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Che vuol dire?

Che vuol dire?

Il dizionario della lingua italiana è costituito da più di 160.000 parole (con quelle tecniche e di ambiti specialistici si sale ad oltre 250.000 parole); una tale ricchezza di contenuti permette di classificare le parole in base a differenti criteri tra cui quello legato alla difficoltà di comprensione. Una parola difficile è un termine particolarmente complicato che mette alla prova la bravura e la cultura di chi tenta di individuarla.

Questa rubrica darà soddisfazione ai tuoi dubbi sulle parole difficili o insolite. Inviaci una richiesta specifica, la risposta sarà pubblicata.

una ragazza ascolta un ipod ma lo butta su un cumulo di altri rotti, un uomo porta sulle spalle una serie di elettrodomestici rotti

Obsolescenza Programmata

Sostantivo

Etimologia

La locuzione obsolescenza pianificata è comparsa per la prima volta in letteratura nel 1932, anno in cui il mediatore immobiliare Bernard London propose che fosse imposta alle imprese per legge, così da poter risollevare i consumi negli Stati Uniti durante la grande depressione.

Significato

L'obsolescenza programmata o pianificata (in inglese: planned [plaand] o built-in obsolescence [bultin obsolensensz]) in economia industriale è una strategia deliberata volta a definire il ciclo vitale di un prodotto in modo da limitarne la durata a un periodo prefissato. 
Questi accorgimenti progettuali e produttivi sono supportati anche da strategie di marketing (come l'utilizzo forsennato di APP e aggiornamenti di queste ultime, di funzioni o del sistema operativo che incrementano il consumo di risorse) atte a rendere i dispositivi di capacità insufficiente oppure da campagne di comunicazione volte a proporre e valorizzare nuovi modelli, non necessariamente più sviluppati funzionalmente, ma con elaborate differenze sul piano dell'apparenza, tutto al fine d'invogliare il consumatore a sostituire il prodotto perfettamente funzionante ma "vecchio" con uno nuovo.

L'obsolescenza pianificata ha dei benefici esclusivamente per il produttore, il consumatore invece è obbligato a consumare e incrementare la sua quota di rifiuti gettando via quello ormai "antiquato" oppure guasto e non più convenientemente riparabile.

Curiosità

Secondo alcuni osservatori, già nel 1924 il Cartello Phoebus, lobby dei principali produttori occidentali di lampadine, portò una standardizzazione nella produzione delle lampadine ad incandescenza in commercio, al fine di limitarne la vita a circa 1.000 ore di esercizio.
Sembra anche che quando negli anni trenta i ricercatori dell'azienda chimica DuPont riuscirono a creare il nylon, una nuova fibra sintetica molto resistente, questa fu utilizzata per creare calze da donna che si smagliavano molto più difficilmente di quelle esistenti. Poiché la durabilità delle calze era eccessiva e dannosa per gli affari, la DuPont incaricò i propri tecnici di trovare il modo per indebolire la fibra che avevano creato.
Più tardi il designer statunitense Brooks Stevens reinterpretò il concetto di built-in obsolescence dandogli una nuova definizione: "l'instillare nell'acquirente il desiderio di comprare qualcosa di appena un po' più nuovo e un po' prima di quanto non sia necessario". Piuttosto che creare manufatti poveri che sarebbero stati sostituiti in breve tempo, l'idea di Stevens era di progettare prodotti sempre nuovi che utilizzassero le moderne tecnologie, e generassero nuovi gusti e necessità. Stevens ha poi sempre dichiarato di non considerare l'obsolescenza programmata come una sistematica produzione di rifiuti, supponendo invece che i prodotti sarebbero finiti nel mercato di seconda mano, dove sarebbero potuti essere acquistati da persone con un potere di acquisto inferiore.
La società SAES Getters di Origgio (Varese) produce dal 1957 prodotti per incrementare all'inverosimile la vita di qualsiasi tipo di lampadina o tecnologia che si usura nel vuoto ma da questo punto di vista non avrà mai soddisfazione.

il giornale della lega

Vernàcolo

Il termine vernacolo deriva dal latino vernacŭlus/verna = "domestico", "familiare".

Significato
  1. Nell'antica Roma, il vernacolo era lo schiavo nato in casa del padrone e quindi a lui più familiare e affezionato che lo schiavo comprato.
  2. Vernacolo è spesso usato come sinonimo di dialetto, indica più precisamente la lingua vernacolare, una parlata limitata a una precisa zona geografica, usata specificatamente dal popolo, e si differenzia dal dialetto, che ha una copertura geografica e un uso sociale più vasti.
  3. Vernacolo è usato più spesso, per ragioni storiche, con riferimento alla situazione toscana o dell’Italia centrale: i vernacoli toscani, umbri, laziali; il teatro in vernacolo fiorentino; una ninna nanna in vernacolo senese; «noi si va» per «noi andiamo» è un uso tipico del vernacolo toscano.
Derivati
  • Al plurale: vernacoli, vernacole;
  • Al femminile: vernacola
  • Aggettivo: vernacolare; poesia, letteratura vernacolare;
  • Vernacoliere: testo riportato in vernacolo, in dialetto strettamente locale.

Il Papa apre la porta santa

Giubilare

Verbo Transitivo; Intransitivo; Aggettivo

Etimologia

Il termine giubilare deriva dal latino: jubilare/jubilum = "grande gioia".

Significato
  • Giubilare (Come verbo intransitivo) Provare gioia e manifestarlo nell’aspetto e negli atti: tutti giubilarono alla bella notizia.Tutti gli studenti giubilarono perché all'indomani avrebbero fatto vacanza. Il ciclista giubila per il grande traguardo raggiunto.(Ugo Foscolo) l’udi Armonia / e giubilando l’etere commosse
  • Giubilare (Come verbo transitivo) Collocare a riposo un impiegato, in genere per raggiunti limiti di età; mettere in pensione: è stato giubilato dopo quarant’anni di fedele servizio.
  • Giubilare (Come aggettivo) di, relativo al giubileo: anno, indulgenza giubilare.
  • Per estensione giubilare: dimettere da una carica, esonerare da un ufficio: era un direttore troppo rigido e l’hanno giubilato.
Della stessa radice

Giubilare: del giubileo, relativo al giubileo, come ricorrenza della Chiesa cattolica: anno giubilare, celebrazioni giubilari.
Giubilazione: raro = sentimento e manifestazione di giubilo. Collocazione a riposo di un impiegato o pubblico funzionario, con diritto a pensione.
Giubilo: sentimento d’intima e intensa gioia.
Giubileo: antica festività ebraica. Nella Chiesa cattolica, indulgenza plenaria solenne elargita dal papa.

Sinonimi

Gioire, rallegrarsi, godere, gongolare, tripudiare.
Mettere in pensione, pensionare.
Allontanare, mandare via, licenziare, trasferire.

Contrari

Rattristarsi, soffrire, deprimersi.
Richiamare, riassumere.

una croce fatta con le mani di tante persone

Pasqua

etimologia

Il termine Pasqua, in greco e in latino "pascha", proviene dall'aramaico: pasha, che corrisponde all'ebraico pesah, il cui senso generico è "passare oltre".

Significato

Il significato effettivo della parola Pasqua non è del tutto certo. Un gruppo di Padri della Chiesa d'origine asiatica (tra i quali Tertulliano, Ippolito, Ireneo) collegano la parola pascha al termine greco pàschein, che significa soffrire.
Sebbene l'etimologia del termine non sia corretta, in quest'ipotesi vengono colti i significati intrinseci della Pasqua: il sacrificio e la salvezza.

Significato per Origene e gli alessandrini

Per un'etimologia più esatta della parola Pasqua bisogna ricorrere ad Origene ed agli alessandrini, che intendono il senso come "passaggio". In questo caso il passaggio è attraverso il Mar Rosso, dalla schiavitù alla Terra Promessa, dunque dal vizio del peccato alla libertà della salvezza, attraverso la purificazione del battesimo.

Significato Cristiano

Applicata a Cristo, detta etimologia suggerisce il suo passaggio dal mondo terreno al Padre.

Significato per Procopio di Gaza, Teodoreto di Ciro e Apollinare di Laodicca

Un terzo gruppo di scrittori (Procopio di Gaza, Teodoreto di Ciro, Apollinare di Laodicca) suppone che l'espressione "passa oltre" si riferisca all'Angelo sterminatore, che, vedendo il sangue sulla casa degli ebrei "passa oltre", salvando coloro che risiedono all'interno: ma, anche, al "passare oltre" alla morte da parte di Cristo. "Ci fu un'epoca nella vita della chiesa in cui la Pasqua era, per così dire, tutto" (R. Cantalamessa).

Significato Odierno

La Pasqua è, infatti, la festa liturgica più importante per il cristianesimo. Commercialmente soppiantata dal Natale e da alcune tradizioni pagane più allettanti per la società moderna, la Pasqua rappresenta e celebra i tre momenti fondamentali del cristianesimo: la Passione, la Morte e la Resurrezione di Cristo. Essa si pone come nucleo del patrimonio liturgico e teologico del cristianesimo. A ciò si aggiunga che la Pasqua rappresenta il raccordo con la matrice giudaica del cristianesimo e al tempo stesso, il momento di affrancamento da tale matrice. La festa cristiana viene assunta dalla celebrazione della liberazione del popolo di Mosè dalla schiavitù in Egitto, festeggiata in occasione del primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera.

Maggiori informazioni sui simboli della Pasqua seguendo questo link...

Rito cristiano della Pasqua

Il giorno di Pasqua si festeggia la resurrezione del Redentore.

La data di Pasqua

varia di anno in anno, infatti può cadere dalla prima domenica dopo la luna piena seguente l'equinozio di primavera; nel 525 si stabilì che la data doveva trovarsi tra il 22 marzo e il 25 aprile. Maggiori informazioni sulla data di Pasqua seguendo questo link...

Quaresima

La Pasqua cristiana è preceduta dalla Quaresima, un periodo di penitenza di quaranta giorni che va dal mercoledì delle Ceneri al Sabato Santo. La Domenica seguente, la Domenica delle Palme, il cui simbolo è il ramo d'ulivo, viene ricordato l'arrivo del Messìa in Gerusalemme e la sua passione.

Settimana Santa

Da qui inizia la Settimana Santa, durante la quale si ripercorrono i momenti liturgici ben precisi. Dal lunedì al mercoledì è il momento della Riconciliazione, il giovedì mattina si apre con la Messa del Crisma, in cui vengono benedetti l'olio profumato, l'Olio dei Catecumeni e l'Olio degli Infermi.

La sera del giovedì Santo si celebra la Messa in Cena Domini in ricordo dell'ultima cena di Gesù, alla quale segue la processione al "sepolcro". Le ostie, che saranno utilizzate nella celebrazione del venerdì santo, vengono portate nel sepolcro, per essere adorate dai fedeli.

Il venerdì Santo è il giorno di contemplazione della passione di Gesù: in questo giorno si svolge il rito della Via Crucis, che in maniera figurativa ripercorre l'ultimo giorno di vita di Cristo. Questa giornata è, per tutti i fedeli, dedicata al digiuno, testimonianza del bisogno di partecipazione alla Passione e alla Morte di Cristo.

Il sabato Santo è il giorno di riflessione e preghiera silenziosa. La notte tra sabato e domenica si svolge la Veglia Pasquale, durante la quale si leggono le promesse di Dio al suo popolo. Questa notte è caratterizzata da quattro momenti pricipali: la Liturgia della luce (benedizione del fuoco, preparazione del cero, processione, annunzio Pasquale); Liturgia della Parola (nove letture); Liturgia Battesimale (canto delle Litanie dei Santi, Preghiera di benedizione dell'acqua battesimale, celebrazione di eventuali Battesimi); Liturgia Eucaristica.

Maggiori informazioni su come viene vissuta la Pasqua in varie regioni del mondo seguendo questo link...

Delle grosse lucertole con le cresteIl drago di Komodo (Varanus komodoensis Ouwens, 1912), chiamato anche varano di Komodo è una specie di lucertola gigante endemica delle isole indonesiane di Komodo.

Endèmico

Aggettivo

Etimologia

Il termine endèmico deriva dal greco endemios = "natìo", "indigeno"; composto da en = "dentro" + demos = "regione", "popolo".

Significato
  1. Il termine endemico in senso generale indica qualcosa proprio di un determinato territorio o popolazione. Ad esempio è detto di malattie: morbo endemico, a carattere endemico, di natura endemica. Anche in senso figurato: regioni, stati in cui la rivoluzione è endemica o allo stato endemico.
  2. In zoologia e botanica, endemico è detto di specie, generi, razze, eccetera, che si trovano esclusivamente in un determinato territorio. Anche se, tecnicamente, il termine si può applicare anche a territori vastissimi, come interi continenti per esempio: gli armadilli sono endemici dell'America. 
  3. L'endemismo è il fenomeno per cui alcune specie animali o vegetali sono esclusive di un dato territorio.
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