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Giovedì, 07 Novembre 2013 09:09

#Salute, Vitamina C: se ne assume meno in #inverno, quando serve di più

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Arance, kiwi, fragole

Nonostante sia noto che la vitamina C aiuti l’organismo a combattere i microrganismi che provocano raffreddore e influenza, in inverno si registra un minor consumo di alimenti che la contengono. Lo rivela un’indagine dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano che ha valutato l’assunzione di vitamina C attraverso gli alimenti consumati da un campione di circa 7.600 individui sopra i 18 anni, di cui 4681 femmine (61,2%) e 2964 maschi (38,8%).

Secondo i risultati, a fronte di un maggior consumo di agrumi (che sono del resto frutti invernali), c’è un minor consumo di verdure che contengono vitamina C, come pomodori, verdura a foglia larga, cavoli, broccoli e legumi in generale.

Dalla ricerca emerge che negli alimenti assunti in inverno, la quantità di vitamina C introdotta giornalmente è mediamente 143 mg per le donne e 146 mg negli uomini, un valore adeguato al fabbisogno giornaliero di una persona sana. Ma non sempre essa è sufficiente a determinare la copertura del fabbisogno giornaliero necessario all’organismo, a causa della sua facile deperibilità.

Dipende infatti da come sono consumati gli alimenti. Ad esempio, la vitamina C è sensibile alla luce e all’ossigeno, quindi frutta e verdura andrebbero conservate in luoghi chiusi e non esposti alla luce diretta. La frutta, una volta sbucciata o spremuta dovrebbe essere consumata immediatamente; altrettanto per la verdura appena mondata o centrifugata.

Ancora: la vitamina C è idrosolubile e subisce degradazione per instabilità al calore; se frutta e verdura sono bollite in acqua la vitamina si perde. Se ne perde meno se le verdure sono cotte con le microonde, al vapore, alla piastra.

Inoltre, basta una sola sigaretta ad eliminare circa 20 mg di vitamina C; quindi i fumatori (oltre smettere di fumare) devono assumere più vitamina C per raggiungere il fabbisogno giornaliero consigliato. Ma secondo i risultati della ricerca, chi fuma (15,7% del campione) ne introduce mediamente meno rispetto a chi non fuma (75,6%) e agli ex fumatori (8,7% del campione).

Secondo gli esperti dell’Osservatorio, infine, non vi è alcuna evidenza scientifica che con gli integratori di vitamina C si possa prevenire l’attacco di batteri o virus.

Letto 3437 volte Ultima modifica il Venerdì, 10 Novembre 2017 07:03
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