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Mercoledì, 24 Maggio 2017 02:00

#CheVuolDire: conosci tutto sull'effetto di [Disinibizione OnLine]?

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un teatro pieno di persone mascherate da V per Vendetta

Disinibizione OnLine

Sostantivo

Etimologia

La locuzione disinibizione online composto da disinibizione a sua volta composto da dis- = "privo" + inibizione che deriva da dal latino inhibitio = "ostacolo dovuto all'intermediazione della coscienza" + online (locuzione inglese) = (sostanzialmente oggi) "su internet". Il termine è praticamente nato con l'avvio delle prime chat effettuate con i newsgroup.

Significato

Per disinibizione online si intende l'effetto di allentamento o addirittura di completo abbandono, nel corso di interazioni mediate da ICT, delle restrizioni sociali e delle inibizioni che sarebbero invece presenti in un'interazione faccia a faccia.

La disinibizione online ha invece a che fare con le maschere sociali di Luigi Pirandello, quindi ancora una volta siamo di fronte ad un fenomeno tipico dell'uomo amplificato dalla tecnologia. Più precisamente  stiamo parlando di una interazione mediata da una maschera che ci ricopre non solo metaforicamente ma anche fisicamente. Questo fatto ha effetti positivi ed effetti negativi.

  • Effetto positivo della disinibizione: Attiva una maggiore propensione delle persone a lasciarsi andare e comunicare in modo aperto, sincero, anche di argomenti molto personali, e la maggiore facilità a comunicare i propri sentimenti e le proprie emozioni quando la conversazione è mediata da uno schermo.
  • Effetto negativo della disinibizione: L’altra faccia della disinibizione è rappresentata dalla maggiore tendenza ad agire in modo spiacevole o socialmente sanzionabile, mettendo in atto comportamenti aggressivi, sessualmente espliciti o in generale poco convenzionali.

Sebbene l’effetto negativo sia quello più ovviamente a rischio di sviluppi maligni, anche quello positivo presenta dei rischi, perché può spingere le persone a lasciarsi andare in confidenze di cui magari si pentiranno in seguito, o a fornire immagini e dati personali con eccessiva facilità.

Fattori principali in gioco

Sette fattori principali facilitano l’allentamento delle barriere psicologiche e l’aumento di comportamenti disinibiti nel mondo virtuale (nel bene e nel male):

  1. Anonimato dissociativo: si riferisce alla separazione che le persone tendono a percepire tra le loro azioni online e la loro identità nel mondo reale. Avendo la sensazione che le cose dette o fatte online non possano essere direttamente collegate al resto della loro vita, in quanto l’interlocutore “non sa chi sono”, le persone sembrano sentirsi meno vulnerabili e conseguentemente più pronte ad aprirsi; ma anche ad attuare comportamenti antisociali.
  2. Invisibilità: questo aspetto è apparentemente simile ma non sovrapponibile all’anonimato. Infatti, anche se le identità dei partecipanti a una conversazione online sono note, l’impossibilità di vedere in faccia gli interlocutori provoca un abbassamento delle soglie di inibizione. In questo caso ciò che entra in gioco è l’assenza di tutti quegli elementi della comunicazione non verbale come l’espressione facciale, la postura e il tono di voce, che rendono la controparte reale, e ci spingono a modulare il comportamento sulla base delle reazioni che osserviamo. Si tratta, in pratica, dello stesso meccanismo che viene sfruttato da uno psicoterapeuta nel momento in cui ascolta il racconto del proprio paziente sedendogli alle spalle e rendendo i propri commenti i più neutrali possibili.
  3. Asincronicità: questa caratteristica della comunicazione online agisce in due direzioni. Da un lato, la possibilità di esprimere la propria opinione senza dover necessariamente ascoltare la risposta dei propri interlocutori può aumentare la tendenza a inveire e sfogarsi in modo aggressivo. D’altro canto, avere la possibilità di posticipare la propria risposta a un messaggio ricevuto consente di riflettere con più attenzione, evitando di agire sulla base di un primo impulso, formulando meglio, in modo più articolato, ciò che si intende dire. Si tratta di un’ottima opportunità soprattutto per quelle persone che hanno più difficoltà ad esprimersi in modo efficace.
  4. Asimmetricità e dissociazione emotiva: in una discussione faccia a faccia, riusciamo a vomitare gli insulti più efferati solo ai nostri familiari (per fortuna spesso non pensiamo quello che diciamo). Questo perché, in quel caso, smettiamo di ragionare e ci lasciamo andare ai sentimenti negativi come ci saremmo lasciati andare con quelli positivi. Con gli amici o gli estranei, comportamenti censurabili invece, provocherebbero in chi offende delle forti emozioni dolorose, tra cui la paura di essere picchiati. Emozioni che normalmente bloccano l'azione. In una discussione online invece l'effetto è il completo abbandono agli istinti. In maniera dissociativa chi offende non prova emozioni o le prova superficialmente. Asimmetricamente chi viene offeso invece, prova le stesse emozioni di una discussione faccia a faccia, anzi, è possibile che le senta amplificate dalle conseguenze sia della presenza di un pubblico che dal fatto che queste sono scritte. È questo il motivo per cui alcuni giudici applicano l'aggravate della diffamazione a "mezzo stampa" l'effetto è identico.
  5. Introiezione solipsistica: Le conversazioni mediate da tecnologia portano spesso a problemi di interpretazione dei messaggi scambiati, proprio a causa degli elementi che ne facilitano l’interpretazione come il tono della voce, l’espressione e così via. In questi casi le persone tendono ad interpretare i messaggi ambigui sulla base delle proprie speranze o paure. Può così succedere che una battuta venga interpretata come un insulto, o al contrario un blando interesse visto come segno di ascolto e supporto.
  6. Immaginazione dissociativa: la combinazione dei fattori già elencati può generare il sentimento che “tutto quello che succede online rimanga online”, e che le conseguenze di ciò che viene fatto online non abbiano in seguito una ricaduta nella vita quotidiana, portando le persone ad agire di conseguenza.
  7. Minimizzazione dell’autorità: da un certo punto di vista (forse un po’ superficiale) può sembrare che in Internet tutti gli utenti siano sullo stesso piano, e le differenze di status vengano annullate. Si assisterebbe, secondo tale ottica, a una serie di interazioni, scambi di idee e di risorse tra gruppi di pari. Osservando più attentamente è possibile notare che ciò che accade è invece un cambiamento nei fattori che determinano lo status delle persone. Mentre le caratteristiche che tradizionalmente definiscono lo status sono quelle del genere, della razza, della ricchezza e così via, in Internet la capacità di comunicare, o quella tecnica che permette di sfruttare appieno gli strumenti tecnologici, assumono maggiore rilevanza. Tale modificazione degli elementi che definiscono lo status delle persone porta anche a un cambiamento dei rapporti, per cui persone che nel mondo offline sarebbero riluttanti a esprimersi con qualcuno percepito come di status superiore, lo faranno in rete, in virtù dell’innalzamento di status acquisito.

Queste forze in gioco sono naturali per l'uomo e molto forti, nessuno di noi ne è immune quindi dobbiamo fare uno sforzo di presenza a quello che facciamo, anche dal punto di vista educativo.

Letto 2137 volte Ultima modifica il Mercoledì, 24 Maggio 2017 20:09
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