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Lunedì, 19 Novembre 2012 01:00

Una milanese a Pavia…

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Una milanese a Pavia…

Questo è il 78° "racconto breve" scritto dal 2 settembre 2012. Il "progetto-sfida" è di scrivere 365 racconti in 365 giorni (uno al giorno). Riuscirà, il sottoscritto, a raggiungere tale traguardo? Vedremo... "Se son rose fioriranno".

Il treno "metrò" che collega Pavia a Milano impiega poco meno di mezz'ora… Partenze e arrivi… ogni mezz'ora… Una passeggiata, quindi. Un modo per rendere fruibili due realtà, due modi di pensare e di essere. Pavia, infatti è una cittadina tranquilla (un po' addormentata)… adagiata sulla riva sinistra del Ticino ed è di assoluto relax. Molto differente è Milano che, come tutte le metropoli, è frenetica e caotica… ma non troppo.

Era quello che pensava anche la Professoressa Matilde, 50 anni, Docente di lettere al Liceo. Per la Professoressa, milanese, Pavia era sempre stata un "mito". A Pavia aveva studiato, si era laureata, aveva vissuto il suo "primo amore". Poi, aveva vinto il concorso a Milano ….e a Pavia non era più tornata. A Milano si era sposata… e, dopo una convivenza di una decina d'anni (senza figli) si era separata ed aveva chiesto il divorzio. Ora era sola, allo "stato libero"(come diceva la carta d'identità) …Tuttavia, aveva sempre un chiodo fisso… "ritornare a Pavia"… passeggiare sotto i portici dell'Università… e, magari, ritrovare il suo "primo amore". Follia! Follia! - dirà qualche lettore… ma sono proprio le "idee folli" che danno sapore alla vita. La rendono eccitante… Sono le "idee folli" che fanno aumentare l'adrenalina.

Sabato della settimana scorsa, la Professoressa Matilde decise di realizzare il "suo sogno segreto". Rivedere Pavia! Prese il treno alla Stazione Centrale di Milano e si avventurò… nella città del Fiume Ticino. Quando una persona ritorna dopo parecchi anni nella città nella quale ha passato un "pezzo" della sua vita…non la riconosce più. Pavia in questi ultimi anni è cambiata… è diventata "cittadina", un po' troppo snob …sotto molti punti di vista…A Matilde, però, non interessavano i cambiamenti, i monumenti, le opere d'arte… Alla "Prof di Lettere al Liceo"… interessava, l'amore, "il ritorno al passato"… i suoi anni "calienti"… una persona che ha fatto parte della sua vita… e adesso era finita tra i suoi ricordi migliori… Pavia, però, è una città misteriosa, quasi magica …produce suggestioni uniche, indimenticabili. Matilde passeggiò per Strada Nuova. Prese il caffè in Piazza della Vittoria. Fece e rifece il percorso dei suoi "anni studenteschi"… sotto i portici dell'Università. Si fermò parecchie volte nei luoghi dove Lei e Simon (studente francese) erano soliti scambiarsi "effusioni" esagerate.

Fu proprio in uno di quei luoghi che Matilde ebbe la sensazione di sentirsi osservata, intensamente fissata… da occhi invisibili. Eppure… in giro non c'era anima viva. Si ricordò, allora, che su un muro del "Cortile delle Magnolie", Lei e Simon, avevano graffiato una data. Si avvicinò al muro. Come per incanto, rivide un "cuore trafitto da una freccia" sulla quale c'era scritto. "Quando avrai bisogno di me… tocca la freccia" con i nomi… Matilde e Simon seguiti dalla data. La Professoressa toccò con la mano il "suo" graffito di un tempo… In quell'istante sentì una mano posarsi sulla spalla. Era Simon… Simon in persona... La "ruota della vita" era pronta a girare. E' noto da secoli che Pavia, è la città del Fiume Ticino, degli studi all'Università, ma anche… "la città dell'amore".

- fine-

Letto 1984 volte Ultima modifica il Domenica, 18 Novembre 2012 14:45
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