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Pensieri, Poesie & Libri

Pensieri, Poesie & Libri

«Ogni generazione», nota Leah Price sul New York Times, «riscrive l'epitaffio del libro» e aggiunge «Il digitale non ucciderà i nostri amati libri, pur cambiandone radicalmente la forma e le modalità di accesso e distribuzione»

Diverso invece, e meno esplorato, è il modo in cui si sta trasformando la nostra percezione dell'autore in un mondo in cui non serve necessariamente più il libro per essere autori. Ci sono mille strumenti (dai blog in poi) e la stessa idea di «pubblicazione» non ha più quelle barriere di accesso elevate che in qualche modo davano una certificazione autoriale in funzione della scelta dell'editore.

In questa rubrica esploriamo questo nuovo mondo, parlando anche di poesia e sperando di poter diventare il miglior posto dove trovare il tuo prossimo libro da leggere.

 

Intrigo ...a Pavia

 

(Queste storie, anche se raccontate come vere, sono frutto di fantasia. Pertanto non hanno nulla a che vedere con persone o fatti realmente avvenuti)

Un anno fa, al compimento del quarantacinquesimo anno, la Prof. Valentina, single, bellissima, Docente di Lettere in un Liceo del milanese, abitante a Pavia, è andata in crisi. Una crisi pesante … di quelle che lasciano il segno. Valentina continuava a chiedersi. “Come? … mi sembra solo ieri che ho compiuto quarant’anni … e ne ho già quarantacinque? … e cosa ho fatto in questi cinque anni?”



La disattenzione è il modo più diffuso di leggere un libro, ma la maggior parte dei libri oggi non sono soltanto letti ma scritti con disattenzione. Oppure con un'attenzione che fa parte dell'intesa autore-lettore. Si legge come si fuma, per tenere occupate le mani e gli occhi. Libri già cominciano a trovarsi abbandonati sui sedili dei treni. Sono stati letti per abitudine, per orrore del vuoto e di se stessi. Tra i vizi, la lettura, come diceva Valery Larbaud è il vizio compiuto, ma in certi casi smettere di fumare può evitare gravi conseguenze.

Oggi i computer sono diventati così popolari che molte persone li preferiscono ad un buon libro. Per molti addirittura la lettura è considerata più un obbligo che un piacere.

Ci sono molti tipi di persone, alcune amano la lettura e altre che non la amano. Ma una cosa è evidente: coloro che conoscono la grande gioia che proviene dalla lettura hanno vite più ricche e prospettive più ampie rispetto a chi non ama leggere.

“Incontrare” un buon libro è come incontrare un grande insegnante.

 

Vincenzo Cardarelli

nato Nazareno Cardarelli (Corneto Tarquinia,1887 – Roma, 1959)
E' stato un poeta, scrittore e giornalista italiano..


 


Primavera

Oggi la primavera
é un vino effervescente.
Spumeggia il primo verde
sui grandi olmi fioriti a ciuffi:
Verdi persiane squillano
su rosse facciate
che il chiaro allegro vento
di marzo pulisce:
Tutto è color di prato.
Anche l'edera è illusa,
la borraccina è più verde
sui vecchi tronchi immemori
che non hanno stagione.
Scossa da un fiato immenso
la città vive un giorno
d'umori campestri.
Ebbra la primavera
corre nel sangue.

foto di Rabindranath Tagore

Rabindranath Tagore

Poeta, prosatore, drammaturgo e filosofo indiano di lingua bengalese,  (1861-1941) a Calcutta, da una famiglia appartenente ad una elevata aristocrazia che svolse un ruolo importante nella vita culturale, artistica, religiosa e politica del Bengala.


 


Vieni come sei non indugiare a farti bella.

Vieni come sei non indugiare a farti bella.
Se le trecce dei capelli sono sciolte se la riga
non è dritta se i nastri della veste sono slacciati,
non badarci
Vieni come sei non indugiare a farti bella.
Vieni in fretta sull’erba a passi veloci
Se la rugiada scioglie la rossa pittura
dei tuoi piedi se i bracciali con le campanelle
s’allentano alle tue caviglie se cadono le perle
della tua collana non badarci
Vieni in fretta sull’erba a passi veloci!
Non vedi quante nuvole oscurano il cielo!
Stormi di gru si levano in volo dall’altra riva del fiume
e raffiche improvvise di vento passano veloci
sulla brughiera
Il gregge impaurito corre verso gli ovili del villaggio.
Non vedi quante nuvole oscurano il cielo?
Invano accendi la lampada della tua toilette,
il vento la sbatte e la spegne.
Chi potrebbe dire che le tue palpebre non sono
tinte di ombretto nero?
I tuoi occhi sono più oscuri
delle nuvole minacciose
Invano accendi la lampada della tua toilette,
per prepararti
Vieni come sei, non indugiare a farti bella.
Se la ghirlanda non è bene intrecciata, che importa?
Se il braccialetto non è chiuso, lascia stare.
Il cielo è coperto di nuvole, è tardi.
Vieni come sei, non indugiare a farti bella.

Pablo Neruda

pseudonimo di Ricardo Eliecer Neftalí Reyes Basoalto 
(1904 – 1973), poeta cileno. Premio Nobel per la letteratura.


 

Ti manderò un bacio con il vento e so che lo sentirai,
ti volterai senza vedermi ma io sarò li
Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni
Vorrei essere una nuvola bianca in un cielo infinito
per seguirti ovunque e amarti ogni istante
Se sei un sogno non svegliarmi
Vorrei vivere nel tuo respiro
Mentre ti guardo muoio per te
Il tuo sogno sarà di sognare me
Ti amo perché ti vedo riflessa in tutto quello che c'è di bello
Dimmi dove sei stanotte ancora nei miei sogni?
Ho sentito una carezza sul viso arrivare fino al cuore
Vorrei arrivare fino al cielo e con i raggi del sole scriverti ti amo
Vorrei che il vento soffiasse ogni giorno tra i tuoi capelli,
per poter sentire anche da lontano il tuo profumo!
Vorrei fare con te quello che la primavera fa con i ciliegi.

 

Una famiglia, si intravede solo la sagoma sullo sfondo un'alba

Tempo fa, con mi moglie, andammo a Piacenza a trovare dei suoi parenti. Una sua cugina sempre giovane, aveva raggiunto i 35, ci raccontò della sua eterna lotta con il ragazzo. Tutta la famiglia sembrava subire questa iattura, Nonni, Fratelli, Genitori.

Si prendevano, si lasciavano, convivevano, litigavano. Ci disse che continuava a passare momenti di disperazione, intervallati da momenti di felicità. Momenti di felicità intervallati da momenti disperazione, gli dissi io; ci mise qualche momento per capire.

Allora aggiunsi, ma tu la vuoi una famiglia? Ma certamente fu la risposta decisa.
Aggiunsi: li vuoi dei figli?  Ma certamente fu la risposta.

Ma non subito - si apprestò a rispondere - per i figli poi... e lasciò sospeso il discorso.

Allora io tra lo stupore generale le chiesi: ma tu ci vai dal ginecologo? Ma certamente fu di nuovo la risposta, e aggiunse: regolarmente. Persino la faccia di mia moglie sembrò trasmettermi: che cacchio di domande fai?

Accidiarsi

Quello che direbbe il colpevole
con sentimento del fiacco volere,

senza neanche il punto esclamativo
che già sarebbe affermazione,

ma invece,
con un sospiro.

Una nave in mezzo ad una tempesta

Mi chiamo Juan Cortez e non sono nulla.

Nel vascello dove sono imbarcato, il Marina, c'erano esperti navigatori, marinai, commercianti e un capitano di tutto rispetto. Io non sono altro che un semplice mozzo, senza nessuna particolare abilità.

Venti giorni fa, tutto è cambiato.

Federico Garcia LorcaFederico del Sagrado Corazón de Jesús García Lorca

(Fuente Vaqueros, 5 giugno 1898 – Víznar, 19 agosto 1936)
Poeta e drammaturgo spagnolo

Notturno

Ho tanta paura
delle foglie morte,
paura dei prati
gonfi di rugiada.
Vado a dormire;
se non mi sveglierai
lascerò al tuo fianco
il mio freddo cuore.

Che cosa suona
così lontano?
Amore. Il vento sulle vetrate,
amor mio!

Ti cinsi collane
con gemme d'aurora.
Perché mi abbandoni
su questo cammino?
Se vai tanto lontana
il mio uccello piange
e la vigna verde
non darà vino.

Che cosa suona
così lontano?
Amore. Il vento sulle vetrate,
amor mio!

Non saprai mai
o mia sfinge di neve,
quanto
t'avrei amata
quei mattini
quando a lungo piove
e sul ramo secco
si disfa il nido.

Che cosa suona
così lontano?
Amore. Il vento sulle vetrate,
amore mio!

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