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Il 21 dicembre 1913 gli stati uniti rilanciano le parole crociate italiane

Nel supplemento domenicale del quotidiano New York World (di proprietà di Joseph Pulitzer, icona del giornalismo anglosassone che gli dedicò il suo premio più prestigioso), il 21 dicembre del 1913 (107 anni fa), il giornalista britannico Arthur Wynne pubblicò un nuovo gioco enigmistico denominato word-cross puzzle. A distanza di tempo venne considerato il primo esempio delle "parole crociate" così come oggi le conosciamo.

Come troppo spesso accade però, la prima attestazione storica del gioco è riconducibile a Giuseppe Airoldi, che pubblicò il 14 settembre 1890 (23 anni prima) sul numero 50 de “Il Secolo Illustrato della Domenica” - periodico edito da Edoardo Sonzogno - uno schema 4 per 4 che chiamò "Parole incrociate". Le rivendicazioni italiane non hanno trovato accoglienza sul primato per il fatto che la piccola griglia bianca di Airoldi non presentava caselle nere o spazi di demarcazione tra le diverse parole; ciò lo avvicinava più ai giochi geometrici classici che alle parole crociate.

Anche il gioco di Wynne presentava una forma rudimentale rispetto al cruciverba classico, ma con regole già definite: dentro uno spazio a forma di losanga, vuoto al centro, bisognava inserire parole di diversa lunghezza seguendo la numerazione progressiva delle definizioni riportate in basso, sia in senso orizzontale che verticale. Si veniva a creare così un gioco ad incastro, con i termini che incrociandosi davano luogo ad altri termini.

Per indicare un confine più netto tra le parole, inserì in un secondo momento dei quadratini neri che riproducevano il disegno di una scacchiera "disordinata". Fatta eccezione per la disposizione dei numeri, il gioco riassumeva tutti i criteri base del cruciverba moderno. Nell'uscita successiva al 21 dicembre, per un errore tipografico venne pubblicato con il nome accorciato in "Cross-word" (in italiano “parole crociate”), colpendo positivamente l'autore che decise di conservarlo.

L'eco delle "cross-word" americane raggiunse l’Europa negli anni Venti, dando inizio a una nuova era dei passatempi linguistici. In questo passaggio il cruciverba andò via via assumendo varianti sempre più complesse (dal cruciverba sillabico a quello poligonale).

In Italia la prima rivista specializzata nacque nel 1932 su iniziativa dell'ingegnere Giorgio Sisini, Conte di Sant’Andrea, che le diede il nome di Settimana Enigmistica, tutt'oggi la più seguita dagli appassionati del genere.

In Italia, la prima attestazione sicura del gioco moderno è del 1925 e la prima attestazione della locuzione "parole incrociate" è del 1927. A Valentino Bompiani si deve invece il nome "cruciverba". La dicitura "Parole crociate" è invece un marchio registrato dalla rivista La Settimana Enigmistica.

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