebre, anche alcuni romanzi rosa scritti con lo pseudonimo di Mary Westmacott.

Aforismi e citazioni di Agatha Christie

  • L'altro giorno mi hanno scacciata da uno dei loro luoghi di culto perché portavo un vestito senza maniche. A quanto pare all'Onnipotente le mie braccia non piacciono anche se è stato lui a crearle.
  • La verità ha l'abitudine di rivelare sé stessa.
  • Avevo sedici anni, allora, e giudicavo la frase stupidissima, ma in seguito l'ho trovata così esatta che ne ho fatto quasi il mio motto: "Le femmine credono che gli uomini siano sciocchi, ma gli uomini sanno che le femmine sono sciocche".
  • L'invenzione, secondo me, deriva direttamente da un certo ozio, forse addirittura da una certa pigrizia.
  • Un archeologo è il miglior marito che una donna possa avere: più lei invecchia, più lui ne è attratto.
  • La vita ha spesso una trama pessima. Preferisco di gran lunga i miei romanzi.
  • Solo perché un problema non è ancora stato risolto non è detto che sia impossibile da risolvere.
  • Cosa curiosa, le abitudini. Le persone stesse non sanno mai di averle.
  • Qualunque cosa avvenga, bisogna superarla.
  • Il presente ci coinvolge spesso piacevolmente e scorre, minuto per minuto, con fatale rapidità.
  • Sul futuro, vago e incerto, si possono fare un’infinità di piani interessanti, meglio ancora se azzardati e improbabili, tanto niente corrisponderà alle nostre elucubrazioni, ma almeno avremo avuto il piacere di progettare. 
  • C'è troppa tendenza ad attribuire a Dio i mali che l'uomo fa di sua spontanea volontà.
  • Il mondo sta diventando un posto difficile in cui vivere - tranne che per i forti.
  • I giovani credono che i vecchi siano sciocchi, ma i vecchi sanno che i giovani sono sciocchi.
  • Una donna intelligente può trasformarsi in una stupida davanti a un particolare uomo.
  • Bisogna andare a cercare le cose, non aspettare che cadano in testa.
  • L'istinto è una cosa meravigliosa. Non può essere spiegato, né dev'essere ignorato.
  • Nei romanzi i poliziotti sono sempre ciechi come talpe.
  • Non è tanto il delitto in se stesso che interessa, quanto ciò che si nasconde dietro.
affresco la foto del volto: capelli alla chierica orecchie a sventola viso conico col muso a punta è un ragazzo giovane la cui espressione trasmette bontà
San Francesco d'Assisi nell'affresco di Cimabue

Francesco D’Assisi

(26 settembre 1182, Assisi - 3 ottobre 1226, Assisi)
Francesco d'Assisi, nato Giovanni di Pietro Bernardone, è stato un religioso e poeta italiano. Diacono e fondatore dell'ordine che da lui poi prese il nome (Francescani), è venerato come santo dalla Chiesa cattolica. Approfondimento su Wikipedia...

Citazioni di San Francesco D’Assisi

  • Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista.
  • Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile.
  • Dove è odio, fa' che io porti l'amore.
    Dove è offesa, che io porti il perdono.
    Dove è discordia, che io porti l'unione.
    Dove è dubbio, che io porti la fede.
    Dove è errore, che io porti la verità.
    Dove è disperazione, che io porti la speranza.
    Dove è tristezza, che io porti la gioia.
    Dove sono le tenebre, che io porti la luce.
  • Fai attenzione a come pensi e a come parli, perché può trasformarsi nella profezia della tua vita.
  • Guardate l'umiltà di Dio,
    e aprite davanti a Lui i vostri cuori;
    umiliatevi anche voi,
    perché Egli vi esalti.
    Nulla, dunque, di voi
    tenete per voi,
    affinché vi accolga tutti
    Colui che a voi si dà tutto.
  • Ciò che mi sembrava amaro, mi fu cambiato in dolcezza d'anima e di corpo.
  • Se io incontrassi un sacerdote ed un Angelo, saluterei prima il sacerdote e poi l'Angelo.
  • Predicate il Vangelo, e se è proprio necessario usate anche le parole.
  • Ricordatevi, fratelli miei sacerdoti, ciò che è scritto riguardo alla legge di Mosè: colui che la trasgrediva, anche solo nelle prescrizioni materiali, per sentenza del Signore, era punito con la morte senza nessuna misericordia.
  • Signore, fa di me uno strumento della tua pace.
  • Tutta l'umanità trepidi, l'universo intero tremi e il cielo esulti, quando sull'altare, nella mano del sacerdote, si rende presente Cristo, il Figlio del Dio vivo.
  • Ciascuno manifesti con fiducia all'altro le sue necessità, poiché se la madre nutre e ama il suo figlio carnale, con quanto più affetto uno deve amare e nutrire il suo fratello spirituale?

un tipico dipinto semplice, innocente e contemporaneamente pieno di colori e di particolari, rappresenta una festa di paese

Naif

Sostantivo, aggettivo, Francese, Pronuncia: naìf.

Etimologia

Il termine Naif deriva dall'aggettivo latino nativus nel senso di "primitivo".

Signficato

La Naif è una forma d'arte istintiva, semplice e ingenua, innocente e contemporaneamente piena di colori e di particolari, non legata a scuole ma caratteristica e riconoscibile al colpo d'occhio.

Aggettivo

Come aggettivo vengono definiti come Naif una persona istintiva, semplice e ingenua, innocente e contemporaneamente piena di sfaccettature o anche un oggetto con linee semplici e contemporaneamente piena di colori e/o di particolari.

Più in generale invece si parla di Naiveté (leggi tutto..).

Pittura naif classica con figure contemporaneamente semplici ma piene di particolari e colori in questa contadini raccolgono il grano

Naiveté

Francese - Pronuncia: naivté (oppure all'italiana naiveté). Dal termine Naif (Primitivo). Singolare femminile invariato.

Significato del Francesismo della lingua italiana Naiveté

Ingenuità, semplicità, schiettezza, candore, sia in senso positivo che negativo come ad esempio semplicioneria, dabbenaggine. Usato inizialmente in riferimento allo stile primitivo e ingenuo di artisti e scrittori.

Esempi di utilizzo di Naiveté nella lingua italiana
  1. Rispetto all'integralismo e alla naïveté degli esordi, i deputati grillini sono cambiati notevolmente e hanno imparato molte cose.
  2. Cifra dominante, nei versi spesso brevissimi, icastici e apparentemente semplici di Maram, definita «poetessa della naiveté».
  3. La convinta naivetè della sua poesia non esclude che in essa sia stata portata a compimento l'opera magica di evocazione.
  4. La sorprendente naiveté di Zuckerberg sulla questione indiana.
  5. «A me me piace 'o blues» («Nero a metà», 1980)
    Un manifesto di naivetè sonora.
Etimologia del termine Naiveté

Naiveté deriva dal termine Naif che a sua volta deriva dall'aggettivo latino nativus nel senso di "primitivo".

Il termine naif si usa principalmente in pittura non legata a una particolare scuola, ma ispirata a una rappresentazione della realtà semplice, ingenua, quasi primitiva e nel contempo emozionante, coinvolgente, colorata e piena di particolari.

Esempi di utilizzo di Naiveté nella lingua francese
  1. Estce de la naïveté?
    Non è forse ingenuo nutrire una tale speranza?
  2. Les gens m' aiment pour mon honnêteté et ma naïveté.
    La gente mi adora per la mia sincerità e la mia schiettezza.
  3. Nous estimons qu'il y a là, peut-être, de la naïveté dans le regard porté vers le futur.
    Noi riteniamo che ci sia in questo senso, forse, un'ingenuità di prospettiva.
  4. Croire que nous pouvons obliger les États-Unis à nous suivre est, selon moi, un signe de naïveté.
    Considero ingenuo ritenere di poter imporre un obbligo agli Stati Uniti.
  5. Pour ce qui est de la naïveté, la chute du Mur de Berlin a semblé pendant des décennies être un rêve naïf avant de devenir réalité.
    Parlando di ingenuità, la caduta del muro di Berlino per decenni è sembrata un sogno ingenuo, eppure è diventata realtà.

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