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Luigi Caruso

Luigi Caruso

Freelance, creativo, specialista nella soluzione di problemi con l'ausilio della tecnologia, nell'ambito informatico ed elettronico in tutte le aree - civile, industriale e militare.

Opera dal 1978 nel settore Informatica & Internet; da oltre 10 anni in collaborazione con «Armando Testi Service» per fornire ai propri clienti -anche nella modalità chiavi in mano- soluzioni integrate -particolarmente- innovative e creative.
Attualmente ha creato e sta gestendo il progetto «WeEurope» come Noi-Europa che basa i suoi obbiettivi sulla doppia dicotomia:

  1. promozione del territorio e sostegno alle piccole imprese;
  2. locale e globale.

Inoltre opera da oltre 20 anni nel settore della Domotica, Building Automation e della Bio-Edilizia; da oltre 10 in collaborazione con lo «Studio Bilardo» per fornire ai propri clienti -anche nella modalità chiavi in mano- i seguenti servizi applicati a qualsiasi ambiente antropizzato:

  • migliorare la qualità della vita;
  • migliorare la sicurezza (nella sicurezza si intendono inglobati tutti gli aspetti: anti-intrusione (tradizionale e video); antincendio, anti-allagamento, anti-fughe gas, ausilio soccorso medico ecc.; ma anche di protezione antinfortunistica; e degli stessi fattori dannosi o potenzialmente tali delle tecnologie impiegate);
  • semplificare la progettazione, l'installazione, la manutenzione e l'utilizzo della tecnologia;
  • ridurre i costi di gestione;
  • convertire i vecchi ambienti e i vecchi impianti.

Per chi fosse interessato, questo è quello che considero il mio curriculum completo.

PS: Per la rubrica «il professore» spero di riuscire sia a spiegarmi che a dimostrare quello che dico, in caso contrario vogliate considerare la lettura come -semplicemente- la mia opinione

Compie quindi oggi esattamente 67 anni l'apparecchio ricevente a colori, che vede la luce dopo la prima guerra degli standard TV della storia (tutta interna negli Stati Uniti), ne seguiranno altre e ancora oggi stiamo lottando tra cambi di apparecchi e decoder...

158 anni fa, a nove mesi dalla nascita del Regno d'Italia, gli italiani provarono a contarsi e a tracciare la prima radiografia della popolazione, suddivisa per sesso, età e stato civile...

Compie oggi quindi esattamente 125 anni la settima delle arti, dopo una ricerca scientifica durata circa otto secoli, il brevetto dello strumento in grado di catturare e riprodurre sequenze di immagini, un test ristretto per i finanziatori e la stampa effettuato otto mesi prima, arriva finalmente il giorno del debutto ufficiale...

Mercoledì, 25 Dicembre 2019 02:00

Come avvistare la vera stella cometa a #Natale

una stella isolata molto brillante nel buio

La cometa di Natale esiste davvero. Ecco come e quando avvistarla

Nell’immaginario di tutti, sin da bambini, esiste una stella che brilla più delle altre: si tratta della stella cometa, proprio quella che ha illuminato il sentiero dei re Magi e che è presente in ogni presepe della tradizione. Ma la cometa di Natale non è solo qualcosa di favolistico: esiste davvero ed è visibile proprio in questi giorni. Basta un binocolo, puntato al cielo, per ammirarla, soprattutto se, dando un'occhiatina alla fase lunare, ci troviamo vicino alla luna nuova cioè buia.

Un medico con le ricette sulla scrivania e uno scambio di danaro

Intramoenia

Aggettivo invariabile

Etimologia

Il termine Intramoenia deriva dalla locuzione latina Intra moenia composta da intra = "tra", "all'interno" + moenia = "mura", cioè " all'interno delle mura della città".

Significato
  1. In senso generale il termine Intramoenia è usato per indicare ciò che avviene all'interno di un edificio, o più propriamente, ciò che avviene all'interno di una comunità.
  2. Nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale della Repubblica Italiana, l'attività cosiddetta di Intramoenia si riferisce alle prestazioni erogate al di fuori del normale orario di lavoro dai medici di un ospedale, i quali utilizzano le strutture ambulatoriali e diagnostiche dell'ospedale stesso a fronte del pagamento da parte dei medici di una percentuale alla struttura ospedaliera per l'utilizzo dei locali, dei servizi di segreteria, delle apparecchiature e di quant'altro sia necessario allo svolgimento della prestazione e da parte del paziente di una tariffa al medico stesso.

73 anni fa tre fisici statunitensi, fanno funzionare un piccolo cilindro rivestito da uno strato di germanio montato su una piattaforma di metallo. Questo sistema, sostituendo la valvola termoionica, cambierà per sempre l'elettronica ed inaugurerà l'era della miniaturizzazione...

Compie oggi esattamente 73 anni la Costituzione della Repubblica italiana, approvata in un'aula della Camera gremita in ogni scranno per il grande appuntamento con la storia, dopo oltre un anno di duro lavoro di tutte le forze politiche, lavoro che ha visto momenti di assoluta unanimità e momenti di lotta feroce, ma ogni volta si è trovato un punto di condivisione e si è andati avanti fino alla conclusione. Sarà in seguito l'applicazione che non troverà lo stesso spirito...

Compie oggi esattamente 120 anni la classificazione dei globuli rossi, ad opera di un biologo austriaco, da allora diminuendo drasticamente le morti per trasfusione...

Le "parole incrociate" appaiono per la prima volta su un periodico di Milano ben 23 anni prima, ma forse è troppo presto e non vengono capite. 107 anni fa vengono riproposte su un quotidiano con "tirature" diverse, anche il periodo è diverso e diventano famose...

un HC tastiera incorporata nel case e mouse senza monitor

Home Computer (HC)

inglese, pronuncia: hòm compite.

Etimologia

La locuzione Home Computer è composta da home che deriva dal germanico heem = "casa" + Computer derivato di (to) compute, dal latino computare = "calcolare".

Significato

Un Home Computer (dalla lingua inglese, in italiano letteralmente "calcolatore domestico" o "elaboratore domestico", solitamente abbreviato in HC, e da non confondere con il Personal Computer), è un qualsiasi computer con caratteristiche e prezzo che si presti all'acquisto di un gran numero di persone e all'utilizzo in ambiente domestico (gli HC moderni generalmente si collegano al TV), in contrapposizione con i computer più performanti e costosi che si possono utilizzare solo in laboratorio, in ufficio o comunque in ambienti dedicati.

rappresentazione grafica di un PC monitor tastiera, case e mouse

Personal Computer (PC)

inglese, pronuncia: persona compite.

Etimologia

La locuzione Personal Computer è composta da personal che deriva dal latino personalis = "relativo alla persona" da persona = "singolo individuo" + Computer derivato di (to) compute, dal latino computare = "calcolare".

Significato

Un Personal Computer (dalla lingua inglese, in italiano letteralmente "calcolatore personale" o "elaboratore personale", solitamente abbreviato in PC) è un qualsiasi computer che si presti alla personalizzazione e all'utilizzo da parte di un singolo utente alla volta, in contrapposizione con i computer più performanti che gestiscono più utenti contemporaneamente mediante remotizzazione delle interfacce utente.

Il primo personal computer era nato 9 anni prima, nel frattempo erano però migliorati i microprocessori, le memorie e le periferiche. 46 anni fa una azienda americana attiva nel settore dell'elettronica, prova a lanciare sul mercato degli appassionati, un computer da montare a casa. Pensando di venderne un centinaio, furono costretti a produrne circa 5mila...

Compie oggi esattamente 117 anni la dimostrazione, trentasei metri planando a tre metri dal suolo, che fece entrare nella storia dell'aviazione mondiale due tipografi dell'Ohio...

Compie oggi esattamente 331 anni la "Bill of Rights", all’indomani della Gloriosa Rivoluzione, ispirata dal padre del liberalismo classico e suddivisa in 13 articoli, nasce allo scopo di definire i limiti dei poteri della corona su parlamento e cittadino...

una teiera con due tazze, piattini, tutto trasparente su di un tavolo bianco contengono tè

Parliamo della tipica bevanda calda inglese: ma qual è la forma corretta per scriverne il nome tra te, tè, the, thè e tea? E, soprattutto, come si scrive in italiano?

Prima di spiegare qual è la forma giusta è bene soffermarci sul significato del pronome personale "te" e in che modo bisogna utilizzarlo.

Prima di tutto una breve distinzione, quella cioè che caratterizza i pronomi personali, le cui forme sono di due tipi:

soggettive, che servono per il soggetto (io, tu, egli)

oblique, che servono per i complementi diretti e di termine (ho visto te, l’ho portato a te)

Secondo le regole della grammatica italiana, il pronome personale "tu" si usa sempre con valore di soggetto: hai mangiato tu la mela. In alcuni casi, però, con la stessa funzione può essere utilizzato anche il pronome obliquo "te": beato te che hai finito; ne so quanto te.

Allo stesso modo "te" è usato ricalcando forme dialettali: io vado, vieni anche te?  Con funzione di complemento insieme a verbi come essere, sembrare e parere: faccio diversamente, io non sono come te o accompagnato da un participio assoluto: ho nominato tutti, compreso te.

Fatta questa doverosa precisazione sul significato e su come si scrive "te", procediamo con il nostro quesito iniziale, escludiamo "te" perché abbiamo visto che è un'altra cosa.

Spesso, soprattutto nella lingua scritta, se vogliamo riferirci alla bevanda, facciamo confusione tra le forme tè, the e tea: qual è quella giusta e come si scrive in italiano?

Fermo restando che la variante inglese corretta è tea (mentre the, com’è noto, è l’articolo determinativo utilizzato sempre in questa forma, a prescindere dal genere e dal numero del sostantivo cui si riferisce), la parola italiana corretta per indicare la bevanda calda è , mentre le forme accentate thè e thé sono errate e assolutamente da evitare: sono, infatti, una sorta di "compromesso" tra l’italiano e le suddette grafie straniere, per cui è sempre meglio utilizzare la forma corretta italiana "tè" o quella inglese "tea".

è la grafia corretta, usata sia per indicare la pianta asiatica delle teacee che la gustosa bevanda inglese nella lingua italiana. Cosa peraltro confermata dall’Accademia della Crusca.

un detective con la lente scopre delle scatolette di fagioli aperte mentre dalla città partono delle scoregge enormi che attraversano il cielo

Scìachìmista

Sostantivo maschile e femminile

Etimologia

Il termine Scìachìmista è composto da scia = "traccia spumosa" (di una nave odi un aereo) + chimista derivato da chimica = "scienza che studia le sostante". Il neologismo Scìachìmisti nasce giornalisticamente nei primi anni 2000 riferito a chi parla di "scie chimiche".

Significato

Uno Scìachìmista è una persona fissata per la teoria del complotto sulle scie chimiche, la quale sostiene che le scie di condensazione visibili nell'atmosfera terrestre create da alcuni aerei non siano formate da vapore acqueo ma composte da agenti chimici o biologici, spruzzati in volo per mezzo di ipotetiche apparecchiature montate sui velivoli commerciali, per varie finalità.

Istituita 15 anni fa dalle maggiori nazioni produttrici a tutela dei produttori e lavoratori di questo settore...

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