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Detti latini

Detti latini

Nel passato conoscere le risposte era prerogativa di Saggi e Iniziati, rigorosamente vincolati al segreto, eppure esiste un filo d'oro che collega tutte le civiltà e che ha permesso di portare fino ai tempi attuali gli insegnamenti dell'antica Saggezza, che comprendono le risposte alle domande primordiali che ogni uomo che comincia a sollevarsi dalla massa bruta, si pone nel suo intimo più profondo: chi siamo? da dove veniamo? dove andiamo?

Intere scuole di filosofia hanno tentato, e ancora lo fanno, di proporre risposte, varie e articolate come le differenze di carattere degli uomini, noi tenteremo di trasmetterle in questa rubrica.

un busto del personaggio un volto moderno senza particolarità, capelli ricci e folti

Publio Ovidio Nasone

(43 avanti Cristo- 18 dopo Cristo)
Publio Ovidio Nasone, noto semplicemente come Ovidio, è stato un poeta romano, tra i principali esponenti della letteratura latina e della poesia elegiaca. Fu autore di molte opere.

Versione Latino

Saevitia in bruta est tirocinium crudelitatis in homines

Analisi del testo

La crudeltà nei confronti degli animali induce alla crudeltà anche verso gli uomini

Se da una parte la violenza e la mancanza di rispetto nei riguardi degli animali deriva da un contesto famigliare in cui il bambino è cresciuto imparando solo il linguaggio della violenza, dall’altra, è stata inserita nella lista dei segni premonitori della persona disturbata.

un busto del personaggio un volto moderno senza particolarità, capelli ricci e folti

Publio Ovidio Nasone

(43 avanti Cristo- 18 dopo Cristo)
Publio Ovidio Nasone, noto semplicemente come Ovidio, è stato un poeta romano, tra i principali esponenti della letteratura latina e della poesia elegiaca. Fu autore di molte opere.

Versione Latino

Dimidium facti, qui bene coepit, habet

Analisi del testo

Chi ben comincia è alla metà dell'opera

Questo proverbio raccomanda di allontanare la pigrizia iniziando bene un lavoro, in quanto, una volta raggiunta la metá, le difficoltà maggiori sono superate e la seconda metà del percorso, che porta al completamento dell’opera, è più facile e veloce soprattutto perché meno intriso di preoccupazioni.

un busto del personaggio un volto moderno senza particolarità, capelli ricci e folti

Publio Ovidio Nasone

(43 avanti Cristo- 18 dopo Cristo)
Publio Ovidio Nasone, noto semplicemente come Ovidio, è stato un poeta romano, tra i principali esponenti della letteratura latina e della poesia elegiaca. Fu autore di molte opere.

Versione Latino

Servum pecus

Analisi del testo

Gregge servile

Parole con cui il Poeta stigmatizza i volgari imitatori di opere letterarie.
Ma nell’uso comune si cita per bollare quella stirpe di adulatori, cortigiani e leccapiedi che fa consistere tutto il travaglio della propria vita nel lisciare gli altri.

Publio Ovidio Nasone

Publio Ovidio Nasone

(43 avanti Cristo- 18 dopo Cristo)
Publio Ovidio Nasone, noto semplicemente come Ovidio, è stato un poeta romano, tra i principali esponenti della letteratura latina e della poesia elegiaca. Fu autore di molte opere.

Versione Latino

Conscia mens recti famae mendacia risit

Analisi del testo

La coscienza retta si ride delle cattiva fama

(Fasti)
Se hai la coscienza a posto non preoccuparti delle critiche. Una versione della moderna "le bugie hanno le gambe corte".o meglio "male non fare paura non avere".

un cervo beve nello stagno è un disegno a colori realistico

Fedro

(Favole, Libro I, 12,1).

Versione Latino

Inveniri testis haec narratio est:

Saepe, laudatis utiliora quae contempseris

Ad fontem cervus, cum bibisset, restitit, et in liquore vidit effigiem suam. Ibi dum ramosa mirans laudat cornua crurumque nimiam tenuitatem vituperat, venantum subito vocibus conterritus, per campum fugere coepit, et cursu levi canes elusit. Silva tum excepit ferum; in qua retentis impeditus cornibus lacerari coepit morsibus saevis canum. Tum moriens edidisse vocem hanc dicitur: 'O me infelicem, qui nunc demum intellego, utilia mihi quam fuerint quae despexeram, et, quae laudaram, quantum luctus habuerint'.

Analisi del testo

Questa narrazione è testimone che:

Spesso, le cose che hai disprezzato si scoprono più utili di quelle lodate

Un cervo, avendo bevuto, si fermò presso la fonte e vide nell?acqua la sua immagine. Qui mentre ammirandole lodava le corna ramose e disprezzava la troppa magrezza delle zampe, atterrito improvvisamente dalle voci dei cacciatori, cominciò a fuggire per la campagna e con la corsa leggera eluse i cani. La selva poi lo accolse selvaggio; ma in questa, bloccato dalle corna trattenute cominciò ad essere sbranato dai crudeli morsi dei cani. Allora si dice che morendo abbia espresso questa frase: ?O me infelice, che ora finalmente capisco, quanto mi siano state utili le cose che avevo disprezzato, e, quelle che avevo lodato, quanto (di )lutto abbiano recato.

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