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Domenica, 08 Dicembre 2013 10:43

#Medicina: Può il farmaco equivalente far spendere di più? #generico

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I farmaci equivalenti contengono lo stesso principio attivi: i soldi

Il prezzo del farmaco equivalente in questione è sensibilmente inferiore a quello del farmaco di marca, ma curare un paziente con il primo costa di più. Sembra un paradosso, ma non lo è. Il farmaco è la levotiroxina, largamente utilizzato nelle malattie della tiroide, il cui brevetto è scaduto ed è pertanto diventato di “libera” produzione.
A portare il caso all’attenzione dell’opinione pubblica sono stati, con un documento congiunto, gli specialisti del settore, in occasione del congresso dell’Associazione italiana della tiroide (Ait), a Roma dal 5 al 7 dicembre.

Il fatto è che l’Aifa, la nostra autorità regolatoria in materia di farmaci, a metà dello scorso novembre ha inserito la levotiroxina generica nella lista di trasparenza, con un test ormonale da eseguite con maggior frequenza (praticamente il doppio) rispetto all’originale e raccomandando anche particolare attenzione per alcune categorie di persone come, per esempio le donne in gravidanza. La ragione è che, come ha sostenuto Roberto Castello, presidente dell’Associazione italiana medici endocrinologici, il farmaco equivalente è considerato tale se ha una biodisponibilità maggiore o minore del 20% rispetto all’originale, una differenza che nel caso delle malattie della tiroide, dove è fondamentale la precisione dei livelli ormonali che si ottengono, si traduce in variazioni dell’efficacia. Inoltre, l’equivalente farebbe risparmiare circa 30 milioni di euro l’anno, ma per i test aggiuntivi servirà una cifra tra i 20 e i 40 milioni in più. Insomma, fatti i conti, una terapia con l’equivalente al Ssn non converrebbe affatto.
Senza contare le possibili ripercussioni sull’efficacia terapeutica, per cui gli esperti raccomandano -per farmaci dedicati alla tiroide- di non cambiare in alcun caso in corso di terapia. Proprio per questo, gli specialisti chiedono ai loro colleghi di scrivere sulla ricetta un farmaco specifico e aggiungono la postilla non sostituibile.

Tutti, comunque, hanno tenuto a sottolineare che questa presa di posizione (suffragata anche da studi internazionali, assicurano) non è affatto un attacco al farmaco equivalente tout court che, anzi, per lo stesso Castello, rappresenta una grande occasione di risparmio.

Questo per quanto riguarda il lato ASL, un altro metodo per aumentare i prezzi, questa volta verso i pazienti, e questa volta verso tutti i farmaci  è quello di -semplicemente- alzare il prezzo rispetto a quello concordato. La farmacia ci farà pagare la differenza e questa potrebbe essere più alta di quanto si pagherebbe per il farmaco originale. Coinvolgiamo il farmacista senza vergogna e questo sarà sicuramente carino con noi, verificando il farmaco con il minor costo - almeno per il paziente.

Letto 3650 volte Ultima modifica il Domenica, 27 Novembre 2016 23:33
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