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Che vuol dire?

Che vuol dire?

Il dizionario della lingua italiana è costituito da più di 160.000 parole (con quelle tecniche e di ambiti specialistici si sale ad oltre 250.000 parole); una tale ricchezza di contenuti permette di classificare le parole in base a differenti criteri tra cui quello legato alla difficoltà di comprensione. Una parola difficile è un termine particolarmente complicato che mette alla prova la bravura e la cultura di chi tenta di individuarla.

Questa rubrica darà soddisfazione ai tuoi dubbi sulle parole difficili o insolite. Inviaci una richiesta specifica, la risposta sarà pubblicata.

Due lupi con la panza piena al pastore: complimenti le pecore di quest'anno hanno sono ancora meglio di quelle dell'anno scorso

Alpéggio

Dal latino: àlpes = alpi.

  1. L’esercizio del pascolo del bestiame in montagna (Alpi, Appennini, Pirenei, Carpazî), da quote di circa 1000 m sino a 2300-2500 m, effettuato da fine maggio a metà settembre, ma con durata diversa secondo l’altitudine, l’esposizione, la giacitura e la vegetazione dei pascoli (è detto anche monticazione e estatatura). 
  2. Contratto di alpeggio, contratto di affitto dei pascoli alpini, per un periodo di uno o più anni, a proprietari o conduttori di bestiame. Nel diritto medievale, era un contratto in base al quale i mandriani raccoglievano e conducevano ai pascoli alpini bestiame da latte, pagando al proprietario una determinata mercede e tenendo per sé i prodotti degli animali.

Sinonini: alpe, malga.

La cultura a portata di mano

Nèmesi

Etimologia

Dal greco: "nèmesis" punizione, derivato del verbo "nèmein" distribuire. Sostantivo.

Significato

Nèmesis è la personificazione nella mitologia greca e latina della giustizia distributrice.
Evento, situazione negativa che si presume debba seguire periodi eccessivamente fortunati a titolo di giusta compensazione: la campagna di Russia fu la nemesi di Napoleone.
Nemesi storica: giustizia riparatrice di torti e delitti non nei responsabili, ma nei loro discendenti.

Sinonimi

Vendetta, castigo, fato vendicatore, giusta vendetta.

Panacèa

Dal greco: panàkeia; composta da “pan”= tutto + “akèisthai” = guarire

Significato

Nome dato dai Greci e dai Latini a varie piante (tra cui Heracleum sphondylium, detto ancor oggi pànace) alle quali si attribuivano virtù magiche nella guarigione di certe malattie; rimasto poi nell'uso per indicare il preteso rimedio di ogni male, è stato riferito di volta in volta a diversi prodotti ritenuti miracolosi. Panacea universale, denominazione assegnata dagli alchimisti al chermes, minerale ritenuto capace, oltre che di guarire ogni male, anche di prolungare indefinitamente la vita.

Per estensione

Rimedio universale, capace di risolvere ogni problema, di correggere ogni difetto, di guarire da ogni male: la legge sull'equo canone era stata presentata come una panacea per il problema della casa.

In senso figurato

beneficio, sollievo, consolazione

Sinonimi

toccasana, rimedio universale, medicina, cura, medicamento, terapia, balsamo

Contrari

male, danno, guasto

una croce fatta con le mani di tante persone

Pasqua

Rito religioso cristiano.

etimologia

Il termine Pasqua, in greco e in latino "pascha", proviene dall'aramaico: pasha, che corrisponde all'ebraico pesah, il cui senso generico è "passare oltre".

Significato

Il significato effettivo della parola Pasqua non è del tutto certo. Un gruppo di Padri della Chiesa d'origine asiatica (tra i quali Tertulliano, Ippolito, Ireneo) collegano la parola pascha al termine greco pàschein, che significa soffrire.
Sebbene l'etimologia del termine non sia corretta, in quest'ipotesi vengono colti i significati intrinseci della Pasqua: il sacrificio e la salvezza.

Significato per Origene e gli alessandrini

Per un'etimologia più esatta della parola Pasqua bisogna ricorrere ad Origene ed agli alessandrini, che intendono il senso come "passaggio". In questo caso il passaggio è attraverso il Mar Rosso, dalla schiavitù alla Terra Promessa, dunque dal vizio del peccato alla libertà della salvezza, attraverso la purificazione del battesimo.

Significato Cristiano

Applicata a Cristo, detta etimologia suggerisce il suo passaggio dal mondo terreno al Padre.

Significato per Procopio di Gaza, Teodoreto di Ciro e Apollinare di Laodicca

Un terzo gruppo di scrittori (Procopio di Gaza, Teodoreto di Ciro, Apollinare di Laodicca) suppone che l'espressione "passa oltre" si riferisca all'Angelo sterminatore, che, vedendo il sangue sulla casa degli ebrei "passa oltre", salvando coloro che risiedono all'interno: ma, anche, al "passare oltre" alla morte da parte di Cristo. "Ci fu un'epoca nella vita della chiesa in cui la Pasqua era, per così dire, tutto" (R. Cantalamessa).

Significato Odierno

La Pasqua è, infatti, la festa liturgica più importante per il cristianesimo. Commercialmente soppiantata dal Natale e da alcune tradizioni pagane più allettanti per la società moderna, la Pasqua rappresenta e celebra i tre momenti fondamentali del cristianesimo: la Passione, la Morte e la Resurrezione di Cristo. Essa si pone come nucleo del patrimonio liturgico e teologico del cristianesimo. A ciò si aggiunga che la Pasqua rappresenta il raccordo con la matrice giudaica del cristianesimo e al tempo stesso, il momento di affrancamento da tale matrice. La festa cristiana viene assunta dalla celebrazione della liberazione del popolo di Mosè dalla schiavitù in Egitto, festeggiata in occasione del primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera.

Maggiori informazioni sui simboli della Pasqua seguendo questo link...

Rito cristiano della Pasqua

Il giorno di Pasqua si festeggia la resurrezione del Redentore.

La data di Pasqua

varia di anno in anno, infatti può cadere dalla prima domenica dopo la luna piena seguente l'equinozio di primavera; nel 525 si stabilì che la data doveva trovarsi tra il 22 marzo e il 25 aprile. Maggiori informazioni sulla data di Pasqua seguendo questo link...

Quaresima

La Pasqua cristiana è preceduta dalla Quaresima, un periodo di penitenza di quaranta giorni che va dal mercoledì delle Ceneri al Sabato Santo. La Domenica seguente, la Domenica delle Palme, il cui simbolo è il ramo d'ulivo, viene ricordato l'arrivo del Messìa in Gerusalemme e la sua passione.

Settimana Santa

Da qui inizia la Settimana Santa, durante la quale si ripercorrono i momenti liturgici ben precisi. Dal lunedì al mercoledì è il momento della Riconciliazione, il giovedì mattina si apre con la Messa del Crisma, in cui vengono benedetti l'olio profumato, l'Olio dei Catecumeni e l'Olio degli Infermi.

La sera del giovedì Santo si celebra la Messa in Cena Domini in ricordo dell'ultima cena di Gesù, alla quale segue la processione al "sepolcro". Le ostie, che saranno utilizzate nella celebrazione del venerdì santo, vengono portate nel sepolcro, per essere adorate dai fedeli.

Il venerdì Santo è il giorno di contemplazione della passione di Gesù: in questo giorno si svolge il rito della Via Crucis, che in maniera figurativa ripercorre l'ultimo giorno di vita di Cristo. Questa giornata è, per tutti i fedeli, dedicata al digiuno, testimonianza del bisogno di partecipazione alla Passione e alla Morte di Cristo.

Il sabato Santo è il giorno di riflessione e preghiera silenziosa. La notte tra sabato e domenica si svolge la Veglia Pasquale, durante la quale si leggono le promesse di Dio al suo popolo. Questa notte è caratterizzata da quattro momenti pricipali: la Liturgia della luce (benedizione del fuoco, preparazione del cero, processione, annunzio Pasquale); Liturgia della Parola (nove letture); Liturgia Battesimale (canto delle Litanie dei Santi, Preghiera di benedizione dell'acqua battesimale, celebrazione di eventuali Battesimi); Liturgia Eucaristica.

Maggiori informazioni su come viene vissuta la Pasqua in varie regioni del mondo seguendo questo link...

L'accìdia uno dei 7 vizi capitali del catechismo cattolico

Accìdia

Sostantivo femminile

Etimologia

Il termine accidia deriva dal greco akedìa ="negligenza", composta da "a" privativa e kèdos = "cura" assunto nel latino tardo come acedia e acidia.

Significato
  1. Il termine accidia indica incuria, indolenza, inerzia, indifferenza e disinteresse verso ogni forma di azione e iniziativa.
  2. Più propriamente il termine accidia indica negligenza per ciò che riguarda Dio e la cura dell'anima, nell’operare il bene e nell’esercitare le virtù (nell’antica tradizione teologica, uno dei sette peccati o vizi capitali).
Aggettivo

Accidioso: chi è colpevole di accidia.

  1. Portando dentro accidiosi fummo (Dante);
  2. Fra i superbi infiamma con invidia accidiati (Dante).
Verbo

Accidiare: è provare accidia.

  1. Poesie Di Lorenzo (il Magnifico) de' Medici «Tanto è grieve (grave) l'affanno che, sol pensando, addoloro ed accidio».
  2. Accidiarsi: Quello che direbbe il colpevole con sentimento del fiacco volere, senza neanche il punto esclamativo che già sarebbe affermativo, ma invece con un sospiro (Luigi).
Sostantivo

Accidiati: sono nominati i colpevoli di accidia.

"Gli accidiati dell’Inferno dantesco."

Sinonimi

Inerzia, indolenza, pigrizia, abulìa, ozio, svogliatezza, incuria, poltroneria, ignavia, apatìa, torpore, neghittosità, infingardaggine.

Contrari

Attività, dinamismo, efficienza, lena, laboriosità.

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