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Giovedì, 15 Marzo 2018 04:00

Podio tutto nordico per il Rapporto Mondiale sulla #Felicita' appena pubblicato dall'#Onu: la Finlandia è al primo posto nel mondo

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Una bambina sorridente con la bandierina finlandese in mano e una magliettina rossa

In occasione della Giornata mondiale della felicità che si celebra il 20 marzo

Il World Happiness report dell'Onu ha stilato la classifica annuale dei Paesi più felici. Al primo posto c'è la Finlandia, che ha fatto passare la Norvegia al secondo posto. Al terzo posto la Danimarca, seguita da Islanda, Svizzera, Olanda e Canada.
L'Italia guadagna una posizione, ma è solo al 47esimo posto. Più ricchi ma meno felici gli Usa, scesi dal 14esimo al 18esimo posto: il Paese è afflitto da obesità, depressione e abuso di droghe.

Dobbiamo arrivare al settimo posto per trovare una nazione extra-europea: è il Canada (sì, anche lì fa freddo) e poi, in un alternanza tra Nord e Sud del globo, Nuova ZelandaSvezia e Australia a chiudere la top ten.

Quanto siamo felici in Italia?

La nostra Italia è quarantasettesima (dopo la Tailandia): un piccolo miglioramento, visto che lo scorso anno ci posizionavamo al 48esimo posto. Chiude la classifca che misura il livello di felicità degli abitanti di 156 Paesi del mondo l’Africa più profonda: Sudan, Repubblica centro-africana e, ultimo tra gli ultimi, il Burundi.

Presentato oggi alla Pontificia Accademia delle Scienze, in Vaticano, il report 2018 non si è limitato solo a misurare i generici fattori di benessere delle nazioni (salute, istruzione, lavoro), ma anche quelli relativi all’inclusione, focalizzandosi sul tema dell’immigrazione e della felicità degli immigrati nei Paesi considerati.

Sorprese? No. Lo spiega bene il professor John Helliwell dell’Università della Columbia Britannica, tra i curatori del report prodotto dal network SDSN delle Nazioni Unite e dalla Fondazione Ernesto Illy (scaricabile interamente qui):

Il dato che colpisce di più in questo report è la generale corrispondenza tra la felicità degli immigrati e quella degli abitanti. I primi dieci Paesi della classifica 2015-2017 sulla felicità complessiva si collocano anche nei primi 11 posti della classifica sulla felicità degli immigrati. Sebbene gli immigrati provengano da Paesi con livelli di felicità molti diversi tra loro, i giudizi che emergono dai sondaggi sulle loro vite tendono a convergere su quelli degli altri residenti dei loro nuovi Paesi.

La Cina e gli Usa tra i Paesi meno felici

Mentre il welfare del Nord Europa si conferma una culla comoda per coltivare la felicità e il benessere degli abitanti, il report testimonia il momento di difficoltà degli Stati Uniti (solo al 18esimo posto, – 4 posizioni rispetto al 2017), dell’Inghilterra (19 posto, i “cugini” irlandesi sono al 14esimo!) e di altre big countries come la Germania (15esima,), il Giappone (54esimo posto), la Russia (59esimo) per non parlare della Cina (86esimo posto: il report dedica un capitolo ad hoc alla massiccia immigrazione interna, dai villaggi alle città, nel Paese asiatico).

 Il Buthan, Regno della felicità

Come tutti i report generali, anche il Rapporto Mondiale sulla Felicità ha i suoi limiti. Di sicuro ha un pregio: ci ricorda che la felicità è uno degli scopi fondamentali dell’umanità. Lo dice l’ONU che, accogliendo il suggerimento del re del Buthan, “il regno della felicità”, il primo Paese a considerare la felicità dei suoi abitanti uno degli obiettivi di governo, ha stabilito nel 2012 la Giornata Internazionale della Felicità. Si celebra in tutto il mondo il 20 marzo.

Letto 1210 volte Ultima modifica il Giovedì, 15 Marzo 2018 12:38
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