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Affronta la tua giornata con una sana risata

Il piatto indigesto


Un celebre medico buontempone, conosciuto anche per le sue spiritosaggini, era un giorno ospite a pranzo da un prelato. Fu servito, fra le altre vivande, un magnifico dentice ed allora lui batté il suo coltello sull'orlo del piatto in cui era contenuto quel pesce squisito dei nostri mari e, con aria stupita, disse:"Questo è molto difficile da digerire"
Il prelato, molto geloso della propria salute, ordinò subito che si portasse via il dentice; ma il nostro dottore se lo fece portare a sé e si mise a sgranocchiarlo con grande gusto.
"Che fate! - esclamò sorpreso il prelato; - avete detto che quel pesce è difficile da digerire e nonostante ciò lo mangiate con tanto gusto e in così grande quantità?"
"Perdonate, monsignore, ma io ho parlato del piatto, non già del pesce!"

Arguzia di un astrologo


Un astrologo aveva predetto che una signora, che Luigi XI amava teneramente, sarebbe morta fra otto giorni.
Della cosa ne è venuto a conoscenza il re che ordinò di portarlo in sua presenza, ordinando in pari tempo, a quelli della sua corte, che ad un dato segnale, avrebbero dovuto prendere l'astrologo e gettarlo dalla finestra.
Appena il re lo vide:"Tu che pretendi di essere così abile - gli disse - e che conosci tanto precisamente la sorte degli altri, dimmi in questo momento quale sarà la tua, e quanto tempo hai ancora tu da vivere"
Sia che l'astrologo fosse stato segretamente avvertito dell'intenzione del re o che sia pure che ne intuisse da sé: "Sire - gli rispose impassibile - io morirò tre giorni prima di sua maestà!"
Il re, che come ognuno sa, era superstiziosissimo, si guardò bene, dopo quella risposta, di fare il convenuto segnale per gettarlo dalla finestra; anzi fu sua cura particolare affinché nulla gli mancasse.

Spasimante incauto

Uno spasimante che voleva scrivere una lettera alla sua donna ma era scarso di talento letterario, non sapendo come fare, ricorse ad un libro detto "Segretario galante" che contiene una raccolta di lettere amorose con le relative risposte.
Scelse dunque una lettera che facesse al suo caso, la copiò tale e quale, e la spedì.
Ma la ragazza che possedeva lo stesso libro e lo sapeva a memoria, provò un senso di disgusto e lo volle mortificare, anche perché non accettava molto le sue avance.
Allora gli scrisse solo queste parole:"Ho ricevuto la tua lettera; volta la pagina e troverai la risposta"

La tisana disgustosa

Un medico aveva prescritto ad un suo paziente malato una tisana molto amara da prendere due volte al giorno. Conoscendo il disgusto che avrebbe provato, ha cercato così d'incoraggiarlo:
"Sono sicuro che al primo impatto il primo bicchiere le parrà molto repellente, ma vedrà che al secondo le sembrerà molto più accettabile"
Al che il paziente:"Grazie dottore dell'informazione, ma non potrei allora limitarmi a prendere soltanto il secondo bicchiere?"

Impotenza svelata

Si racconta che un famoso matematico parigino un giorno si vantasse in una festa, alla presenza di sua moglie, della sua abilità nell'aritmetica.
"Sarà vero - osservò costei sospirando - ma da parte mia posso assicurare che non sai moltiplicare"

Aneddoti

Louis Armstrong.
All'età di 13 anni venne arrestato mentre la notte di Capodanno festeggiava l'anno nuovo sparando con una pistola. La sua celebrità si deve proprio a quell'arresto dato che la sua carriera di musicista è iniziata in carcere, dove grazie agli educatori, Louis Armstrong cominciò a studiare seriamente la tromba.

Jean-Paul Sartre.
Un giorno fu fermato dalla polizia per attività politica non autorizzata. Mentre lo accompagnavano in questura, un passante disse ad uno degli agenti: "Non vorrà mica arrestare un premio Nobel?"; pensando che il filosofo francese fosse un personaggio politico molto potente, il poliziotto scappo' via impaurito.

Niccolò Paganini.
Era il 1837, all'apice della sua notorietà si trovava a Milano per una vacanza. Un giorno passeggiava per le vie del centro quando ad un tratto sentì un odore gradevole che proveniva da un ristorante vicino. Stuzzicato da quel profumo decise di pranzare in quel locale ma quando cercò di entrare fu immediatamente bloccato dal proprietario che gli fece notare il cartello vicino alla porta su cui era scritto: " Vietato l'ingresso ai suonatori ambulanti".

Sposi indecisi


Due novelli sposi erano appena usciti dalla chiesa dopo la celebrazione del loro matrimonio.
La giovane sposa camminava allegra e superba appoggiata al braccio del marito ed era così felice
che per la gioia quasi non toccava terra coi piedi.
"Fra nove mesi - le disse all'orecchio lo sposo - avremo un bellissimo marmocchio"
"Farò il mio dovere" Rispose lei con un sorriso malizioso.
"Ma... - riprese lo sposo - che faremo mia cara appena arrivati a casa? Dobbiamo prima pranzare, oppure...? Rispondi!"
"Come ti piace - disse lei - e poi pranzeremo"

Anedddoti

Un giorno l’imperatore Domiziano convocò d’urgenza il Senato per discutere di gravi questioni di Stato. Ai senatori, accorsi subito, Domiziano mostrò un grosso pesce e, con aria molto seria, disse: Ecco il problema! Come bisogna cucinarlo?
Poiché quel giorno era il primo di aprile, secondo la tradizione da quell’episodio nacque il pesce di aprile.
*****

Si narra che Alboino, prima di assediare Pavia, avesse fatto voto di uccidere tutti i cristiani della città. Mentre stava entrando in città, il suo cavallo si impennò e non volle proseguire, nonostante gli sforzi e le frustate. Allora uno del seguito gli propose di rinunciare al suo voto. Alboino infranse il voto e promise clemenza. Subito il cavallo diventò remissivo ed egli entrò nella città.
*****

Nerone aveva l'abitudine di uscire in incognito durante la notte per divertirsi a bastonare le persone che rincasavano a tarda ora. Una notte venne picchiato a sangue dal marito di una donna che che era stata disturbata da lui. Da allora smise questa pratica.

 

Aneddoti


Cicerone
In una causa, Metello Nepote si scagliò con una certa acrimonia contro Cicerone rimproverandogli di essere un plebeo. Di tanto in tanto gli rivolgeva la domanda: Chi è tuo padre? Cicerone per un po’ lo lasciò parlare, poi gli rispose: A te non posso chiedere la stessa cosa, o Metello, perché tua madre ha reso questa domanda estremamente delicata.

Balzac
Balzac giovanissimo portò a un editore un romanzo intitolato L'ultima fata. L'editore, entusiasta, decise di acquistarne i diritti offrendogli 3000 franchi. Chiese il suo indirizzo; quando seppe che viveva in un quartiere popolare in periferia, pensò che 2000 franchi sarebbero stati sufficienti. Mentre saliva al sesto piano, pensò che l'autore si sarebbe accontentato di 1000 franchi. Quando entrò nel povero appartamento dello scrittore, gli disse: Signor Balzac, eccovi 300 franchi per la proprietà del vostro romanzo. Balzac accettò.

D'Annunzio
Un'attrice chiese di essere ricevuta al Vittoriale. D'Annunzio disse di farla passare ma, quando gli riferirono che la giovane era accompagnata dal padre, disse: Avvisate la signorina che per me le attrici sono tutte orfane.



Vespasiano e l'urina

L'imperatore Vespasiano (7-79) si guadagnò la fama di “avaro” anche a causa di alcune tasse bizzarre imposte alla popolazione.
In realtà quello economico-finanziario fu uno dei problemi più gravi ai quali il primo dei Flavi fu costretto a far fronte, e per riuscire nell’intento di risanare le casse pubbliche, l’uomo non esitò ad “inventarsi” tributi effettivamente “particolari”.
Su tutti basti citare la famosa vectigal urinae, una vera e propria tassa sull’urina, che tutti i conciatori e i fullones (coloro che trattavano la lana) dell’Impero furono costretti a pagare per acquistare la pipì necessaria al loro lavoro.
All’epoca infatti, l’ammoniaca naturalmente contenuta nell’urina era sfruttata, tra l’altro, come detergente e sbiancante dei tessuti e veniva pertanto raccolta in abbondanza nelle latrine pubbliche.
Si dice che derivi proprio dalla decisione di Vespasiano di tassare (persino) l’urina, l’antico detto latino “pecunia non olet“, ovvero “il denaro non puzza“, che sarebbe stata la risposta fornita dall’Imperatore stesso al figlio Tito, quando questi lo aveva rimproverato per il provvedimento preso.
Pare che mostrandogli la somma di denaro raccolta, Vespasiano abbia chiesto a Tito se per caso non si sentisse offeso o infastidito dal suo odore, e avendogli quest’ultimo detto di no, egli abbia concluso affermando: “eppure proviene dall’urina”

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