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Frasi celebri

Frasi celebri

Citazioni, frasi, frasi di film, proverbi, massime, detti, sentenze, motti, adagi, aforismi, insomma una breve frase che condensa - similmente alle antiche locuzioni latine - un principio specifico o un più generale sapere filosofico o morale.

"Una verità detta in poche parole; epperò detta in modo da stupire più di una menzogna."

(Giovanni Papini, Dizionario dell'Omo Selvatico)

Le più belle, le più spiritose, le più curiose, le più strane, le più vere di tutti i tempi, le trovate quotidianamente qui.

Per capire veramente la natura della realtà

dobbiamo guardare
attraverso gli occhi dell'anima. 

Non c'è esercizio migliore per il cuore

che stendere la mano
e aiutare gli altri ad alzarsi. 

è un ometto magro dal volto grinzoso capelli brizzolati solo sulla nuca occhialini

José de Sousa Saramago

(Azinhaga, 16 novembre 1922 – Tías, 18 giugno 2010)
È stato uno scrittore, giornalista, drammaturgo, poeta e critico letterario portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998.

Aforismi di José Saramago

  • L'uomo ha bisogno di fare la sua provvista di sogni.
  • Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, la pietra che ha cambiato posto.
  • Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.
  • Il viaggio non finisce mai, solo i viaggiatori finiscono.
  • Oltre alla conversazione delle donne, sono i sogni che trattengono il mondo nella sua orbita.
  • La gioventù non sa quel che può, la maturità non può quel che sa.
  • I viaggiatori possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero.
  • Non è la dimensione del vaso che importa, ma quello che ognuno di noi riesce a mettervi, anche se dovrà traboccare e andare perduto.
  • Siamo in guerra ed è una guerra di accerchiamento, ognuno di noi assedia l'altro ed è assediato, vogliamo abbattere le mura dell'altro e mantenere le nostre. L'amore verrà quando non ci saranno più barriere, l'amore è la fine dell'assedio.
  • E se il cuore non ha capito, non arriva ad esser menzogna il detto della bocca, ma piuttosto assenza.
  • Il mondo sarebbe assai migliore se ciascuno si accontentasse di quello che dice, senza aspettarsi che gli rispondano, e soprattutto senza chiederlo né desiderarlo.

Foto in bianco e nero di un magro con lo sguardo severo, ovviamente occhialini sul naso barba e baffi volto allungato, braccia conserte

Joseph Pulitzer

(Makó, 10 aprile 1847, oggi ricorre l'anniversario della nascita – Charleston, 29 ottobre 1911) Nato in Ungheria, emigrato nel 1864 negli Stati Uniti, Pulitzer divenne un famoso giornalista ed editore. A sua memoria e per sua volontà dopo la sua morte è stato istituito il famoso premio a lui intitolato, il più importante nel campo giornalistico.

  • Esprimi il tuo pensiero in modo conciso perché sia letto, in modo chiaro perché sia capito, in modo pittoresco perché sia ricordato e -soprattutto- in modo esatto perché i lettori siano guidati dalla sua luce.
  • Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via.
  • La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri.
  • Un'opinione pubblica bene informata è la nostra corte suprema. Perché ad essa ci si può sempre appellare contro le pubbliche ingiustizie, la corruzione, l'indifferenza popolare o gli errori del governo; una stampa onesta è lo strumento efficace di un simile appello.
  • Una stampa cinica e mercenaria, prima o poi, creerà un pubblico ignobile.

Curiosità

Questa è la firma del noto giornalista

la firma è relativamente comprensibile elegante, sottolineata, costruisce un'onda, sottolineatura compresa

Premio Pulitzer

Il Premio Pulitzer è un premio statunitense assegnato per la prima volta nel 1917, considerato come la più prestigiosa onorificenza nazionale per il giornalismo, successi letterari e composizioni musicali. È gestito dalla Columbia University di New York.

 

Lorenzo Beccati 

(Genova, 24 febbraio 1955)
Autore televisivo e scrittore italiano. Collaboratore stretto di Antonio Ricci è celebre per i suoi doppiaggi e per ricoprire la funzione di voce del Gabibbo nel programma televisivo Striscia la notizia, è anche la voce dei doppiaggi di Paperissima con il celebre dobbiamo stare vicini vicini.


 

  • Da piccoli giocavamo al dottore e all'infermiera. Poi siamo cresciuti e siamo diventati più maturi e consapevoli. Adesso giochiamo al primario e alla caposala.
  • Alla Cyclette facciamo fare più strada portandola in spalla che pedalando. Dalla camera da letto alla cantina ed infine nel solaio.
  • Io in quanto uomo e soprattutto cattolico aborro l'uso dei preservativi, poiché possono creare profondi problemi di coscienza. Per esempio a me fanno bruciare il culo.

Margherita Hack

(1922 – 2013), astrofisica e divulgatrice scientifica italiana.


  • “E' così bello fissare il cielo e accorgersi di come non sia altro che un vero e proprio immenso laboratorio di fisica che si srotola sulle nostre teste.”
  • “Nella vita non c’è nulla da temere, solo da capire.”
  • La felicità è essere contenti di quello che si ha. E io non posso proprio lamentarmi. Ho avuto tanto senza mai scendere a compromessi. Ho battagliato, certo. Ma fa parte del gioco.” 
  • Come sempre nel nostro Paese quando si deve tagliare, si tagliano la cultura e la ricerca, ritenute evidentemente un inutile lusso.
  • Camminare a me non va, in bicicletta vo' meglio. È un mezzo meno faticoso. Fino a poco tempo fa pedalavo spesso, ricavandone equilibrio, voglia di fare e volontà.
  • Non la mangerei mai [la carne], perché mi sembra veramente atroce uccidere milioni e milioni e milioni di animali... è veramente un'ecatombe ogni giorno sulla terra.
  • Io penso che si dovrebbero portare i bambini delle scuole a vedere cosa sono i macelli. I macelli una volta erano in città, oggi li hanno portati ben lontani dalle città e nessuno sa più cosa succede. Per i bambini la carne è un bell'involtino in cellophane che si trova nei supermercati e non sanno nemmeno le sofferenze che sono state prodotte agli animali che hanno fornito la carne.
  • Quando vedo un animale, quando vedo il suo comportamento, soprattutto dal punto di vista affettivo e istintivo, mi riconosco. Son tanto simili a noi.
  • “Io credo che uccidere qualsiasi creatura vivente, sia un po' come uccidere noi stessi e non vedo differenze tra il dolore di un animale e quello di un essere umano.”

Alla lunga una verità che ferisce

è meglio di una bugia di comodo.

John Wayne con il suo cappello da caw boy

John Wayne

Pseudonimo di Marion Mitchell Morrison Attore e regista statunitense. (1907 Winterset - 1979 Los Angeles)


  • La vita è dura. Ed è ancora più dura se sei stupido.
  • Non credo che abbiamo fatto nulla di sbagliato nel portare via da loro questo grande paese. Ci sono state un gran numero di persone che avevano bisogno di nuova terra, e gli indiani stavano egoisticamente cercando di tenerla per sé.
  • Il domani è la cosa più importante nella vita. Ci arriva verso mezzanotte pulito pulito. È perfetto quando arriva e mette se stesso nelle nostre mani.
  • Il domani spera che noi abbiamo imparato qualcosa da quello che è stato ieri.
  • Un mio amico mi ha detto di sparare prima e poi fare le domande. Stavo per chiedergli perché, ma ho dovuto prima sparargli.
  • Il sesso sano e lussurioso è magnifico. 
  • Nessuno dovrebbe andare al cinema se non crede agli eroi.
  • Ricordati figliolo: tutte le persone che incontri salendo le reincontrerai scendendo.


Nessuno ti conosce meglio di te stesso,

ma se qualcuno cerca di farlo è perché ti ama.

Totò e Peppino se la ridono a crepapelle sul set

L'accoppiata Totò e Peppino

  • I signori hanno il tavolo?. 'No, non l’abbiamo portato!'. 
  • Ho fatto un sogno che se te lo racconto, come minimo ci tiri fuori una quinterna. 
  • Il cha cha cha è un proverbio cinese.
  • Per il freddo mi è venuta la faccia bianca, le labbra verdi e il naso rosso: sono diventato un tricolore.
  • Pitone, Pitone, questo nome non mi è nuovo. Mi tolga una curiosità: sua sorella si chiama Boa? 
  • La vita è fatta di cose reali e di cose supposte: se le reali le mettiamo da una parte, le supposte dove le mettiamo? 
  • Anche il groviera ha i buchi, e non si lamenta.
  • Castellani: "A Milano quando c'è la nebbia non si vede!" - "Totò: Ma come facciamo a capire che c'è questa nebbia se non si vede?!"
  • "Intanto io sento caldo" - "Ma non dire sciocchezze: a Milano fa freddo" - "Eh... eppure io sento caldo..." - "E sarà un freddo caldo!"
  • Milano è la capitale del Nord, noi sudisti stiamo sotto lo stivale.
  • Per andare a Milano ci vogliono quattro giorni di mare, a meno di non andare a piedi.
  • A me mi chiamate dottore, al mio vice, vice dottore.
  • Bitte, scien noio volevon savuar l'indiriss ja! ?arla italiano? Molto bene! Dunque: noi vogliamo sapere, per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare. Sa, è una semplice informazione.
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