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Domenica, 22 Settembre 2013 07:15

Un altro pericolo dalla Cina: Hello Kitty compie quarant’anni e lancia sul mercato un soft drink

Scritto da  Stefania Medetti
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Un altro pericolo dalla Cina: Hello Kitty compie quarant’anni e lancia sul mercato un soft drink

Sono passati quasi quarant’anni da quando, nel 1974, Shintaro Tsuji ha presentato al mondo Hello Kitty, la gattina dalla faccia rotonda che oggi è uno fra i licensing di maggiore successo. Sanrio, l’azienda che gestisce l’icona, è cresciuta fino a diventare una realtà con un giro d’affari di quasi 900 milioni di dollari che quest’anno ha raddoppiato il proprio valore. Le azioni sono cresciute di più del 38% messo a segno dal Nikkei 225. Il suo fondatore, oggi 85enne, è entrato nella classifica dei miliardari di Bloomberg. Secondo Ted Bestor, direttore del Reischauer Institute di studi giapponesi ad Harvard, “Hello Kitty è il marchio di franchising più riconoscibile”. Il programma di licensing abbraccia un’ampia serie di aziende e prodotti: da Walmart a Zara e Swarovski che vende riproduzioni della nota gattina oltre 60mila dollari. E poi ancora: Hello Kitty compare su custodie per cellulari, tazze da caffè, contenitori per le lenti a contatto, preservativi e vibratori. Per Shintaro Tsuji, tutto fa business e il patriarca non si scandalizza di nulla. 

La novità, come riferisce Business Week, è che il programma di licensing si arricchisce adesso della birra. Prodotte grazie a un accordo con Taiwan Tsing Beer Co., le nuove lattine di birra aromatizzata sono distribuite a Taiwan e in Cina. Chi le ha provate assicura che ogni particolare, dal packaging al prodotto alla pubblicità, è eccezionalmente dolce. I consumatori possono scegliere fra sei gusti di frutta, compresi pesca, limone e lime, passion fruit e banana. Con una gradazione di poco superiore al 2%, le birre Hello Kitty sono meno forti di una normale birra e, quindi, perfette per conquistare una nuova fascia di consumatori: le donne. Secondo le ricerche riportate da The Atlantic, infatti, il consumo di alcool in Cina ha raggiunto livelli record, ma solo presso gli uomini. Il 55,6% si considera dipendente dall’alcool, contro il 15% delle donne. Un’ipotesi che l’azienda giapponese rispedisce al mittente, ma senza convincere fino in fondo gli osservatori.

Letto 8797 volte Ultima modifica il Domenica, 22 Settembre 2013 07:24
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