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Medicina & Salute

Medicina & Salute

La comunicazione della salute promuove la salute stessa. La prevenzione è l'insieme di interventi finalizzati ad impedire o ridurre il rischio (ossia la probabilità) che si verifichino eventi non desiderati ovvero ad abbatterne o attutirne gli effetti in termini di morbosità, disabilità e mortalità.

Guardare alla persona come centro dell'intervento di prevenzione, significa saperla leggere nel contesto in cui si trova, collocandola in una situazione dinamica di relazioni con le altre persone, ma anche con agenti biologici, chimici e fisici presenti nell'ambiente, e con le strutture abitative, ricreative, lavorative frequentate.Secondo una tale visione, la prevenzione non può dunque pensare a singoli interventi che riguardano la singola persona, ma deve mirare, nella strategia complessiva, a far sì che tutto quanto circonda e, in certa misura, compenetra la persona, possa concorrere al suo benessere.

Questo significa saper collocare ogni singola azione in un contesto complessivo, del quale si ha piena padronanza (attraverso gli indicatori epidemiologici), rispetto al quale si definiscono gli obiettivi (scegliendo le priorità verso cui indirizzare le risorse in base a criteri dichiarati) e nel quale si mettono in atto le azioni adeguate (sulla base delle evidenze di efficacia). La prevenzione collettiva prevede, dunque, interventi finalizzati ad affrontare problematiche sanitarie di rilievo quali-quantitativo, con interventi rivolti sia alla persona (come screening, vaccinazioni, educazione sanitaria), sia agli ambienti di vita e di lavoro (come controlli nel settore alimentare, delle acque potabili, prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali).

Questa rubrica è dedicata alla Medicina, Salute e Benessere. Vengono affrontati temi di medicina per fornire informazioni sui vari aspetti della salute, alla prevenzione, dai sintomi delle malattie più diffuse alle possibili cure, dagli interventi di chirurgia estetica ai problemi psicologici.

Le informazioni contenute in questo rubrica non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

Dei brick tipo quelli del latte con scritto "sangue" e la scritta in sottofondo "il sangue non si fabbrica, si dona - diventa donatore"

Gli italiani si distinguono per un primato positivo: la donazione di sangue. Siamo tra i primi al mondo, un primato che fa onore e dimostra particolare attenzione verso chi ha bisogno. In testa alla classifica italiana c'è la Basilicata che registra la percentuale più alta di donatori, mentre la Campania e il Lazio sono al di sotto degli standard richiesti dall’Unione Europea. Il primato comunque spetta alla Lombardia con 256mila donatori: addirittura l’80% dei lombardi dona sangue con costanza e periodicità.

vita sessuale uomo: 10-15 (scimmia) sbuccia banana; 16-20 (giraffa) mangia fiori, 21-30 (avvoltoio) mangia tutto; 31-40 (aquila) sceglie; 41-50 (pappagallo) parla più di quello che mangia; 51-60 (lupo) insegue cappuccetto rosso mangia la nonna; 61-70 (cicala) canta canta non mangia; 71-80 (condor) con-dolor; dopo 80 (piccione) caga solamante. 

I benefici di una vita sessuale attiva sono ampiamente riconosciuti dai medici e dagli psicologi di tutto il mondo. Come dire che il sesso riduce la probabilità di sviluppare patologie cardiache pericolose, cura diversi tipi di cefalee, migliora tono e aspetto della pelle, abbassa il colesterolo, fa bene all’umore e al sonno, allunga la vita. Ora, i ricercatori dell'Università del Maryland e della Corea del Sud hanno scoperto che la pratica sessuale aiuta anche a generare nuovi neuroni nell’ippocampo, la parte del cervello predisposta alla memoria a lungo termine e alla navigazione spaziale.

Un giovane (si ipotizza ragazza) accucciata a terra coperta da una felpa braccia incrociate, dietro di lei un muro su cui incombono una serie di freccie a simboleggiare lo stress

È una molecola già presente nel cervello, si chiama “nocicettina” e -secondo gli scienziati- permetterà di elaborare nuove terapie contro stress-acuto, ansia e instabilità emotiva. La scoperta è di un pool di ricercatori americani e italiani, Scripps Research Institute (TSRI - California) e dell’Università di Camerino.

è una fotografia, la sagoma di una donna in posizione yoga, sullo sfondo l'alba

In uno studio pubblicato sulla rivista dell’American Medical Association (JAMA), i ricercatori dell’Università Johns Hopkins dicono che meditare è utile per alleviare i sintomi dell’ansia e della depressione. Basta mezz’ora al giorno.

Giovanna Lecis

L’attività fisica deve diventare parte integrante delle nostre giornate, anche perché è dimostrato, che sia efficace come una medicina. L’attività fisica è come una medicina, che previene le patologie più diffuse. I bambini invece devono seguire almeno un’ora di ginnastica pura.

Combatte l’osteoporosi, il diabete, la depressione, le patologie cardiovascolari, l’obesità, l’ansia e persino i tumori. Ce lo conferma uno studio pubblicato sull’ American College of sports medicine dove troviamo anche le linee-guida suddivise per fasce di età.

Un anziano fa le flessioni 

Arriva dagli Stati Uniti una notizia in grado di far fantasticare tutti, in particolar modo coloro che inseguono giovinezza e forza senza limiti temporali. Un gruppo di ricercatori della Harvard Medical School di Boston ha scoperto, infatti, come far ringiovanire le fibre muscolari ormai invecchiate.

Un piatto di frutti di bosco

Questo 2013 è stato caratterizzato indubbiamente da una escalation di casi di epatite A registrati in Europa e in Italia. La responsabilità è stata di partite di frutti di bosco congelati che sono risultati essere contaminati dal virus dell’epatite A, ma in chiusura d’anno e alla luce della recente emergenza sanitaria il Ministero della Salute ha ritenuto opportuno diramare un vero e proprio decalogo per prevenire l’epatite A guardiamolo assieme.

Un uomo spruzza insetticida sul suo campo 

Dopo il sospetto di causare la moria d’api (e di uccelli) arrivano i timori per la salute umana. Due insetticidi neonicotinoidi, acetamiprid e imidacloprid, «possono avere effetti sul sistema nervoso umano nella fase di sviluppo». Lo affermano gli esperti dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) che propongono l’abbassamento dei livelli guida per l’esposizione ammissibile ai due neonicotinoidi. I timori per la salute sollevati nella revisione dei dati sono considerati «giustificati». Il gruppo di esperti chiede la definizione di criteri a livello Ue che rendano obbligatoria la presentazione di studi sulla neurotossicità nella fase di sviluppo come parte integrante del processo di autorizzazione dei pesticidi.

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Una foto di una volta, un antico natale con l'atmosfera calda e accogliente sul tavolo da pranzo ogni ben di Dio

Come si fa a resistere a quel fantastico misto di antipasti? A una corposa porzione di Carne, Pesce o Tacchino ripieno? A una bella fetta di panettone magari arricchita di un po’ di crema? E il vino? Quello ci vuole per digerire e per i bambini la nota bevanda IperGlicemica. Poi non si può fare a meno dell'ammazza caffè e dello spumante. Impossibile, altrimenti che festa è!?!

Dicono così già molti in vista di pranzi e cene per scambiarsi gli auguri delle festività di dicembre. Ma l’eccessiva «indulgenza» perché arriva il Natale (o il fine settimana, l’occasione speciale) è al primo posto nella classifica dei pretesti più comuni per lasciarsi andare a tavola stilata dall’American Heart Association: un elenco di scuse più o meno fantasiose che però, una per una, vengono “smontate” dagli esperti statunitensi.

A chi è tentato da un eccesso di indulgenza a causa delle festività, ad esempio, consigliano di pianificare menu buoni, ma sani almeno quando è il nostro turno per ricevere parenti e amici: via libera a dolci arricchiti di frutta secca e a piatti in cui sia “nascosta” una bella dose di verdure.

Anziani si muovono in una palestra dell'ospedale

Soli in corsia; costretti a brindare al nuovo anno da un letto di ospedale; sono sempre di più gli anziani che, non sapendo dove andare e non potendo contare sulla propria famiglia -si ritrovano- nel periodo delle feste di Natale, “abbandonati” in ospedale o casa di cura.

Se mediamente, in Italia, gli anziani ricoverati rappresentano il 50% del totale dei degenti, a Natale, a Capodanno, ma anche ad agosto, questa percentuale aumenta di circa il 10%. Soprattutto negli ospedali delle grandi città.

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