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Affronta la tua giornata con una sana risata

una foto molto "impettita" di Anna Maria Barbera

Malapropismo oppure Paronimia

Etimologia

Il termine Malapropismo deriva dall'inglese malapropism. A sua volta derivato del cognome del personaggio Missis Malaprop nella commedia «The Rivals» (1775) di Richard Brinsley Sheridan, il quale, nella sua comica ignoranza, usava spesso una parola per un'altra. Sembra infine che il cognome di questo personaggio sia stato inventato strorpiando la locuzione francese mal à propos = "a sproposito".

Il termine Paronimia invece deriva dal greco pará = "vicino" + ónyma, variante di ónoma = "nome" cioè "dal nome simile".

Significato

Con i termini Malapropismo, derivato dall'inglese, oppure  con il nostro originale Paronimia, si indica lo scambio, voluto (per ottenere un effetto comico) o accidentale, di parole somiglianti nella forma, ma diverse nel significato.

la bocca della verità di Roma

Pro veritate

Etimologia

Latino pro = "a favore" + veritate = "verità".

Significato

Il parere pro veritate è un parere con il quale il legale, esaminata una questione, indica al cliente gli scenari e le soluzioni giuridiche per la risoluzione della fattispecie, sia in senso favorevole che in senso sfavorevole alla richiesta del cliente. Il parere è pro veritate, infatti, in quanto sia redatto non nell'interesse del cliente, ma nell'interesse della verità. Il parere pro veritate, quindi, è tale solo se non è di parte.
La redazione del parere pro veritate implica la necessità di svolgere approfondimenti giuridici, di dottrina e di giurisprudenza. Ogni questione, fattispecie o controversia deve essere infatti analizzata e risolta seguendo certamente la tesi più favorevole al cliente per raggiungere l'obiettivo prefissato, ma anche tenendo in considerazione la tesi contraria, al fine di conoscere a priori le conseguenze della tesi prescelta. Di conseguenza, il parere pro veritate consente, a monte, una conoscenza approfondita strumentale alle scelte da prendere; altresì, è idoneo a limitare al minimo il rischio di controversie giudiziarie pregiudizievoli agli affari del cliente.

un desueto gettone telefonico

Desueto

Etimologia

Dal latino: desuescere, composto da de = "non" + suescere = "avere l'abitudine", quindi "non avere più l'abitudine".

Significato

Desueto è l'elegante termine per il caduto in disuso, per l'atrofizzato, per l'obliato: sarà desueta una parola - pur finissima - che quasi nessuno rammenta più; sarà desueta una vecchia legge ormai inosservata, ineffettiva; sarà desueto un sentiero che ha cessato d'essere percorso - che porta alla cella di un eremita, o al cippo in memoria di morti scordati, di cui i rovi si stanno reimpadronendo, ma non per questo meno prezioso.
Certo, l'attualità è un valore importante e imprescindibile, ma alle volte ciò che viene dimenticato merita d'essere riscoperto.

Sinonimi

Inedito, infrequente, inusitato, raro.

Contrari

Usitato, comune, diffuso, frequente, normale, ricorrente.

un soffio di vento fa volare i petali a paracadute del fiore del tarassaco

Modi di dire sul Vento

un veliero con un bel disegno di del vento che soffia in poppa

Andare col vento in poppa

Significato

Per andare col vento in poppa si intende, in modo figurato, procedere felicemente, senza problemi, favoriti dalla sorte e senza incontrare ostacoli.

Curiosità

Benché si ritenga comunemente che una nave con il vento in poppa navighi nelle condizioni migliori, questo non è sempre vero, poiché tale andatura, oltre a essere la più pericolosa, non è nemmeno la più veloce. Il detto è giustificato soltanto dalla sua origine antica; infatti, fino al 1700, le navi non erano in grado di viaggiare in direzione opposta a quella del vento, e quindi potevano prendere il mare solo con i venti portanti, ossia più o meno di poppa. Quest'andatura perciò non era la migliore: era praticamente l'unica.

Varianti

Avere il vento in poppa; Navigare col vento in poppa.

un collage di tantissimi hashtag

Hashtag

Inglese, pronuncia: hasctag.

Etimologia

Composto da hash = "cancelletto" (il simbolo #) + tag = "etichetta".

Significato

Dal punto di vista tecnico un hashtag è un tipo di etichetta per metadati utilizzato su alcuni servizi web e social network.

Per i non addetti ai lavori un hashtag è semplicemente una parola speciale, anche di fantasia, preceduta dal simbolo # (cancelletto). Un hashtag può essere anche lungo una intera frase, purché senza spazi, ecco alcuni esempi: #sapevatelo #Roma #Milano #MiPiaceLaPappaAlPomodoro - Può contenere solo un simbolo # all'inizio e gli unici simboli accettati sono i numeri e le lettere maiuscole o minuscole non importa. Tra una parola normale e un hashtag oppure tra un hashtag e l'altro deve esserci uno spazio.

A cosa servono gli hashtag

Dal punto di vista tecnico un hashtag serve per organizzare i post, ovvero per rintracciare più facilmente i soggetti di interesse.

Per i non addetti ai lavori provate a pensare ad un qualsiasi social network, esso si basa su un profilo (personale, pagina, gruppo, eccetera) su cui si possono emettere post (un piccolo discorso) che verrà portato in vario modo (dipende dal social network) all'attenzione dei seguaci (follower, cioè le persone che decidono di seguire) di quel profilo. Questo sistema viene schematizzato in modo "verticale" perché si basa, come la televisione, su un emettitore (profilo) in alto e sotto di lui una serie di ricevitori (follower). Il mondo dei social network però, come la televisione, è composto da tantissimi emettitori (profili che parlano), alcuni, degli stessi argomenti. Ebbene, inserendo nel nostro post un hashtag noi effettueremo un collegamento con tutti gli altri post che stanno usando lo stesso hashtag. In pratica aggiungiamo un secondo livello alla struttura, quello "orizzontale". In sostanza l'hashtag, che è un vero e proprio link cliccabile, diventa a sua volta un profilo (questa volta virtuale) che raccoglie tutti i post che lo contengono. Si realizza quindi l'espansione su più punti di vista di un argomento, oppure semplicemente si raggruppano tutti i post dello stesso argomento in un unico luogo per semplificare la ricerca.

descrizione sotto
Ritratto in china di Amerigo Vespucci.

Eponimo

Etimologia

Dal greco: epónymos, composto da epi = "sopra" + onoma = "nome". Che mette sopra il nome.

Significato
  1. Un eponimo in generale, è chi dà il proprio nome ad una scoperta, un prodotto o ad un movimento.
  2. Un eponimo nel mito, è un personaggio che dà il proprio nome ad un luogo o ad una stirpe.
  3. Un eponimo nell'antica Grecia e nell'antica Roma, era il magistrato che dava il proprio nome all'anno in cui era in carica.
Curiosità

Gli esempi classici di questa parola sono piuttosto ristretti: sono eponimi i grandi personaggi, divini o eroici. Pensiamo alla dea Atena che dà il nome ad Atene, al re Egeo che dà il nome al Mare Egeo, o alla gens Giulia romana, che aveva per mitico eponimo Iulo (il figlio di Enea). Inoltre, gli Arconti ad Atene e i Consoli a Roma erano magistrati eponimi nel senso che davano il nome al periodo in cui erano in carica: ad esempio, a Roma, per indicare il 345 avanti Cristo si sarebbe detto: l'anno in cui furono consoli Marco Fabio Dorsuo e Servio Sulpicio Camerino Rufo. Non sembra una computazione del tempo comodissima, ma così era.
L'uso di questo significato, col tempo si è però molto esteso: si parla di eponimia in tutte le migliaia di casi in cui qualcuno dà il proprio nome a qualcosa: scoperte geografiche, unità di misura, invenzioni, malattie, parti anatomiche, movimenti politici, scuole o circoli o stili artistici, periodi storici, religioni, e perfino nei casi di personaggi dalle caratteristiche proverbiali. Seguendo a ruota con esempi: Amerigo Vespucci eponimo d'America, Alessandro Volta per l'unità di misura della tensione il Volt, Rudolf Diesel per il noto motore o Louis Braille per il carattere di scrittura per non vedenti, e poi pensiamo al morbo di alzheimer, alle tube di falloppio, allo sciovinismo, al gabinetto vieusseux, ad una vicenda kafkiana, al manicheismo, ad un appetito pantagruelico. Infine a chi non "scappa" di chiamare jeep tutti i fuoristrada? Tutti eponimi.

Mappa di circa 100mila routers di internet e dei loro collegamenti fisici (picture credit: W R Cheswick/Belle Labs)

Semplessità

Etimologia

Neologismo composto da Sempl(ice) e (Com)plessità - letteralmente Semplice Complessità.

Alain Berthoz Professore di Fisiologia della percezione e dell'azione, Collège de France, nel 1990 riprende il termine inglese Simplexity usato per la prima volta negli anni '50, (Simplexité in francese) e lo rilancia nella comunità scientifica.

Significato

Se non la si gestisce, la complessità diventa paralizzante. La semplessità è la capacità di vedere un sistema complesso in modo semplice. Complesso – cosa diversa dal complicato – significa «ripiegato più volte», mentre è semplice ciò che è piegato una volta sola.

L'idea della semplessità proviene dallo studio del mondo biologico e si riferisce alle strategie attraverso le quali le specie viventi si adattano alla complessità circostante. La soluzione semplessa consente ad un organismo vivente di agire in modo rapido efficiente ed efficace anche di fronte ad un problema di una realtà complessa.

La vita ha trovato una serie di soluzioni per semplificare la complessità, la semplessità è una proprietà della natura. Gli organismi viventi interagiscono continuamente con l’esterno, elaborando informazioni per trasformarle in decisioni e comportamenti come attaccare una preda, afferrare un oggetto in movimento, camminare, ma anche comporre un’opera musicale, creare uno slogan pubblicitario o scrivere una storia.

Temi egualmente complessi, a fronte dei quali il cervello non può adottare né soluzioni troppo semplici perché non risolverebbero i problemi, né troppo sofisticate perché rallenterebbero e renderebbero troppo costosi i processi neuronali. La soluzione passa invece attraverso chiare deviazioni dalla strada maestra della logica, in grado di organizzare con originalità, eleganza e creatività la complessità del mondo e dei processi naturali che lo regolano.

Aggettivo

Semplesso è il metodo che vuole trovare soluzioni e strategie per elaborare un grosso numero di informazioni oppure per risolvere problemi complessi. Non rendere semplice quindi ma rendere decifrabile la complessità, trovare un modo semplice per affrontare la complessità in generale.

Semplesso è il modo con cui un millepiedi muove e coordina tutte le sue zampe con un minimo di risorse e capacità celebrali.

Applicazioni

La Semplessità ha trovato applicazione inizialmente in: psicologia, matematica e didattica in generale. Attualmente sta dilagando in molteplici ambiti. Per esempio quelli legati all'informatica. I robot stanno diventando sempre più complessi e far svolgere loro compiti apparentemente semplici come afferrare una maniglia e aprire una porta, costringe i softwaristi a scrivere codici molto complessi che richiedono hardware molto potenti e costosi. La semplessità costituisce un nuovo approccio in questi settori.

Metodi per Semplessare

Semplessare non è mai semplice. Richiede in particolare la capacità di inibire, selezionare, collegare, immaginare. Meglio, secondo Alain Berthoz di una serie di principi: 

  1. l'inibizione e il principio del rifiuto (ignorare ciò che ha minore importanza, prendere le distanze);
  2. il principio della selezione e della specializzazione (separare le funzioni e adottare modularità);
  3. il principio dell'anticipazione probabilistica;
  4. il principio della deviazione (introducendo lo spazio delle variabili composte, le simulazioni, l'utilizzo dell'inferenza bayesana);
  5. il principio della cooperazione e della ridondanza (ovvero avere due o più prospettive, prospettive validate solo se coerenti).
Citazioni

La semplessità è un modo di vivere con il proprio mondo. È eleganza piuttosto che sobrietà, intelligenza piuttosto che fredda logica, diplomazia piuttosto che autorità. (Alain Berthoz)

arceri inglesi medioevali con il longbow

Longbow (Long-bow, Long bow, Arco lungo)

Aggettivo, inglese, pronuncia: lon bew.

Etimologia

Composto da long = "lungo" + bow = "arco". 

Significato

Il longbow è un tipo di arco usato nell'antichità come arma da guerra, era alto quanto un uomo, molto semplice ma altrettanto efficace. Capace di scagliare frecce molto pesanti con la punta in metallo, necessitava di molta abilità, per questo i maschi destinati venivano allenati già dall'età di 5-7 anni. Si chiamava così per distinguerlo da quello da caccia che era più corto e dalla balestra. Il merito principale della vittoria inglese ad Agincourt viene riconosciuto soprattutto agli arcieri inglesi e ai loro archi lunghi.

a sinistra un bicchiere con del vino a destra un decanter è una boccia di vetro molto larga sul fondo

Decanter

Inglese - Pronuncia [tèkanter] - Un altro termine che erroneamente, anche alcuni dizionari, definiscono "Francese".

Etimologia

Dal latino [decantare] con lo stesso significato in italiano. Curiosa l'origine anche in latino decantare ha il significato originale di "cantare in musica" in senso figurato quindi "cantare le lodi" cioè [lodare] da qui anche nel senso di [Purificare].

Significato

Il decanter è una particolare caraffa dalla base larga e piatta e dal collo stretto e allungato, utilizzata per la decantazione del vino.

Sinonimi

Caraffa.

Decanter nelle altre lingue
  • Tedesco: Dekanter
  • Russo: декантер
  • Spagnolo: Decantador
  • Inglese: Decanter
  • Francese: Decanter
Note

Il decanter è utilizzato per travasare il vino dalla bottiglia alla caraffa per farlo ossigenare, soprattutto se ha subito un processo di riduzione a causa di un invecchiamento prolungato. Un'altra funziona del decanter è la separazione del liquido dai suoi possibili sedimenti, in altre parole la decantazione del vino. Può essere di varie forme a seconda del vino da decantare: in vetro o in cristallo, stampato o soffiato a mano.

La decantazione (che altro non è che un delicato travaso del vino da una bottiglia ad un decanter) è un'operazione necessaria nei vini rossi che hanno subito un lungo invecchiamento. [...] Operazione assai più semplice è la caraffatura che viene effettuata su vini che non hanno subito un lunghissimo invecchiamento e di conseguenza non contengono depositi. Per questo il vino può essere messo nella caraffa o nel decanter in maniera assai più veloce.

Curiosità

Non si decanta solo il vino ma anche per esempio l'olio.

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