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I fiori accompagnano sempre un’emozione: riceverli e donarli è un gesto semplice ma ricco di significati che vengono trasmessi attraverso la loro bellezza

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una bella ragazza con baby doll molto trasparente e intimo vedo non vedo

Baby doll

Sostantivo, inglese, pronuncia: bèbi dòl

Etimologia

La locuzione Baby doll è composta da baby che è il diminutivo di babe che è un termine onomatopeico con cui si indica qualcosa o qualcuno di "piccolo" e doll che dal 1550 è nato come nome accattivante per un animale domestico femmina o un'amante, una forma familiare del feminile derivato dal nome proprio Dorothy. La sostituzione della "l" con "r" nei soprannomi è comune in inglese: esempio Hal per Harold, Moll per Mary, Sally per Sarah, eccetera Dal 1610 nel vecchio gergo in un senso generale di "tesoro", "padrona", "amante"; nel 1640 era degenerato in "sciattona". Il senso di "bambina", "giocattolo per bambini" è del 1700. Ritornato agli esseri viventi nel 1778 nel senso di "donna bella e sciocca". Entro la metà del 20° secolo era tornato al punto di partenza e veniva usato di nuovo in gergo come nome accattivante o condiscendente per una "giovane donna".

Significato

Il Baby doll è un indumento femminile da notte, costituito da una specie di camiciola molto corta, usata per dormire al posto del pigiama. Può essere fatta di vari materiali (seta, materiali sintetici, tessuti trasparenti), e arricchita da frange o ornamenti lungo i bordi.
Attualmente è considerato parte della lingerie ed usato principalmente come mezzo di seduzione, nonché come abbigliamento sexy. Infatti un baby-doll ben fatto mette in evidenza le gambe, il sedere ed il seno, ed è usualmente corto abbastanza da lasciare quasi interamente scoperte le cosce.

un quadro raffigurante il Manzoni sembra un lord inglese di una certa età con le basette grosse e lunghe, ma senza barba. fronte alta volto triangolare con muso molto a puntaAlessandro Francesco Tommaso Antonio Manzoni
(Milano, 7 marzo 1785 – Milano, 22 maggio 1873)
è stato uno scrittore, poeta e drammaturgo italiano.

Resurrezione

di Alessandro Manzoni

È risorto: il capo santo
più non posa nel sudario
è risorto: dall'un canto
dell' avello solitario
sta il coperchio rovesciato:
come un forte inebriato,
il Signor si risvegliò

Era l'alba; e molli il viso
Maddalena e l'altre donne
fean lamento in su l'Ucciso;
ecco tutta di Sionne
si commosse la pendice
e la scolta insultatrice
di spavento tramortì
Un estranio giovinetto
si posò sul monumento:
era folgore l'aspetto
era neve il vestimento:
alla mesta che 'l richiese
dié risposta quel cortese:
è risorto; non è qui.

una croce fatta con le mani di tante persone

Pasqua

Rito religioso cristiano.

etimologia

Il termine Pasqua, in greco e in latino "pascha", proviene dall'aramaico: pasha, che corrisponde all'ebraico pesah, il cui senso generico è "passare oltre".

Significato

Il significato effettivo della parola Pasqua non è del tutto certo. Un gruppo di Padri della Chiesa d'origine asiatica (tra i quali Tertulliano, Ippolito, Ireneo) collegano la parola pascha al termine greco pàschein, che significa soffrire.
Sebbene l'etimologia del termine non sia corretta, in quest'ipotesi vengono colti i significati intrinseci della Pasqua: il sacrificio e la salvezza.

Significato per Origene e gli alessandrini

Per un'etimologia più esatta della parola Pasqua bisogna ricorrere ad Origene ed agli alessandrini, che intendono il senso come "passaggio". In questo caso il passaggio è attraverso il Mar Rosso, dalla schiavitù alla Terra Promessa, dunque dal vizio del peccato alla libertà della salvezza, attraverso la purificazione del battesimo.

Significato Cristiano

Applicata a Cristo, detta etimologia suggerisce il suo passaggio dal mondo terreno al Padre.

Significato per Procopio di Gaza, Teodoreto di Ciro e Apollinare di Laodicca

Un terzo gruppo di scrittori (Procopio di Gaza, Teodoreto di Ciro, Apollinare di Laodicca) suppone che l'espressione "passa oltre" si riferisca all'Angelo sterminatore, che, vedendo il sangue sulla casa degli ebrei "passa oltre", salvando coloro che risiedono all'interno: ma, anche, al "passare oltre" alla morte da parte di Cristo. "Ci fu un'epoca nella vita della chiesa in cui la Pasqua era, per così dire, tutto" (R. Cantalamessa).

Significato Odierno

La Pasqua è, infatti, la festa liturgica più importante per il cristianesimo. Commercialmente soppiantata dal Natale e da alcune tradizioni pagane più allettanti per la società moderna, la Pasqua rappresenta e celebra i tre momenti fondamentali del cristianesimo: la Passione, la Morte e la Resurrezione di Cristo. Essa si pone come nucleo del patrimonio liturgico e teologico del cristianesimo. A ciò si aggiunga che la Pasqua rappresenta il raccordo con la matrice giudaica del cristianesimo e al tempo stesso, il momento di affrancamento da tale matrice. La festa cristiana viene assunta dalla celebrazione della liberazione del popolo di Mosè dalla schiavitù in Egitto, festeggiata in occasione del primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera.

Maggiori informazioni sui simboli della Pasqua seguendo questo link...

Rito cristiano della Pasqua

Il giorno di Pasqua si festeggia la resurrezione del Redentore.

La data di Pasqua

varia di anno in anno, infatti può cadere dalla prima domenica dopo la luna piena seguente l'equinozio di primavera; nel 525 si stabilì che la data doveva trovarsi tra il 22 marzo e il 25 aprile. Maggiori informazioni sulla data di Pasqua seguendo questo link...

Quaresima

La Pasqua cristiana è preceduta dalla Quaresima, un periodo di penitenza di quaranta giorni che va dal mercoledì delle Ceneri al Sabato Santo. La Domenica seguente, la Domenica delle Palme, il cui simbolo è il ramo d'ulivo, viene ricordato l'arrivo del Messìa in Gerusalemme e la sua passione.

Settimana Santa

Da qui inizia la Settimana Santa, durante la quale si ripercorrono i momenti liturgici ben precisi. Dal lunedì al mercoledì è il momento della Riconciliazione, il giovedì mattina si apre con la Messa del Crisma, in cui vengono benedetti l'olio profumato, l'Olio dei Catecumeni e l'Olio degli Infermi.

La sera del giovedì Santo si celebra la Messa in Cena Domini in ricordo dell'ultima cena di Gesù, alla quale segue la processione al "sepolcro". Le ostie, che saranno utilizzate nella celebrazione del venerdì santo, vengono portate nel sepolcro, per essere adorate dai fedeli.

Il venerdì Santo è il giorno di contemplazione della passione di Gesù: in questo giorno si svolge il rito della Via Crucis, che in maniera figurativa ripercorre l'ultimo giorno di vita di Cristo. Questa giornata è, per tutti i fedeli, dedicata al digiuno, testimonianza del bisogno di partecipazione alla Passione e alla Morte di Cristo.

Il sabato Santo è il giorno di riflessione e preghiera silenziosa. La notte tra sabato e domenica si svolge la Veglia Pasquale, durante la quale si leggono le promesse di Dio al suo popolo. Questa notte è caratterizzata da quattro momenti pricipali: la Liturgia della luce (benedizione del fuoco, preparazione del cero, processione, annunzio Pasquale); Liturgia della Parola (nove letture); Liturgia Battesimale (canto delle Litanie dei Santi, Preghiera di benedizione dell'acqua battesimale, celebrazione di eventuali Battesimi); Liturgia Eucaristica.

Maggiori informazioni su come viene vissuta la Pasqua in varie regioni del mondo seguendo questo link...

Roberto SavianoMassimo D'AlemaFausto Bertinotti

Radical-chic

Inglese, pronuncia: rædicol scik.

Etimologia

Il termine Radical Chic, composto da radical = "radicale" + chic = "elegante", è stato coniato nel 1970 dal giornalista Tom Wolfe in un articolo poi pubblicato dal New York Magazine.

Significato

Radical Chic indica quella particolare categoria di intellettuali che, pur appartenendo all'alta borghesia, ostentano idee anticonformiste e radicali se non comuniste in aperto contrasto all'ambito sociale del ceto di appartenenza; molti si autoproclamano intellettuali di estrema sinistra, o di estrema diversità da tutti gli altri; sono chiamati dai compagni proletari "rivoluzionari da salotto"; hanno atteggiamenti da "aristocratico della cultura".

Fratello più grande accompagna la Sorella, si vedono di spalle

I primogeniti sono più intelligenti. A sostenerlo una ricerca condotta dall'università di Oslo che, dopo aver sottoposto a 250mila maschi tra i 18 e i 20 anni un test di intelligenza di terza generazione, ha decretato che i fratelli maggiori hanno un IQ superiore a quello dei secondo e terzogeniti.

Tre donne molto belle molto coperte parlano ad un angelo seduto su un masso, il dipinto e scurito dal tempo ma con bei colori vividiAnnibale Carracci, Le tre Marie al Santo Sepolcro; Ermitage, San Pietroburgo

Pasquetta, lunedì dell'Angelo

Festa religiosa che celebra l'Angelo Cherubino che annunciò davanti al sepolcro la Resurrezione di Gesù.

Significato Religioso

Il lunedì dell'Angelo (detto anche lunedì di Pasqua, informalmente Pasquetta, o, nel calendario liturgico cattolico, lunedì dell'Ottava di Pasqua) è il giorno dopo la Pasqua. Come festa non è stata subito riconosciuta, ma è stata aggiunta in Italia nel dopoguerra per "allungare" i festeggiamenti pasquali.

Il Vangelo racconta che Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Giuseppe, e Salomè andarono al sepolcro, dove Gesù era stato sepolto, con degli olii aromatici per imbalsamazione. Vi trovarono il grande masso che chiudeva l'accesso alla tomba spostato; le tre donne erano smarrite e preoccupate e cercavano di capire cosa fosse successo, quando apparve loro un angelo che disse: "Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l'avevano deposto." (Mc 16,1-7). E aggiunse: "Ora andate ad annunciare questa notizia agli Apostoli", ed esse si precipitarono a raccontare l'accaduto in paese.

Tradizione

Il lunedì di Pasquetta è tradizione che le persone trascorrano la giornata con una scampagnata fuori città, al mare o in montagna e comunque rigorosamente fuori porta. Relax e cibo le parole d'ordine: picnic -spesso anche per smaltire gli avanzi pasquali- o agriturismo, l'importante è mangiare bene, insieme, all'aria aperta.

una paelliera piena di paella di pesce si vedono al centro enormi gamberoni

Paella

Spagnolo, pronuncia: paeja.

Eitimologia

Il nome Paella ritrova le sue origini nella pentola che si utilizza per prepararla: una padella il cui manico è stato sostituito da due maniglie per sostenere il peso della pietanza.
Il termine Paella deriva dal latino patella, diminutivo di patĕra = "contenitore con manico".

Significato

La Paella è un piatto tipico di Valencia di origini arabe. Nel corso del tempo la Paella è diventata un punto di riferimento della gastronomia spagnola. La Paella è essenzialmente l’unione degli elementi culinari presenti nella zona di Valencia: verdure fresche, pollo, anatra e coniglio provenienti dalle campagne limitrofe si sposavano alla perfezione con il riso della zona Albufera (che tradotto significa laguna) caratterizzata dalla forte presenza di risaie.

Un primo piano di un bellissimo piatto di spaghetti alla carbonara, si vede il guanciale e dei granelli di pepe nero

In occasione della Giornata internazionale della carbonara, diamo una sguardo alle teorie sull'origine del piatto: quali sono leggende, e quali sono più credibili?
Soprattutto qual'è la ricetta originale?
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Domenica Delle Palme

La domenica delle palme nel calendario liturgico cattolico è una celebrazione ricorrente la domenica precedente alla festività della Pasqua. Con essa ha inizio la settimana santa ma non termina la quaresima, che finirà solo con la celebrazione dell'ora nona del giovedì santo, giorno in cui, con la celebrazione vespertina si darà inizio al sacro triduo pasquale. Questa festività è osservata non solo dai cattolici, ma anche dagli ortodossi e dai protestanti.

Significato

La Domenica delle Palme, si ricorda l'entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme per andare incontro alla morte. Con questa ricorrenza inizia la Settimana Santa durante la quale si rievocano gli ultimi giorni della vita terrena di Cristo e vengono celebrate la sua Passione, Morte e Risurrezione.

Il racconto dell'ingresso di Cristo a Gerusalemme è presente in tutti e quattro i Vangeli, ma con alcune varianti: quelli di Matteo e Marco raccontano che la gente sventolava rami di alberi, o fronde prese dai campi, Luca non ne fa menzione mentre solo Giovanni parla di palme (Mt 21,1-9; Mc 11,1-10; Lc 19,30-38; Gv 12,12-16)

L'episodio rimanda alla celebrazione della festività ebraica di Sukkot, la “festa delle Capanne”, in occasione della quale i fedeli arrivavano in massa in pellegrinaggio a Gerusalemme e salivano al tempio in processione. Ciascuno portava in mano e sventolava il lulav, un piccolo mazzetto composto dai rami di tre alberi, la palma, simbolo della fede, il mirto, simbolo della preghiera che s'innalza verso il cielo, e il salice, la cui forma delle foglie rimandava alla bocca chiusa dei fedeli, in silenzio di fronte a Dio, legati insieme con un filo d'erba (Lv. 23,40). Spesso attaccato al centro c'era anche una specie di cedro, l'etrog (il buon frutto che Israele unito rappresentava per il mondo).

Il cammino era ritmato dalle invocazioni di salvezza (Osanna, in ebraico Hoshana) in quella che col tempo divenuta una celebrazione corale della liberazione dall'Egitto: dopo il passaggio del mar Rosso, il popolo per quarant'anni era vissuto sotto delle tende, nelle capanne; secondo la tradizione, il Messia atteso si sarebbe manifestato proprio durante questa festa.

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