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Le parole straniere nella lingua italiana

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postit con le parole straniere scritte sopra

Rispetto al francese e allo spagnolo, l'italiano accoglie più facilmente le parole straniere e in particolare le parole dell'angloamericano. L'acclimatazione di un prestito straniero è spesso graduale.Un tempo si adattava alle regole grafiche dell'italiano anche la forma scritta della parola: adesso l'adattamento è solo nella pronuncia mentre la grafia è mantenuta, anche a costo di errori.

Insieme all'adattamento fonetico c'è un ambientamento morfologico, sia per le parole di lingue che non hanno genere come l'inglese, sia per quelle che ce l'hanno. Il genere scelto è spesso l'originale, ma talvolta è il genere di una parola italiano vicina per senso o suono al prestito.

La parola viene di solito presa al singolare e considerata invariabile: le occorrenze di films sono sempre meno. Se la parola proviene da lingue neolatine, ad es. spagnolo, tendono a mantenersi i plurali originali, come aficionados. Il dubbio riguarda il trattamento dei nomi stranieri che sono entrati nell'italiano senza adattamento morfologico, cioè mantenendo la loro forma originaria. Dobbiamo premettere che, nella maggior parte dei casi, queste parole sono entrate in forma scritta, spesso attraverso l'uso giornalistico e ciò ha determinato che la forma grafica sia risultata predominante su quella sonora. Le parole straniere di questo tipo, in generale, restano invariate e, specialmente per quelle ormai acquisite da tempo non si pone più il problema (bar, film, quiz, tram, ecc.). Possono invece riaprire la questione i neologismi e le voci di uso raro o fortemente specialistico, che possono ricorrere, soprattutto nella scrittura, con il morfema finale -s, marca del plurale in inglese, francese, spagnolo e portoghese: proprio la diffusione di questa modalità di formazione del plurale nelle lingue europee presenta però il rischio di poter essere intesa, nella coscienza comune, come la modalità tipica per ottenere un plurale straniero e quindi di essere applicata anche a parole provenienti da lingue che formano il plurale in modo diverso. Si tratta quindi di considerare, di volta in volta, se il forestierismo che intendiamo utilizzare sia acquisito stabilmente e da tempo nell'italiano e in questo caso possiamo lasciarlo invariato, o se invece sia un neologismo recente o un termine fortemente specialistico e allora è consigliabile utilizzare il plurale della lingua d'origine.

Con le particolarità grafiche l'uso è variabile: ad esempio gli accenti del francese sono mantenuti, ma le maiuscole dei nomi tedeschi tendono a cadere.

Un successivo ambientamento dei prestiti si ha quando diventano basi di derivati con suffissi italiani (handicappato). I prestiti composti o sono presi di peso (juke-box) o danno luogo a calchi che obbediscono all'ordine sintattico italiano (disco rigido). Quanto al versante del significato, se il prestito arriva con un oggetto sconosciuto ha in italiano il significato che aveva nella lingua di origine, salvo assumerne poi degli altri: bypassare, da by pass, significa oggi superare un ostacolo.

Per quanto riguarda il genere, questo non cambia rispetto alla lingua d’origine, quindi si deve dire il soufflé o il gazpacho. Per le lingue che hanno anche il genere neutro - il latino, il tedesco, il russo - questo diventa maschile in italiano.
L’inglese fa eccezione, perché persone o animali mantengono il loro genere mentre le cose si accordano con le corrispondenti parole italiane, come il weekend o l’authority.

Lo stile delle parole straniere (in inglese, in francese, in spagnolo, in tedesco) corsivo o virgolette? Se le parole straniere sono entrate stabilmente nella lingua italiana, non si sottolineano con uno stile particolare. Lo stesso vale per termini specialistici usati in un contesto specialistico. Negli altri casi si usa il corsivo, mai le virgolette. Le virgolette vanno usate solo per citazioni letterali o per evidenziare una parola nel momento in cui la si spiega o la si definisce.

Un altro uso che deriva dall’abuso dell’inglese è l’abbondanza di maiuscole, ma nella nostra lingua solo i nomi propri vogliono l’iniziale maiuscola. Anche l’abuso del corsivo, che l’italiano poco riconosce, deriva dal corsivo enfatico inglese, che guida la lettura ad alta voce in testi o parole con particolare intonazione.

Citazioni: una citazione può essere fatta sia nella lingua originale (con traduzione in nota), sia in traduzione (con testo originale in nota). La prima soluzione è propria dei testi letterari, la seconda è adatta in tutti gli altri casi, soprattutto nella letteratura scientifica.

Autore: indicare il nome personale per esteso e sempre nella lingua originale. Nella bibliografia finale il cognome deve precedere il nome, separato da una virgola. Nel corso del testo e nelle note è invece meglio il contrario.

Alcuni link per approfondire:

Qui per lo stile e consigli utili per la traslitterazione, qui per la trascrizione, qui specifico per l’alfabeto cinese, Qui per le trascrizioni fonetiche, infine qui per la nostra rubrica delle parole straniere italiane.

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