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una donna massaggiata sulle tempie in una spa

Comfort o Confort

Sostantivo

Etimologia

Il termine comfort è composto dal latino com- = "insieme" (più attinente alle persone quindi il punto di vista è umano) + dal latino fort fortis = (in questo caso) "vitalità". Il termine è attinente al latino commodĭtas = "comodità". Letteralmente "quello che riguarda il benessere".

Il termine confort è invece composto dal latino con- = "assieme" (più attinente alle cose quindi il punto di vista è sui mezzi e sulle tecnologie) + dal latino fort fortis = (in questo caso) "vitalità". Il termine è attinente al latino confortare = "sostenere". Letteralmente "quello che sostiene il benessere".

Significato
  1. Il termine comfort oppure più raramente confort, corrisponde alla sensazione di una situazione in cui vengono soddisfatti i bisogni o i desideri: il comfort di una SPA.
  2. Il termine comfort oppure più raramente confort, corrisponde anche ad un ambiente favorevole: comfort ambientale della domotica.
  3. Il termine comfort oppure più raramente confort, è riferito anche a qualcosa di opportuno, conveniente: comfort di una vincita al superenalotto.
Comfort oppure Confort?

In italiano sono attestate entrambe le forme ed entrambe sono legittime. Comfort è quella più usata ma solo perché la diffusione è rafforzata dall'uso identico anche in inglese e francese.

Latine loquiEremo di Camaldoli

Motti latini

La nostra cultura è figlia di quella latina, così come lo sono i motti che hanno origini molto più antiche di quanto pensiamo. I motti sono sentenze, massime morali, vengono da un'antica saggezza popolare e per questo non perderanno mai il loro valore nonostante i tanti anni passati.

Versione Latino

Ego vobis, vos mihi.

Analisi del testo

Io sono per voi, voi siete per me.

Questo è il motto monastico della Congregazione Camaldolese il cui pensiero ispiratore si basa sull'unione dell'aspetto comunitario e solitario del monaco, rappresentato architettonicamente dalla presenza dell'eremo e del monastero. Campeggia sul pronte dell'Eremo di Camaldoli.

un cubetto di ghiaccio in fiamme

Ossimòro

Sostantivo maschile.

Etimologia

Il termine ossimòro deriva dal greco ὀξύμωρον (oxìmoron) composto da ὀξύς (oxis) = "acuto" + μωρός (moròs) = "stupido", con allusione al contrasto logico.

Significato

L'ossimòro è una figura retorica consistente nell’accostare nella medesima locuzione parole che esprimono concetti contrari.

Esempi

Una lucida follia, un silenzio assordante, tacito tumulto, ghiaccio bollente.

Curiosità

La stessa parola ossimoro è un ossimoro come specificato nell'etimologia è composto da acuto + stupido.

Aggettivo

Ossimòrico derivato di ossimoro - Che costituisce un ossimoro esempio accostamento ossimorico.

Sinonimi

Discordante.

Contrari

Concorde.

Lucio Apuleio Madaurense

disegno in china del persoaggio capelli ricci viso allungato, bello, giovane, barbina ricciaLucio Apuleio Madaurense (in latino Lucius Apuleius Madauresis oppure Lucius Appuleius Madauresis), meglio conosciuto semplicemente come Apuleio, è stato uno scrittore, filosofo e retore romano di origini nordafricane.
(125 – 170)

Versione latino

Nulli Secundus

Analsi del testo

Secondi a nessuno

Apuleio scrive nella Florida = "florilegio", raccolta in 4 libri di 23 estratti di discorsi tenuti da Apuleio nei suoi viaggi a Roma e Cartagine. Oltre alla varietà di tematiche esposte si nota un notevole interesse per l'aspetto formale. Parlando del filosofo Ippia di Elide (443 avanti Cristo) scrive:

Et Hippias e numero sophistarum est artium multitudine prior omnibus, eloquentia nulli secundus.

ovvero: Anche Ippia è da annoverare tra i sofisti, primo fra tutti per la quantità delle sue arti e secondo a nessuno in eloquenza.

Diventato un motto è stato adottato da diversi gruppi paramilitari e militari nel tempo, in italia lo è del è del 2° reggimento bersaglieri la cui sede è stata fino al 1940 a Trastevere nella caserma La Marmora oggi sede della Fanfara che ne prende la declinazione come Fanfara “Nulli Secundus”.

Vignetta piena di parole onomatopeiche come crash, bam, ciaff, miao

Onomatopèica

Aggettivo

Etimologia

Il termine onomatopèica deriva dal greco ονοματοποιακά (onomatopoiaka) composta da ονοματος (ònomatos) = "nome" + ποιηιν (poièin) = "fare".

Significato

Il termine onomatopèa oppure anche onomatopeia è un sostantivo di genere femminile proprio del linguaggio tecnico-scientifico della linguistica ed indica una figura retorica che riproduce, attraverso i suoni di una determinata lingua, il rumore o il suono associato ad un oggetto o a un soggetto a cui si vuole fare riferimento, mediante un procedimento iconico tipico del fonosimbolismo.
È un arricchimento delle capacità espressive della lingua mediante l'imitazione fonetica come ad esempio "brrr, crac; bau bau, tic tac; din don dan" o "patapum, taratatà, chicchirichì" o interi versi, che quindi suggeriscono acusticamente l'oggetto o l'azione significata.

Si può dire suono onomatopeico? Esistono verbi onomatopeici?

Dalla definizione, si evince immediatamente che l’espressione suono onomatopeico non può essere corretta: l’onomatopea è infatti una parola che imita un suono.
Esistono molti verbi che si possono definire onomatopeici o voce di origine onomatopeica, cioè che sono derivati da fonosimboli. Esempio: bisbigliare, borbottare (in cui l'onomatopea è meno evidente), gloglottare (il verso del tacchino, in cui l'origine fonosimbolica è molto più chiara) ronzare.
Molti sono anche i sostantivi che hanno un simile etimo. Nella maggior parte dei casi l'origine onomatopeica non è evidente e va ricercata, per esempio, nel latino: un caso simile è quello del verbo frinire, dato come derivante dal latino fritinnīre, latino medievale frintinnīre.

La vignetta di un personaggio che baciailfondoschienadel capo

Lacchè

Sostantivo maschile, onomatopea del francese laquais, pronuncia: lachè

Etimologia

Il termine lacchè deriva dal greco bizantino οὐλάκης (oulakes) = "bambino esposto", in guerra si usava mandare un bambino in avanscoperta.

Significato
  1. Anticamente veniva chiamato lacchè il domestico o valletto in livrea che seguiva o precedeva a piedi i padroni o la loro carrozza.
  2. In senso figurato, attualmente, lacchè viene usato soprattutto in modo dispregiativo per indicare una persona servile sempre disposta a mettersi umilmente agli ordini di un potente: non è un uomo, ma un lacchè; ha l'anima di un lacchè; fare da lacchè a qualcuno.
Sinonimi
  1. Servitore, domestico, valletto, paggio, staffiere.
  2. Portaborse, persona servile, adulatore, galoppino, leccapiedi.
Contrari
  1. Padrone, signore, nobile.
  2. Denigratore, diffamatore, detrattore.

il giornale della lega Vernacoliere

Vernàcolo

Il termine vernacolo deriva dal latino vernacŭlus/verna = "domestico", "familiare".

Significato
  1. Nell'antica Roma, il vernacolo era lo schiavo nato in casa del padrone e quindi a lui più familiare e affezionato che lo schiavo comprato.
  2. Vernacolo è spesso usato come sinonimo di dialetto, indica più precisamente la lingua vernacolare, una parlata limitata a una precisa zona geografica, usata specificatamente dal popolo, e si differenzia dal dialetto, che ha una copertura geografica e un uso sociale più vasti.
  3. Vernacolo è usato più spesso, per ragioni storiche, con riferimento alla situazione toscana o dell’Italia centrale: i vernacoli toscani, umbri, laziali; il teatro in vernacolo fiorentino; una ninna nanna in vernacolo senese; «noi si va» per «noi andiamo» è un uso tipico del vernacolo toscano.
Derivati
  • Al plurale: vernacoli, vernacole;
  • Al femminile: vernacola;
  • Aggettivo: vernacolare; poesia, letteratura vernacolare;
  • Vernacoliere: testo riportato in vernacolo, in dialetto strettamente locale.

un fotogramma afigura intera ma con volto in primo piano della showgirl molto bionda e vaporosa, tutina nera attillata

Showgirl

Sostantivo, inglese, pronuncia: scioghél

Etimologia

Il termine Showgirl è composto da (to) show che deriva dal proto germanico skauwojan = "mostrarsi" + girl che deriva dal proto germanico gurwilon = "ragazzina", "ragazzino".

Significato

Showgirl è una attrice o presentatrice di spettacoli di varietà, che spesso si esibisce anche con numeri di danza, recita o canto.

neonato affetto da pletora, sulla fronte ha le classiche macchie rosso scure

Plètora

Sostantivo

Etimologia

Il termine Pletora deriva dal greco πληϑώρα (plethòra) = "pienezza", "sovrabbondanza".

Significato
  1. In medicina la Pletora è un eccesso patologico di sangue (poliemìa) è prevalente nei neonati. Ecco perché i bambini, dopo il parto, di solito hanno una tonalità rossastra sulla loro pelle. Questo appare quando c'è un gran numero di globuli rossi nel sangue, una condizione che si chiama policitemia.
  2. In patologia vegetale la Pletora è una abnorme abbondanza di succhi in una pianta.
  3. In senso figurato una Pletora è una eccessiva abbondanza che determina conseguenze negative: una pletora di merci, una pletora di impiegati; Quella pletora di dati è il punto di forza del suo articolo; Il discorso del presidente del consiglio si basava su una pletora di bugie.
Aggettivo

Pletorico: che è affetto da pletora; (figurato)sovraccarico, sovrabbondante.

Sinonimi

Eccedenza, eccesso, esuberanza, sovrabbondanza, surplus.

Contrari

Carenza, deficienza, penuria, scarsezza, scarsità.

due ragazzi effeminati mostrano un abbigliamento coordinato tra loro

Leitmotiv

Sostantivo neutro, tedesco, pronuncia: làitmotiif

Etimologia

Il termine Leitmotiv è composto da leiten = "dirigere" + motiv = "motivo".

Significato
  1. In musica, il Leitmotiv è il tema melodico che ricorre nel corso di una composizione, che in essa ritorna con qualche variazione, come rievocazione del sentimento che esprime.
  2. Per estensione, con significato generico, un Leitmotiv è il motivo o aspetto costante, tema, concetto che si ripete o ricorre con frequenza, in opere non strettamente musicali, o anche in attività, manifestazioni, comportamenti di vario genere, costituendone un elemento caratterizzante: Il leitmotiv della produzione di un pittore, di un caricaturista; i leitmotiv della sfilata di moda primavera/estate sono stati i tessuti con stampe floreali.
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