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Venerdì, 18 Ottobre 2013 08:16

#Scienza, #Astronomia: Pericolo #cometa #ISON probabile esplosione di materiale dal 21 Novembre 2013

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Scienza, Astronomia: Pericolo cometa ISON probabile esplosione di materiale dal 21 Novembre 2013

La probabilità di sopravvivenza della cometa C/2012 S1 ISON al passaggio radente con il Sole, ha sollevato negli ultimi mesi un vero e proprio tormentone astronomico. Tra tante teorie, ora giunge quella di uno studio di Matthew Knight delLowell Observatory di Flagstaff, in Arizona e di Kevin Walsh del Southwest Research Institutedi San Antonio, i quali sostengono che la cometa ISON sopravviverà al suo perielio.

Sino a quando ISON manterrà le sue attuali dimensioni, densità e rotazione assiale, riuscirà a non disintegrarsi a causa delle forze mareali della nostra stella.

- affermano i ricercatori.

Una notizia molto apprezzata da astronomi e appassionati che hanno già cominciato una fitta campagna osservativa, come mai nella storia dell’astronomia. I ricercatori sono giunti a questa conclusione attraverso simulazioni dell’evento e cercando di comprendere il comportamento avuto da altri oggetti simili nel sistema solare interno. I possibili scenari mostrati negli ultimi tempi da vari scienziati, sono quelli della disgregazione totale, della sopravvivenza iniziale con frammentazione successiva e della piena sopravvivenza, che le consentirebbe di percorrere un’altra orbita intorno al Sole. Tanto dipenderà dalle dimensioni dell’oggetto (valutato tra 0,2 e 2 Km), dalla sua densità e dalla rotazione assiale.

Le comete più piccole di 0,2 chilometri hanno una possibilità di sopravvivenza limitatissima, per cui se ISON fosse realmente provvista di un nucleo più grande, avrebbe ottime possibilità di resistere alla fortissima attrazione gravitazionale del Sole. Nessuno di questi parametri è purtroppo ben conosciuto, ed è uno dei motivi (oltre alla nota imprevedibilità a prescindere delle comete) che non permettono di tracciare previsioni accurate. Situazione resa ancora più ingarbugliata tenendo conto che ISON è al suo primo viaggio dalla nube di Oort, risultando praticamente sconosciuta. Nelle scorse sere gli scienziati, grazie al telescopio spaziale Hubble, hanno scoperto che sino ad ora solo un lato della cometa è stato realmente riscaldato dal calore solare. Questo potrebbe voler significare che la cometa ha ancora tanto da dire non appena varcherà la linea dell’orbita di Mercurio il prossimo 21 Novembre.

Dal momento che la superficie sul lato oscuro della cometa dovrebbe comunque mantenere una grande quantità di materiali volatili, l’improvvisa esposizione alla luce solare potrebbe scatenare enormi esplosioni di materiale.

- ha riferito Jian- Yang Li del Planetary Science Institute di Tucson, in Arizona. Entrambi gli studi sono stati presentati presso la 45a riunione annuale della American Astronomical Society for Planetary Sciences, a Denver.

Letto 2082 volte Ultima modifica il Venerdì, 18 Ottobre 2013 09:04
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