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Detti latini

Detti latini

Nel passato conoscere le risposte era prerogativa di Saggi e Iniziati, rigorosamente vincolati al segreto, eppure esiste un filo d'oro che collega tutte le civiltà e che ha permesso di portare fino ai tempi attuali gli insegnamenti dell'antica Saggezza, che comprendono le risposte alle domande primordiali che ogni uomo che comincia a sollevarsi dalla massa bruta, si pone nel suo intimo più profondo: chi siamo? da dove veniamo? dove andiamo?

Intere scuole di filosofia hanno tentato, e ancora lo fanno, di proporre risposte, varie e articolate come le differenze di carattere degli uomini, noi tenteremo di trasmetterle in questa rubrica.

Latine loqui

Ovidio

Dicere quae paduit, scribere iussit amor

Amore consiglia di scrivere quello che non osiamo dire a voce

Latine loqui
Lucio Anneo Seneca

Filosofo e drammaturgo (4 a.C. - 65 d.C.)
Da: "Epistulae Morales Ad Lucilium - Libro III, XXII, 1"

Gladiator in arena consilium capit

Il gladiatore decide le sue mosse nell'arena

Significato

Gliele suggeriscono il volto dell'avversario, i movimenti delle mani, l'inclinazione stessa del corpo, che egli studia attentamente. Inutile fasciarsi la testa prima che sia rotta. 

Il detto viene citato da Seneca come un proverbio in uso a Roma ai suoi tempi: "Vetus proverbium est gladiatorem in arena capere consilium: aliquid adversarii vultus, aliquid manus mota, aliquid ipsa inclinatio corporis intuentem monet.

Latine loqui
Quinto Orazio Flacco 

Poeta romano. 65 a.C. - 8 a.C.
Dalle Epistulae «I, 11 v.27»

Coelum non animum mutant qui trans mare currunt

Non mutano il loro animo, ma solo il cielo (sopra la loro testa) coloro che attraversano il mare

E' una celebre frase in cui il poeta saggiamente evidenzia, in verso esametro, come non si possa sfuggire a noi stessi e come la felicità e la serenità d’animo siano ancora un tesoro interiore e non un privilegio acquisibile grazie soltanto ad un viaggio oltremare.

Sesto Aurelio ProperzioSesto Aurelio Properzio

(Assisi 50 a.C. - Roma 15 a.C.)
Poeta romano.

Et veniunt ederae sponte sua melius, surgit et in solis formosior arbustus antris, et volucres nulla dulcius arte canunt.

L'edera viene meglio senza essere coltivata e il corbezzolo cresce più bello nelle grotte solitarie e il canto degli uccelli è più dolce se manca di artificio.

Gaio Valerio Catulloll poeta Catullo legge uno dei suoi scritti agli amici, da un dipinto di Stefano_Bakalovich

Gaio Valerio Catullo

Poeta latino (Verona 87 a.C. - 57 a.C.)
Apparteneva a una famiglia agiata. Stando a quanto racconta Svetonio, il padre ospitò Q. Metello Celere e Giulio Cesare in casa propria al tempo del loro proconsolato in Gallia.

Ista cum lingua, si usus veniat tibi, possis culos et crepidas lingere carpatinas

Con codesta lingua potresti, all'occorrenza, leccare culi e sandalacci di cuoio.

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