NiceDie.it

Affronta la tua giornata con una sana risata
Lo sapevi che?

Lo sapevi che?

Piccole e Grandi curiosità, pillole di Cultura, qualche volta una piccola lista di cose che è meglio sapere prima di affrontare la giornata. Una rubrica "quasi" quotidiana... per non farsi mai trovare "impreparati".

un bellissimo albero di nocciole

Corilicoltura

Sostantivo

Etimologia

Il termine corilicoltura composto dal latino corylus = (nomenclatura del nocciolo) + coltura = "coltivazione".

Significato

La corilicoltura è la coltivazione del nocciòlo.

Nocciòlo (Corylus avellana)

Il nocciòlo è una pianta appartenente alla famiglia delle Betulaceae. Il nome del genere deriva dal greco κορις = elmo, la stessa radice di coriaceo, mentre l'epiteto specifico deriva da Avella, comune della provincia di Avellino in Campania, famosa fin dall'antichità per la bontà delle sue nocciole.

un mosaico di Alessandro a CavalloAlessandro Magno in sella al suo cavallo Bucefalo nella battaglia di Isso contro Dario III di Persia. Mosaico pavimentale il cui prototipo Plinio il Vecchio ascrive al pittore Philoxenos di Eretria. (Museo Nazionale di Napoli)

Alessandro Magno

È morto a soli 33 anni, eppure è ricordato con l’appellativo di “Magno”, cioè “grande”. Alessandro! Chi era realmente questo giovane re, che in soli undici anni ha cambiato il corso della storia?

il supporto è una colonna di marmo incisa

Epitaffio di Sicilo

L'Epitaffio di Sicilo è un documento musicale dell'antica Grecia, costituito da 12 righe di testo, di cui 6 accompagnate da notazione alfabetica greca di una melodia musicale frigia in otto misure, scolpite su una stele funeraria di marmo. Ritrovato a Aydın, in Anatolia, nel 1883, la sua datazione varia dal II secolo avanti Cristo al I secolo dopo Cristo e per questo può essere considerato il più antico brano musicale completo, a differenza di numerosi e frammentari inni delfici scritti in tempi ancora più antichi. Dal 1966 a oggi l'epitaffio è conservato al museo nazionale danese.

Epitaffio di Sicilo approfondisci su wikipedia...

un disegno un camino con una merla e il merlo che gli porta dei vermi la merla ha il fular e il merlo la sciarpa a lato i tre giorni del calendari

I giorni o dì della Merla

Storie, curiosità e leggende: ecco i "segreti" sui giorni della Merla. Un affascinante viaggio tra tradizione e Natura.

La data

La tradizione vuole che il 29, 30 e 31 di gennaio, gli ultimi tre giorni di questo primo mese dell'anno, siano ricordati come i giorni o dì della Merla.

Il freddo

Con i giorni della Merla è indicato tradizionalmente uno tra i periodi più freddi dell'inverno. Una credenza popolare che non sembrerebbe discostarsi molto della realtà. L'inverno fa il giro di boa e si appresta ad iniziare l'ultima fase.

La protagonista

Molte sono le versioni che spiegano la nascita di questa leggenda. In tutte un unico protagonista: una Merla...

un uccello cova nel suo nido

Nicchiare

Etimologia

Dal latino nīdĭcŭlare = "stare accovacciato nella nicchia".

Significato
  1. Nicchiare propriamente significa quel "Cominciarsi a rammaricare pianamente", che fanno le donne gravide, quando comincia ad accostarsi l'ora del partorire. Esempio, Giovambatista Gelli, la Sporta: Non passerà forse domani, che ella partorirà, che di già ella ha cominciato a nicchiare.
  2. Nicchiare anche per "Tentennare, mostrarsi irresoluto, titubare". Esempio: ha nicchiato un po', ma poi ha dato il permesso.
  3. Nicchiare anche per "Semplicemente dolersi, o rammaricarsi". Esempio, Dante, Inferno: Quindi sentimmo gente, che si nicchia Nell'altra bolgia. Esempio, Francesco da Buti, Lettura sopra Dante: Nicchia, cioè piange.
  4. Nicchiare in senso figurato si dice anche del "Mostrare di non essere soddisfatto interamene, o dell'Imprender malvolentieri a far qualche cosa". Esempio, Pataffio: Zecca putita, che vai pur nicchiando.
Della stessa radice

Nìcchio, nìcchi, nìcchiano; nicchiànte; nicchiàto.

Sinonimi

Esitare, tergiversare, tentennare, indugiare, titubare, (antico) gemere, scricchiolare, rammaricarsi, dolersi.

Contrari

Agire con decisione, muoversi, decidersi.

una foto molto "impettita" di Anna Maria Barbera

Malapropismo oppure Paronimia

Etimologia

Il termine Malapropismo deriva dall'inglese malapropism. A sua volta derivato del cognome del personaggio Missis Malaprop nella commedia «The Rivals» (1775) di Richard Brinsley Sheridan, il quale, nella sua comica ignoranza, usava spesso una parola per un'altra. Sembra infine che il cognome di questo personaggio sia stato inventato strorpiando la locuzione francese mal à propos = "a sproposito".

Il termine Paronimia invece deriva dal greco pará = "vicino" + ónyma, variante di ónoma = "nome" cioè "dal nome simile".

Significato

Con i termini Malapropismo, derivato dall'inglese, oppure  con il nostro originale Paronimia, si indica lo scambio, voluto (per ottenere un effetto comico) o accidentale, di parole somiglianti nella forma, ma diverse nel significato.

una superficie quadrettata planare curva

Superfice o Superficie?

Il dubbio è sempre dietro l’angolo ed è davvero facile confondersi!
Ecco la forma corretta:

Superficie

Sostantivo femminile

Etimologia

Il termine Superficie deriva dal latino superficies composto da super- = prefisso che indica "superioriore" + facies = "faccia".

Significato
  1. La Superficie è il contorno di un corpo in quanto si pone come limite fra lo spazio esterno e quello occupato dal corpo stesso: la superficie di una tavola.
  2. Più precisamente in geometria la Superficie  è il piano esterno e visibile che delimita un corpo nello spazio.
  3. In senso figurato, la Superficie è l'apparenza, l'esteriorità: fermarsi alla s.; esaminare in superficie, senza approfondire le cause.

un bel blocco di carne con alcune fette rosate

Si dice rosbif, rosbiff o roast beef?

I più esperti già staranno sorridendo convinti conoscere la risposta esatta. La risposta non è però così scontata come può sembrare a prima vista.

Dai risultati di ricerca Google, sono decine di migliaia le ricerche mensili per questo termine, quindi, a parte gli esperti, sono in molti ad essere confusi.
Roast beef potrebbe essere un anglicismo ma qualcuno si chiede se si possa scrivere in italiano Rosbif, però si scrive con una o due effe?

Prenditi un minuto per continuare la lettura e scopri la risposta esatta...

"I don't know how to knock" scritto con le k mozzate

Gli italiani all'estero si riconoscono sempre, dice qualcuno. Amano gli abiti di marca, il loro tono di voce è sempre un po' più alto della media, non esitano a cercare pizza e lasagne anche nella più remota isola in mezzo all'oceano.

A parte gli stereotipi, se volete essere sicuri di passare inosservati quando parlate inglese, o, ancora meglio, vi siete messi in testa di voler essere scambiati per britannici, preparatevi a smussare alcuni angoli e a dire addio ad alcuni errori... tipicamente italiani.

Un quadro astratto i pianeti che formano un turbine e sullo sfondo la tavola dei segni

Si dice Astrologi.

Astròlogo

Astròlogo (anticamente e popolare stròlogo e stròlago) singolare maschile (femminile -a, non comume) [dal latino astrolŏgus, greco ἀστρολόγος] (plurale maschile -gi, femminile -ghe).

Significato

Cultore di astrologia; chi fa oroscopi o previsioni fondate sull'astrologia; con uso figurato, è comune nella frase esclamativa "crepi l'astrologo!", a proposito di chi predice sciagure; Anticamente (solo anticamente), come già in greco e in latino, anche sinonimo di astronomo.

Polemica

Anche i vocabolari - e non solo quelli meno conosciuti - sbagliano. Dopo le troppe parole che derivano dal francese anche errori che definire grossolani è un complimento. I vocabolari dovrebbero essere tutti concordi, dando così alla lingua quella "omogeneità" di cui c'è bisogno allontanando lo spettro dell' "anarchia linguistica".

Regola dei nomi che finiscono in -co e -go

Se i predetti sostantivi hanno l'accentazione sulla terzultima sillaba (accento che si "legge" ma non si segna), ossia se sono parole così dette sdrucciole, faranno il plurale in -ci e -gi: canonico, canonici; astrologo, astrologi. Se, invece, sono parole piane, hanno cioè l'accento tonico sulla penultima sillaba, faranno il plurale in -chi e -ghi: buco, buchi; mago, maghi.

Eccezioni

Non mancano, naturalmente, delle eccezioni a questa "regola", basti pensare ad "amico" che pur essendo una parola piana fa il plurale "amici" e non "amichi"; oppure al "valico" che fa "valichi" e non "valici". Non è il caso di Astrologi.

Web Traffic (solo Italia)

Per il momento Oggi90
Ieri1147
Settimana Scorsa7563
Mese Scorso30186
Da Gennaio 2015 (2.0)2019935

Google-PageRank Checker
Powered by CoalaWeb

Log in/Log out