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Lunedì, 03 Febbraio 2014 01:00

#Torino: Arrivano gli uomini #libro e creano una biblioteca per #nonVedenti

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Una giovane ragazza nel parco seduta su una panchina con una cuffia ascolta estasiata un libro

Dopo la chiusura della sede torinese del “Libro parlante”, l’UIC\ Unione italiana ciechi non si è data per vinta ha “assoldato” un esercito di volontari che si occuperanno di registrare titoli richiesti direttamente dagli utenti. Tra chi presterà la propria voce, attori, giornalisti e appassionati

Una nuova audiobiblioteca per i non vedenti. I cui titoli verranno “convertiti” su richiesta degli utenti. Accade a Torino, dove l'Unione italiana ciechi -da sempre in prima fila nella difesa del diritto alla cultura per i disabili- ha affidato a trenta volontari il compito di registrare una serie di libri da destinare a chi da solo non può più leggerli. Gli “Uomini libro” (questo il nome del progetto, come in «Fahrenheit 451» di Ray Bradbury) si sono già messi al lavoro: i primi due titoli sono stati consegnati nei giorni scorsi e al momento sono in fase di registrazione. Tra i volontari che se ne stanno occupando ci sono attori, giornalisti e appassionati di letteratura, che sono stati forniti dall’Uic\ di microfoni, software di registrazione, materiale insonorizzante e di tutto ciò che occorra per una simile operazione. E che saranno in grado di dare spessore alla lettura, restituendo la tensione narrativa al testo senza bisogno di calcare troppo la mano.

I volontari sono stati reclutati lo scorso marzo, durante un concerto organizzato nel conservatorio Verdi di Torino. Un’iniziativa che -nelle parole degli stessi promotori- nasce dal basso. E che permetterà a chi non può più leggere di continuare a scegliere di quali testi e quali parole nutrire la propria cultura. Chiunque può chiedere di convertire un testo, basta presentarsi nella sede di corso Vittorio portando il libro che si desidera far registrare; gli addetti provvederanno ad assegnare il testo a un volontario, che si occuperà di registrarlo e riversarlo su un file digitale. Oltre ad essere consegnati ai rispettivi richiedenti, i titoli andranno a comporre un archivio digitale che vorremmo condividere anche con le biblioteche civiche della zona.

E all’Uic\ ci tengono a rimarcare come questo sia anche un modo per combattere la crisi. Tutto nasce con la chiusura della sede torinese del Libro parlante -una struttura che si occupa di audiolibri- che ha dichiarato:

In tempi di spending review, abbiamo dovuto sacrificare una sede per poter continuare a far sopravvivere le altre presenti sul suolo nazionale. Purtroppo è toccato a quella di Torino.

Il primo libro consegnato è un testo molto raro scritto ai tempi della resistenza, conferito da una signora di Ivrea per la quale ha un enorme valore affettivo.

Letto 1466 volte Ultima modifica il Domenica, 02 Febbraio 2014 18:44
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