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Venerdì, 12 Ottobre 2012 02:00

L’amore al tempo di Internet

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un muro con una scitta rossa con la bomboletta: Gaia accettami su facebook

Quante persone si sono conosciute per mezzo di Internet ? Tantissime. Un'infinità. Ci sono ancora, però, persone che mettono in dubbio la validità di questo mezzo. Paura? Troppo difficile? Ogni epoca ha avuto le "sue paure", i suoi dubbi e i suoi patemi d'animo. Tuttavia, bisogno dire che il futuro si "conquisterà" su alcuni "fronti". Tra essi, la mobilità e la comunicazione. Non ci sono altre "alternative". Come al solito, le persone che sapranno "muoversi" progrediranno e quelle che sapranno comunicare conquisteranno "il nuovo mondo". Come avvenne con Cristoforo Colombo nel 1492.

Parecchie persone che si affacciano per la prima volta ad Internet, si trovano a "navigare" nell'oceano della comunicazione. Poi adagio, adagio; passo dopo passo; cominciano ad "imparare", la nuova lingua "globalizzata".

Quello che segue è il 73° "racconto breve" scritto dal 2 settembre 2012. Il "progetto-sfida" è di scrivere 365 racconti in 365 giorni (uno al giorno).

È stato così, anche tre mesi fa... "la prima volta"... della Signora Giuseppina, milanese. Sessant'anni. Una persona che contava gli anni per andare in pensione... Ha cominciato a cliccare qua e la. Poi, decise di farsi il "profilo" su Internet... Tre ore per capire cosa voleva dire "nickname" ... Alla fine ha messo il nome che voleva mettere fin dall'inizio: "fiore". Inventò un immaginario profilo. Sbagliò. Voleva mettere M (maschio) invece, mise F (femmina). La sera stessa che aveva aperto il profilo ricevette dieci messaggi "privati". Uomini che dal loro profilo... non dovevano superare i quarant'anni. Giuseppina si spaventò. Quella notte non dormì.

Il mattino successivo... tentò di rispondere ad un "messaggio privato". Sembrava il più innocuo. Lei di Milano... Lui di Firenze. "Tanto è lontano..:" pensò la Signora Giuseppina. Rispose. Frasi convenzionali... che non volevano dire nulla. Subito la risposta... Così, per una settimana... due, tre settimane. La corrispondenza diventava sempre più "calda". Alla fine ... l'appuntamento... in Piazza del Duomo a Milano. Giuseppina si fece trovare puntuale all'entrata della Galleria Vittorio Emanuele II. Colpo di fulmine. Il "corrispondente" da Firenze non aveva quarant'anni. Ne dimostrava sessanta/sessantacinque, elegantissimo, distintissimo. Giuseppina si intimorì. Ebbe l'impressione che si trattasse di un personaggio importante, in incognito a Milano. Il riconoscimento concordato era esatto: Lui portava una "borsa porta computer con un nastro blu in evidenza". Giuseppina si era cautelata. Non aveva voluto dare il numero del cellulare. Si sarebbe fatta riconoscere un "cappellino giallo in testa"... Il cappellino giallo l'aveva nella borsa... All'ultimo momento è mancato il coraggio. Giuseppina lo lasciò dov'era. Sgattaiolò tra la folla ...e scomparve nell'imbocco della metropolitana...

Sul metrò incontrò (guarda il destino!) il suo coetaneo e vicino di casa, Francesco, vedovo. Vedendola sconvolta, chiese di conoscere la ragione... Giuseppina raccontò di essere sfuggita ad uno scippo... ma offrì a Francesco una pizza... Da quella pizza è nato... un amore che continua tuttora.

- fine- 

Letto 5702 volte Ultima modifica il Sabato, 12 Ottobre 2019 10:12
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