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Detti latini

Detti latini

Nel passato conoscere le risposte era prerogativa di Saggi e Iniziati, rigorosamente vincolati al segreto, eppure esiste un filo d'oro che collega tutte le civiltà e che ha permesso di portare fino ai tempi attuali gli insegnamenti dell'antica Saggezza, che comprendono le risposte alle domande primordiali che ogni uomo che comincia a sollevarsi dalla massa bruta, si pone nel suo intimo più profondo: chi siamo? da dove veniamo? dove andiamo?

Intere scuole di filosofia hanno tentato, e ancora lo fanno, di proporre risposte, varie e articolate come le differenze di carattere degli uomini, noi tenteremo di trasmetterle in questa rubrica.

Marco Tullio Cicerone (Cicerone)

busto in marmo del persoaggio naso acquilino pochi capelli(106 avanti Cristo - 43 avanti Cristo)
Cicerone è stato un avvocato, politico, scrittore, oratore e filosofo romano.

Versione latino

Rerum natura nullam nobis dedit cognitionem finium

Analisi del testo

La natura non ci ha permesso di conoscere i limiti delle cose

Diversamente dal mondo antico, dove l’andare oltre i confini stabiliti dalla divinità è hybris che viene punita, la modernità è un andare al di là dei limiti, un plus ultra, un navigare verso l’ignoto. Nelle sue avventure spirituali e nello slancio verso la scoperta di terre incognite, il pensiero moderno ha infranto i divieti di indagare sui misteri della natura, del potere e di Dio, rivalutando così la curiosità prima condannata come "concupiscenza degli occhi". Sebbene non si debba avere una concezione trionfalistica della modernità, come innovazione pura, completa rottura dei ponti con il passato, essa certamente ha sfidato molti tabù imposti dalla tradizione, specie quelli segnati dalla religione cristiana e la cultura accogliente di Roma ha contribuito a questo sviluppo.

Gaio Giulio Fedro

busto in marmo del persoaggio capelli ricci viso tondo barba riccia(20-15 avanti Cristo - 51 dopo Cristo)
Gaio Giulio Fedro
è stato uno scrittore romano, autore di celebri favole, attivo nel I secolo. Fedro rappresenta una voce isolata della letteratura: riveste un ruolo poetico subalterno in quanto la favola non era considerata un genere letterario "alto" anche se possedeva un carattere pedagogico e un fine morale.

Versione latino

Ludus animo debet aliquando dari ad cogitandum melior ut rideat tibi

Analsi del testo

Di tanto in tanto bisogna dar riposo alla mente perché poi sia più sveglia nel pensare

A volte il semplice riposo non basta a riprendersi da un periodo di stanchezza, provocata da stress o da ritmi di lavoro eccessivi, perché la stanchezza e la mancanza di sonno si accumulano. Ecco che anche brevi ma costanti periodi -in cui ci si dedica a se stessi, si medita o in qualsiasi modo lo si intenda, si riposi "la mente"- ci permettono di recuperare e possiamo di nuovo contare su tutto il sostegno di corpo e mente.

il personaggio è alla scrivania su cui è posato un teschioIl San Girolamo di Caravaggio - dipinto a olio su tela (112x157 cm) realizzato tra il 1605 ed il 1606 - È conservato nella Galleria Borghese di Roma.

San Girolamo

(347 – 419/420 dopo Cristo)
Sofronio Eusebio Girolamo, in latino Sofronius Eusebius Hieronymus, noto come San Girolamo, San Gerolamo o San Geronimo è stato un presbitero, biblista, traduttore, teologo e monaco romano. Padre e dottore della Chiesa, noto per avere tradotto la Bibbia dal greco e dall’ebraico in latino.

Versione latino

Facis de necessitate virtutem

Analisi del testo

Fai di necessità virtù

(Apologia adversus Rufinum, 3, 2) L’espressione compare nelle epistole e negli scritti "Contra Rufinum" (dove il santo denigra l’amico Rufino). Con questa frase, ancora oggi molto usata, si invita a fare con buona disposizione d’animo anche ciò che si deve fare obbligatoriamente.

Marco Porcio Catone

busto in marmo del persoaggio naso acquilino pochi capelli(234 avanti Cristo - 149 avanti Cristo)
Marco Porcio Catone è stato uno scrittore, politico e generale.

Versione latino

Exigua his tribuenda fides, qui multa loquuntur

Analisi del testo

Bisogna prestare poca fede a quelli che parlano molto

Un detto antico che oggi è piu che mai attuale. Viviamo infatti un'epoca che ha visto la deriva da "Cogito ergo sum" (Penso, quindi esisto) a "Loquor, ergo sum" (Parlo, quindi esisto). Anzi in alcuni dialetti  si direbbe "Chi vusa püsé la vaca l'è sua" (Chi grida di più la vacca è sua. Ipotizzando vari litiganti).
Siamo tutti d'accordo che la libertà d’espressione sia parte integrante della democrazia e che internet sia uno strumento potentissimo per esercitarle, il pericolo è che diventi preda di irresponsabili.
Naturale che con un mezzo di comunicazione caratterizzato sia dai bassi costi che dalla semplicità d'uso, chi ha un’opinione senta l'irrefrenabile bisogno di esprimerla, i problemi sono che chi scrive spesso non si rende conto che dovrebbe padroneggiare almeno l'argomento di cui parla; e chi legge, spesso, non sente l’esigenza di verificare o non ne è capace.
Dunque di troppa libertà, la democrazia, può anche morire, come possono morire i fatti oggi su internet, dove ormai sembra di navigare in un mare di stupidate. Parole, parole, parole, la massa di chiacchiere in circolazione è diventata tale, che le parole oggi non valgono più nulla. Eppure Catone ci aveva avvisati.

Decimo Giunio Giovenale

grafica presente sulle satire che vede il profilo del personaggio parzialmente coperto da una mascheraDecimo Giunio Giovenale è stato un poeta e retore romano, famoso per le sue sedici Satire scritte in esametri.
(50-60 dopo Cristo - 127 dopo Cristo)

Versione latino

Tantum stridentia stratoria altrui, è habitus quod est in tempore amisit in terram elatam traderet

Analisi del testo

Far cigolare i letti altruiè, un'abitudine che si perde nella notte dei tempi

Tant'è che è vera ancora oggi, dove prima di arrivare al dunque molto spesso si passa attraverso il web: messaggini furtivi, appuntamenti strappati via whatsapp, siti specializzati in incontri. E bene fa la moglie che scopre il marito a navigare sul web "in cerca di relazioni con altre donne" a andarsene immediatamente, senza nemmeno lasciare all’aspirante traditore la possibilità di un’improbabile giustificazione. Perché si tratta di una "circostanza oggettivamente idonea a compromettere la fiducia tra i coniugi e a provocare l’insorgere della crisi matrimoniale all’origine della separazione". E la decisione "preventiva" della moglie non può essere considerata come abbandono del tetto coniugale. Lo stabilisce la Cassazione.

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