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Detti latini

Detti latini

Nel passato conoscere le risposte era prerogativa di Saggi e Iniziati, rigorosamente vincolati al segreto, eppure esiste un filo d'oro che collega tutte le civiltà e che ha permesso di portare fino ai tempi attuali gli insegnamenti dell'antica Saggezza, che comprendono le risposte alle domande primordiali che ogni uomo che comincia a sollevarsi dalla massa bruta, si pone nel suo intimo più profondo: chi siamo? da dove veniamo? dove andiamo?

Intere scuole di filosofia hanno tentato, e ancora lo fanno, di proporre risposte, varie e articolate come le differenze di carattere degli uomini, noi tenteremo di trasmetterle in questa rubrica.

Latine loqui

Locuzione latina

Spes ultima dea

La speranza ultima dea

Frase latina spesso usata per significare che la speranza è l'ultima dea che siede al capezzale del morente, con riferimento al mito greco della dea Speranza che resta tra gli uomini a consolarli, anche quando tutti gli altri dèi abbandonano la terra per l'Olimpo. Un detto popolare dice che la speranza è l'ultima a morire.

Il libro Eneide di Virgilio

Virgilio

(Eneide, V, 5-6)

Notumque furens quid femina possit

E' noto di che cosa sia capace una donna infuriata.
Anche gli antichi romani avevano i loro piccoli grattacapi....

un'immagine a china del personaggio

Publio Terenzio Afro

Commediografo latino (190 a.C. - 159 a.C.)

Nullast tam facilis res quin difficilis siet quam invitus facias

Non vi è cosa tanto facile che non sia diffficile se la si fa controvoglia

Marco Tullio Cicerone

Marco Tullio Cicerone

(106 a.C. - 43 a.C.)
Filosofo, avvocato e scrittore.

Ne utile quidam est scire quid futurum sit - Miserum est enim nihil proficientem angi

Non c'è alcuna utilità nel conoscere l'avvenire - È una sventura tormentarsi invano

Gaio Valerio Catulloll poeta Catullo legge uno dei suoi scritti agli amici, da un dipinto di Stefano_Bakalovich

Gaio Valerio Catullo

Poeta latino (Verona 87 a.C. - 57 a.C.)
Apparteneva a una famiglia agiata. Stando a quanto racconta Svetonio, il padre ospitò Q. Metello Celere e Giulio Cesare in casa propria al tempo del loro proconsolato in Gallia.

Ista cum lingua, si usus veniat tibi, possis culos et crepidas lingere carpatinas

Con codesta lingua potresti, all'occorrenza, leccare culi e sandalacci di cuoio.

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