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La notizia di Sport

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Adriano GallianiKaka al Milan. Non è solo un sogno d’estate dell’amministratore rossonero Adriano Galliani, che non hai mai negato la stima per il brasiliano. Brasiliano che, dopo il 18esimo scudetto del Diavolo, ha spedito un sms al suo ex dirigente: “Complimenti dottore, siamo campioni d’Italia”.

Non mi preoccupa la classifica, penso solo a guarire e a tornare a posto con il ginocchio

Rattristato per il forfait agli Us Open, Rafa Nadal, numero 3 del ranking mondiale, in questo momento non è in ansia per l'eventuale slittamento in classifica.

Attualmente non sono preoccupato di finire quarto o rimanere terzo. L'unica cosa che conta é che recuperi al meglio fisicamente. Tornerò quando il mio ginocchio starà meglio. Sono triste di non poter partecipare agli Us Open perché è un torneo che mi piace, ma non potevo rischiare.

Due giorni fa il campione di tennis aveva annunciato la rinuncia al torneo americano dello slam, al via il 27 agosto sui campi di Flushing Meadows, dopo che era stato costretto a disertare anche le Olimpiadi di Londra, per le quali era stato scelto come portabandiera della Spagna. Il suo allenatore, lo zio Toni Nadal, aveva già spiegato che l'obiettivo era di poter rientrare per la semifinale di Coppa Davis tra Spagna e Stati Uniti in programma dal 14 al 16 settembre a Gijon.

Il campionato di serie B, perse Sampdoria e Pescara, punta ad appassionare i tanti tifosi delle squadre "minori" che si contendono il titolo e l'accesso alla serie maggiore. La prima partita si è giocata ieri sera alle 20.45 è stato l'anticipo tra Modena e Hellas Verona e le quote scommesse hanno puntato tutto sulla squadra di Mandorlini - ma la partita termina 1-1. Parte forte il Verona che si porta avanti grazie a Bjelanovic, ma nel secondo tempo il ritmo veronese cala e il Modena può acciuffare il pareggio grazie a Signori. Risultato giusto.

De Rossi allo scoperto, domani parla a Trigoria
Anche stavolta l'affondo del Manchester City di Roberto Mancini nei confronti di Daniele De Rossi si è concluso con un nulla di fatto.

Panchina più lunga con dodici riserve
In campionato come ai Mondiali, si amplia il ventaglio delle scelte possibili per ogni allenatore.

E' fatta: Gargano dal Napoli all'Inter Ramirez-Southampton, salta tutto
I nerazzurri prendono l'uruguaiano in prestito con diritto di riscatto: operazione da 6,5 milioni. Catania: arriva Rolin. Genoa: visite Tzorvas, salta l'arrivo di Julian Velazquez. Mesbah-Palermo, affare congelato. Fiorentina, pazza idea Berbatov. Colpo Torino: arriva Cerci. Watford: è fatto Angella. Catania: blindato Barrientos.

Napoli, riecco Cavani - Il futuro è da definire
L'uruguaiano ha ripreso gli allenamenti a Castel Volturno dopo otto giorni di vacanza e ha pure segnato. Nei prossimi giorni faccia a faccia tra l'agente e De Laurentiis: sul tavolo l'aumento di stipendio richiesto dal giocatore. Manchester City e Chelsea alla finestra.

Dalla Francia: «Lichtsteiner verso il Psg per 15 milioni»
I media transalpini sicuri: «L'incontro decisivo tra l'agente del calciatore e i dirigenti bianconeri si terrà venerdì prossimo».


Parigi, 1924

Parigi, 1924

Lake Placid, 1932

Lake Placid, 1932

Garmisch - Partenkirchen, 1936 (invernale)

Garmisch – Partenkirchen, 1936 (invernale)

St. Moritz, 1948 (invernale)

St. Moritz, 1948 (invernale)

Londra, 1948

Londra, 1948

Oslo, 1952 (invernale)

Oslo, 1952 (invernale)

Squaw Valley, 1960 (invernale)

Squaw Valley, 1960 (invernale)

Tokyo, 1964

Tokyo, 1964

Grenoble, 1968 (invernale)

Grenoble, 1968 (invernale)

Messico, 1968

Messico, 1968

Monaco, 1972

Monaco, 1972

Mosca, 1980

Mosca, 1980

Seoul, 1988

Seoul, 1988

Barcellona, 1992

Barcellona, 1992

Lillehammer, 1994 (invernale)

Lillehammer, 1994 (invernale)

Nagano, 1998 (invernale)

Nagano, 1998 (invernale)

Atene, 2004

Atene, 2004

Londra, 2012

Londra, 2012

Los Angeles, 1932

Los Angeles, 1932

Berlino, 1936.

Berlino, 1936.

Cortina d'Ampezzo, 1956 (invernale)

Cortina d’Ampezzo, 1956 (invernale)

Melbourne, 1956

Melbourne, 1956

Roma, 1960

Roma, 1960

Innsbruck, 1964 (invernali)

Innsbruck, 1964 (invernali)

Sapporo, 1972 (invernale)

Sapporo, 1972 (invernale)

Innsbruck, 1976 (invernale)

Innsbruck, 1976 (invernale)

Montréal, 1976

Montréal, 1976

Lake Placid, 1980 (invernale)

Lake Placid, 1980 (invernale)

Sarajevo, 1984 (invernale)

Sarajevo, 1984 (invernale)

Los Angeles, 1984

Los Angeles, 1984

Calgary, 1988 (invernale)

Calgary, 1988 (invernale)

Albertville, 1992 (invernale)

Albertville, 1992 (invernale)

Atlanta, 1996

Atlanta, 1996

Sydney, 2000

Sydney, 2000

Salt Lake, 2002 (invernale)

Salt Lake, 2002 (invernale)

Torino, 2006 (invernale)

Torino, 2006 (invernale)

Beijing, 2008

Beijing, 2008

Vancouver, 2010 (invernale)

Vancouver, 2010 (invernale)

A picture shows the Olympic countdown cl

Londra 2012

Stephan Feck. Un nome, un nessuno, fino a qualche giorno fa. Ora, invece, uno dei personaggi più famosi della rete. Il tedesco è infatti un tuffatore che ai più non dirà nulla, ma che ora è noto in tutto il mondo per aver dato vita a uno dei momenti - suo malgrado - più esilaranti dei Giochi Olimpici di Londra 2012.
Il tuffatore, infatti, si è presentato alle eliminatorie del trampolino 3m e a un tuffo gli è valso uno zero tondo tondo: presumibilmente doveva essere un triplo e mezzo avanti carpiato, ma la pesantissima entrata di schiena gli ha portato la bocciatura totale.
La dinamica: dopo il presalto prende male la tavola, completamente spostato a destra e con mezzo piede fuori, ma comincia il tuffo ugualmente; manca completamente la presa di una gamba nella carpiatura, la rotazione è completamente sbagliata e l'apertura è un disastro totale, l'"epic fail" di cui parla il web.
Dopo l'uscita dall'acqua, Feck si ritrova, oltre a una sfilza di zeri sul tabellone elettronico, anche un bel livido sulla schiena. Le conseguenze: una controllata dal medico e una bonaria risata planetaria da parte del pubblico.

  1. BOLT: L'immagina-zione rimane al potere.
    E' una bella notizia. Con le sue volate il Fenomeno giamaicano aveva impresso un marchio sui Giochi di Pechino. Con la sua sfrontata allegria aveva cambiato il modo di vivere lo sport di vertice, proponendo come antidoto allo stress, alla noia, alla esasperazione da vittoria. Prima di Londra, però, sconfitte e incertezze avevano minato la fiducia del popolo nel carismatico Messia dell'atletica. Ma Bolt è ancora Bolt. E' tornato dal deserto dei dubbi e ha ripetuto le imprese del 2008. Oro nei 100. Oro nei 200. Oro con record nella staffetta. La Leggenda sono io, ha detto. Vai a dargli torto. Più forte di lui riescono a correre soltanto le cattiverie di chi non accetta la spregiudicata disinvoltura (vedi Carl Lewis). Però, fino a prova contraria, è una colpa essere rapidissimi conservando la voglia di vivere e di ridere? Salvo doping, Usain Bolt è il Campione Perfetto.
  2. PHELPS: Ero tentato di metterlo in cima alla scala e magari sarebbe anche stato giusto: 22 medaglie olimpiche complessive mica sono uno scherzo, rappresentano un record destinato a resistere probabilmente fino al prossimo secolo. Facciamo che questo nuotatore prodigioso, l'essere umano più vicino ad...un pesce per caratteristiche, ha dato una lezione diventando un esempio. Nel senso che alla vigilia di Londra, confessione di cronista, un po' tutti sospettavano che l'americano di Baltimora avesse esagerato, prolungando la carriera. E Lochte di qua e Lochte di là, Phelps è vecchio, ha fatto la ruggine, eccetera. Sì, come no...
  3. LEBRON JAMES. E dovevate esserci, a vedere la finale del Dream Team del basket. Dovevate esserci, perché è stato uno spettacolo. Gli spagnoli non hanno mollato fin quasi alla fine, a un quarto dall'epilogo stavano sotto di uno. Contro la Generazione del Prescelto. Il quale Prescelto, all'anagrafe Lebron James, nel momento decisivo ha fatto tre cose pazzesche, con l'agilità e la potenza di un Muhammad Alì sotto canestro. Grande, insieme a Kobe Bryant. E poi che bello, mi faceva notare il capo della Ferrari Stefano Domenicali presente in tribuna, vedere questi ricchi sfondati della Nba con le lacrime agli occhi, commossi per aver portato a casa l'oro di Olimpia. Chi vuol capire il messaggio, capirà.
  4. DI FRANCISCA / VEZZALICitate insieme, anche se sul gradino più alto del podio, nel fioretto delle donne, ci è salita solo la prima, Stella venuta da Jesi. Ma Valentina, con il trionfo a squadre, ha preso l'oro per la quinta Olimpiade consecutiva. E qui siamo su livelli da mito. In generale, è la scuola italiana della scherma a trovare nelle fiorettiste una espressione altissima, all'insegna di una meritocrazia che nel nostro Paese, purtroppo, viene, per tante altre cose, sistematicamente ignorata.
  5. YE SHIWEN: L'icona della Cina, la superpotenza mondiale che non accetta più limiti. Ma questa nuotatrice minorenne (anni 16) incarna anche, a torto o a ragione, tutte le perplessità che circondano gli eredi di Mao. Come può essere più veloce di Phelps?!? Cosa stanno inventando, oltre la Grande Muraglia? Fidarsi o non fidarsi? Comunque, i cinesi qui a Londra hanno preso meno medaglie degli americani. Non è una brutta notizia, per chi tenta di interpretare certi fenomeni...
  6. MO FARAH: Scampato ai disastri della Somalia, si è rifatto una vita in Inghilterra. Grandissimo sui 5mila e 10mila, icona di una società che non teme di aprirsi a chi è diverso. Mo Farah a Londra è un eroe nazionale.
    E noi stiamo ancora a discutere sul diritto alla cittadinanza dei Balotelli...

  7. JESSICA ROSSI: Una fanciulla del West cresciuta in Emilia, l'Emilia terremotata. La Calamity Jane del fucile. Una poliziotta con una mira impressionante e un controllo dei nervi incredibile.
    E' giovanissima. Se non si annoia, fa in tempo a conquistarne almeno quattro, di Olimpiadi. Beata lei.

  8. MURRAY: Sarà anche stato il Wimbledon sbagliato, ma in palio c'era l'oro. E provateci voi a pigliare a pallate Federer sulla sacra erba. Lui l'ha fatto. E tra dodici mesi ci riproverà. Ovviamente, nel Wimbledon giusto...
  9. WIGGINS: Mai viste tante biciclette ad una Olimpiade. Londra2012 è stato il paradiso di chi pedala. Grazie anche ad una nazionale inglese che ha dominato nei velodromi e che ha consacrato il re dell'ultimo Tour, con il trionfo nella prova a cronometro.
  10. PISTORIUS: Primo biamputato a disputare i Giochi insieme ad avversari che pudicamente vengono definiti 'normodotati'. Dite: esiste medaglia più bella di questa?

Valentino Rossi

Un ritorno che in molti aspettavano, quello di Valentino Rossi alla Yamaha. Dopo due anni in sella alla Ducati, il nove volte campione del mondo non ha ripetuto il miracolo che nel 2004 gli era riuscito proprio con la moto con i tre diapason. La capricciosa e bizzarra Desmosedici ha avuto un solo vero "amante", l'australiano Casey Stoner, l'unico in grado di portarla in alto, al titolo iridato nel 2007. Poi, più niente.

Bolt - London 2012

Usain Bolt trionfa anche nei 200 metri alle Olimpiadi di Londra. Ed entra nella leggenda dell'atletica. Il giamaicano, già salito sul gradino più alto del podio nei 100, ha bissato il successo nei 200 con il tempo di 19''32. Mentre era ancora negli ultimi metri prima del traguardo, Bolt ha portato l'indice alla bocca nel gesto di zittire tutti. Poi, raggiunta la storica meta, qualche flessione di scherzoso decalage e infine si è cinto le spalle con la bandiera giamaicana ed è andato verso i suoi supporter. Arrivato davanti ai fotografi, ha "scippato" la macchina fotografica a uno di loro, ha scattato qualche foto ai connazionali e poi ha restituito il "maltolto". Il primo posto di oggi gli regala infatti la seconda doppietta olimpica nei 100 e nei 200, dopo quella di Pechino.

Il goal della nazionale

La Nazionale azzurra di pallanuoto si è qualificata per le semifinali del torneo olimpico maschile: il Settebello ha battuto l'Ungheria 11-9 al termine di una sfida emozionante e condotta con grande autorevolezza in vasca dagli uomini allenati da Campagna. Ora gli azzurri trovano la Serbia che ha battuto l'Australia. Nell'altra semifinale sarà sfida tra Croazia e Montenegro.

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