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Pensieri, Poesie & Libri

Pensieri, Poesie & Libri

«Ogni generazione», nota Leah Price sul New York Times, «riscrive l'epitaffio del libro» e aggiunge «Il digitale non ucciderà i nostri amati libri, pur cambiandone radicalmente la forma e le modalità di accesso e distribuzione»

Diverso invece, e meno esplorato, è il modo in cui si sta trasformando la nostra percezione dell'autore in un mondo in cui non serve necessariamente più il libro per essere autori. Ci sono mille strumenti (dai blog in poi) e la stessa idea di «pubblicazione» non ha più quelle barriere di accesso elevate che in qualche modo davano una certificazione autoriale in funzione della scelta dell'editore.

In questa rubrica esploriamo questo nuovo mondo, parlando anche di poesia e sperando di poter diventare il miglior posto dove trovare il tuo prossimo libro da leggere.

Giovanni Pascoli

antica foto in bianco e nero, un primo piano di un uomo ben vestito,con tutti i capelli ma brizzolati, fronte alta e grossi baffoni (31 dicembre 1855 – 6 aprile 1912)
Giovanni Pascoli è una figura centrale della cultura italiana tra la fine dell’800 e i primi anni del 900. Fu poeta di grande successo, professore universitario, autore di saggi e critico letterario. La sua poesia unisce la raffigurazione del mondo naturale e contadino e una grande carica umanitaria.

X Agosto

San Lorenzo, Io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.

Ora è là come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido
portava due bambole in dono…

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!

Giacomo Leopardi

Giacomo Leopardi
al battesimo Giacomo Taldegardo Francesco di Sales Saverio Pietro Leopardi, conte (Recanati, 29 giugno 1798 – Napoli, 14 giugno 1837), Poeta, filosofo, scrittore, filologo e glottologo italiano.

O graziosa luna, io mi rammento
Che, or volge l'anno, sovra questo colle
Io venia pien d'angoscia a rimirarti:
E tu pendevi allor su quella selva
Siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
Che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
Il tuo volto apparia, che travagliosa
Era mia vita: ed è, nè cangia stile,
O mia diletta luna. E pur mi giova
La ricordanza, e il noverar l'etate
Del mio dolore. Oh come grato occorre
Nel tempo giovanil, quando ancor lungo
La speme e breve ha la memoria il corso,
Il rimembrar delle passate cose,
Ancor che triste, e che l'affanno duri!

il personaggio in una foto in bianco e nero a circa 40 anni, capelli lunghi boccolati, barba lunga incolta

Rabindranath Tagore

(Gurudev, è il nome anglicizzato )
(Calcutta, 06 maggio 1861 – Santiniketan, 07 agosto 1941)
Poeta, drammaturgo, scrittore e filosofo indiano.

Il bambino chiama la mamma e domanda:
"Da dove sono venuto? Dove mi hai raccolto? "
La mamma ascolta, piange e sorride
mentre stringe al petto il suo bambino.
"Eri un desiderio dentro al cuore..."

un quadro raffigurante il Manzoni sembra un lord inglese di una certa età con le basette grosse e lunghe, ma senza barba. fronte alta volto triangolare con muso molto a puntaAlessandro Francesco Tommaso Antonio Manzoni
(Milano, 7 marzo 1785 – Milano, 22 maggio 1873)
è stato uno scrittore, poeta e drammaturgo italiano.

Resurrezione

di Alessandro Manzoni

È risorto: il capo santo
più non posa nel sudario
è risorto: dall'un canto
dell' avello solitario
sta il coperchio rovesciato:
come un forte inebriato,
il Signor si risvegliò

Era l'alba; e molli il viso
Maddalena e l'altre donne
fean lamento in su l'Ucciso;
ecco tutta di Sionne
si commosse la pendice
e la scolta insultatrice
di spavento tramortì
Un estranio giovinetto
si posò sul monumento:
era folgore l'aspetto
era neve il vestimento:
alla mesta che 'l richiese
dié risposta quel cortese:
è risorto; non è qui.

il personaggio è seduto con il cappotto ad un tavolino di un bar

Vincenzo Cardarelli

Nato Nazareno Cardarelli (Corneto Tarquinia,1887 – Roma, 1959)
È stato un poeta, scrittore e giornalista italiano.

Primavera

Oggi la primavera
é un vino effervescente.
Spumeggia il primo verde
sui grandi olmi fioriti a ciuffi:
Verdi persiane squillano
su rosse facciate
che il chiaro allegro vento
di marzo pulisce:
Tutto è color di prato.
Anche l'edera è illusa,
la borraccina è più verde
sui vecchi tronchi immemori
che non hanno stagione.
Scossa da un fiato immenso
la città vive un giorno
d'umori campestri.
Ebbra la primavera
corre nel sangue.

Immacolata Concezione della Beata Vergine MariaImmacolata Concezione olio su tela 147x94 cm. Di A. Cortina
è stata restaurata nel 2008 dalla Trestaller di Valencia (Spagna)

Celebre preghiera di Dante a Maria
Divina Commedia - Paradiso, XXXIII

"Vergine madre, figlia del tuo Figlio,
Umile ed alta più che creatura,
Termine fisso d'eterno consiglio. 

Tu se' colei che l'umana natura
Nobilitasti sì, che il suo Fattore
Non disdegnò di farsi sua fattura. 

Nel ventre tuo si raccese l'amore
Per lo cui caldo nell'eterna pace
Così è germinato questo fiore. 

Qui se' a noi meridïana face
Di caritate; e giuso, intra i mortali,
Se' di speranza fontana vivace. 

Donna, se' tanto grande e tanto vali,
Che, qual vuol grazia e a te non ricorre,
Sua disïanza vuol volar senz'ali. 

La tua benignità non pur soccorre
A chi domanda, ma molte fiate
Liberamente al domandar precorre. 

In te misericordia, in te pietate,
In te magnificenza, in te s'aduna
Quantunque in creatura è di bontate!

vignetta, il personaggio dice: non tutte ledomande dell'universo hanno una risposta... io sono una di quelle !!!

Le 10 domande più importanti della nostra vita

  1. Venire al mondo è una fortuna o una maledizione?
  2. Dove vado e cosa sono venuto a farci in questo mondo?
  3. È più logica la fede nell’adilà o la miscredenza?
  4. Una Verità esiste sempre, oppure non esiste mai alcuna certezza?
  5. È meglio essere soli o male accompagnati?
  6. È vero che il contrario di una verità è un’altra verità, o no?
  7. Non credi che la logica sia intimamente radicata nell’universo?
  8. A questo mondo è meglio essere intelligenti o… furbi?
  9. È vero che chi ben comincia è alla metà dell’opra, o no?
  10. Si suol dire che “chi fa da sé fa per tre e chi semina vento raccoglie tempesta”. È vero o no?

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disegno a china di un viale di un cimitero molto realistico a sinistra un muro che delimita il cimitero a destra una cappella e un muro più piccolo che delimita delle aree riservate

Giovanni Pascoli - Myricae - Il giorno dei morti

Il poeta Giovanni Pascoli inserì nella raccolta Myricae questo suo elaborato.

IL GIORNO DEI MORTI

Io vedo (come è questo giorno, oscuro!),
vedo nel cuore, vedo un camposanto
con un fosco cipresso alto sul muro.

E quel cipresso fumido si scaglia
allo scirocco: a ora a ora in pianto
sciogliesi l’infinita nuvolaglia.

O casa di mia gente, unica e mesta,
o casa di mio padre, unica e muta,
dove l’inonda e muove la tempesta;

o camposanto che sì crudi inverni
hai per mia madre gracile e sparuta,
oggi ti vedo tutto sempiterni

Il poeta nella cella, scamiciato, malaticcio spingendo un manoscritto sotto il piede convulso, squadra con uno sguardo che il terrore infiamma la scala vertiginosa in cui s'inabissa la sua animaTasso in prigione - dipinto olio su tela di Eugene Delacroix - 1839

Per fortuna che i peccati capitali sono solo 7 sennò vai a capire quanto tempo ci sbarberei un giorno in Purgatorio prima di essere ammessa all'Olimpo dei vestiti di bianco in Paradiso e anche lì è tutto in forse perchè alla prima riunione indetta per inserire colori un po'sgargianti nelle divise, un po' di musica dance anni 80 o appena mi vedono leggere l'amante di Lady Chatterley mentre mangio cioccolato fondente 75% come fosse acqua, mi ributtano di corsa nel limbo.

la copertina del libro di Pietro Vanessi sulle vignette sulle disabilità un ragazzo in carrozzelle aiuta un normo a creare la scritta DISA BILL KILL

La disabilità fa parte della vita quotidiana, ma ancor oggi è difficile poterci fare dell’ironia.

Infatti si pensa che sia argomento sul quale ridere sia sconveniente, poichè tante sono le problematiche affrontate dai disabili.

Mi viene da dire: e allora? Forse che non riderne può essere un aiuto nella risoluzione di tali problematiche? Assolutamente no: evitare le battute sull’argomento non abbatte le barriere architettoniche, né insegna alla gente a non occupare “solo un attimo” i parcheggi per l’handicap. Sarebbe troppo facile!

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