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Ricette & Prodotti Tipici

Ricette & Prodotti Tipici

Le ricette di base hanno un ruolo fondamentale in cucina e conoscerle e saperle preparare è davvero indispensabile. Un nuovo lifestyle si sta facendo spazio in cucina proveniente dagli Stati Uniti è il cosiddetto "Finger Food". Ecco perché vi proponiamo questa rubrica in cui sono presenti ricette di cucina tradizionale e straniera di base e finger food con foto e procedimenti spiegati passo passo.

riso molto bianco spalmento come una piadina, una spirale di crema di zafferano lo colora
Il famoso risotto allo zafferano di Davide Oldani.

Preparare un buon risotto non è facilissimo. Non sempre si riesce ad ottenere un risultato con la consistenza perfetta o con un buon equilibrio tra gli elementi che usiamo per condire il riso. Le prime regole sono quelle comuni a tutte le preparazioni in cucina: conoscenza, pazienza, esperienza, cura e assaggio. 
La tragedia in tavola è dietro l'angolo. Cerchiamo di fare chiarezza sulla scelta del tipo di riso e su tutte le fasi del procedimento, obbiettivo il risotto perfetto.

Nella foto il risultato con una fetta in meno, si vede il grano all'interno

Pastiera Napoletana il "dolce" per la Pasqua

La pastiera di grano è un dolce antico che si prepara tradizionalmente per la Pasqua a Napoli o comunque nella regione Campania. Uno dei pochi dolci che consumo. C'è chi la prepara con il riso, ma è tutta un'altra cosa. Vi consiglio di prepararla con qualche giorno d'anticipo rispetto al consumo, per assaporarlo in tutta la sua bontà.

Pannello riassuntivo

  • Nazionalità ITALIA - CAMPANIA
  • Dosi per 10 persone
  • Difficoltà media
  • Preparazione 1ora e 30min
  • Cottura 1ora
  • Costo moderato
  • Reperibilità ingredienti facile
  • Energia 802Kcal

Nella foto il risultato nelle pirottine pasquali azzurre con disegni rosa

Muffin dolci alla Colomba per la Pasqua

I Muffin colomba pasquali sono un'idea sfiziosa e divertente per le prossime festività pasquali. Uniscono originalità e gusto, sono veloci e facili da fare, come tutti i muffin non prevedono lievitazione e, quanto a sapore, non hanno nulla da invidiare alla classica Colomba. Sono perfetti per la colazione, per il picnic di Pasquetta, per un buffet nei giorni di festa, ma anche come dolce dopo il pranzo di Pasqua, per stupire parenti e amici. Possono essere anche usati come segnaposto per il pranzo pasquale e, messi dentro sacchettini di plastica trasparenti, potrebbero anche diventare un simpatico ed originale cadeau da donare agli invitati come ricordo della giornata di festa trascorsa insieme.

Pannello riassuntivo

  • Nazionalità ITALIA
  • Dosi per 6 persone
  • Difficoltà bassa
  • Preparazione 40min
  • Cottura 20min
  • Costo moderato
  • Reperibilità ingredienti facile
  • Energia 379Kcal

il piatto finito è una golosità unica

Pancake Dolci

A grande richiesta la ricetta dei pancakes, le soffici focaccine dolci o salate. I pancake rientrano nella cultura gastronomica inglese da tanto di quel tempo da essere considerati un piatto tipico. Considerando la qualità della cucina british, tutto sommato i pancake si possono considerare uno dei loro piatti migliori. Ovviamente i pancake sono un piatto tipico per la colazione o la merenda anche in USA.

La versione classica dolce prevede che i pancakes vengano irrorati da sciroppo d'acero, ma abbiamo pensato di farne una versione italianizzata: intervallando i pancakes con un generoso strato di cioccolato fuso e granella di pistacchi.

Pannello Riassuntivo Pancake Dolci

  • Nazionalità UK/USA
  • Dosi per 4 persone
  • Difficoltà bassa
  • Preparazione 5min+15min di riposo
  • Cottura 15min
  • Costo basso
  • Reperibilità ingredienti facile

I pomodori e i marchi di tutela

Pomodoro di Pachino (IGP)

La zona di produzione del “Pomodoro di Pachino” comprende l’intero territorio comunale di Pachino e Portopalo di Capo Passero e parte dei territori comunali di Noto (SR) ed Ispica (RG), ricadenti nella parte sud orientale della Sicilia.

Il disciplinare del Pomodoro di Pachino IGP classifica e tutela ben quattro varietà di pomodoro, tutte con peculiarità diverse e destinate a diversi segmenti di mercato. Sono tipologie accomunate da un elevato grado brix, da una straordinaria resistenza post raccolta e da un colore brillante e attraente.

#Biologico: settore vivace, fiducia dei consumatori rimane sempre alta

I dati del SINAB sull'agricoltura biologica mostrano un settore dinamico, che gode di una vivacità che ci fa ben sperare per il futuro di tutto il comparto. Il biologico rappresenta un settore in crescita, che punta sulla qualità e sulla scelta consapevole dei consumatori.

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Nunzia De Girolamo, ha commentato le prime anticipazioni dei dati sull'agricoltura biologica elaborati dal Sistema di Informazione Nazionale dell'Agricoltura Biologica che ha fotografato la situazione del biologico nel nostro Paese al 31 dicembre 2012.

Prosecco: Niente guerra, ma distinzione si

Niente guerra, perché il marchio "Prosecco" è patrimonio unico e comune di grande successo e da tutelare nel mondo, ma distinzione si, perché il Prosecco Doc prodotto in 9 province tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, e in pianura, e il Prosecco Superiore di Conegliano e Valdobbiade Docg, area storica di collina che coinvolge appena 15 comuni in collina sono due cose diverse. È il messaggio che arriva da "Vino in Villa", di scena a Susegana.

Maxi-sequestro di falsi alimenti “bio”: mais ucraino e soia indiana

Millecinquecento tonnellate di mais ucraino geneticamente modificato e 30 tonnellate di soia indiana contenente pesticidi /falsamente certificati come provenienti da agricoltura biologica/ sono stati sequestrati in diverse parti d'Italia. Indagate 10 aziende e 23 persone.

IGT, DOC e DOCG - Rosso Piemonte delle Langhe

Il territorio delle Langhe può essere suddiviso in tre zone: Alta, Media e Bassa Langa. Quest'ultima è la terra del Barolo, con rilievi calcarei e argillosi che raggiungono altezze variabili tra i 200 e i 500 metri. Le colline delle Langhe sono generate dal sollevamento dei fondali del primordiale mare Padano, formate da depositi sedimentari che le rendono particolarmente vocate per la viticoltura. Un pellegrinaggio nelle terre del Barolo prevede una guida senza fretta, imboccando magari le stradine di campagna che scorrono tra le vigne e i poderi e fermandosi nei suggestivi paesi considerati ormai luoghi "sacri" dell'enologia mondiale.

BAROLO DOCG

Il vino più famoso in Italia e ne mondo (il re dei vini e il vino dei re, lo definivano), è regolato da un disciplinare che ammette solo uve Nebbiolo, cresciute sulle viti di 11 comuni a sud di Alba, tutti quindi in provincia di Cuneo. Il periodo di invecchiamento deve durare almeno 38 mesi, di cui 18 spesi in legno di rovere. È riserva se l'intervallo si prolunga oltre i 5 anni. Ma i grandi Barolo hanno una longevità che si prolunga oltre i 20 anni. Se alla vista è un vino di color granato pieno e intenso, al naso offre una splendida concentrazione di aromi fruttati e speziati. All'assaggio è infine un'esplosione di frutti rossi, viole appassite, cannella, pepe, vaniglia e talvolta anche liquirizia, cacao, tabacco e cuoio.

BARBARESCO DOCG

Il disciplinare che regola il secondo grande vino di Langa ne impone la produzione nei comuni di Barbaresco, Neive, Treiso e la frazione di San Rocco di Alba. Anche qui, il solo vitigno ammesso è il Nebbiolo, nelle varietà Michet, Lampia e Rosè. Per essere tale, il Barbaresco deve invecchiare almeno 26 mesi, di cui almeno 9 in botti di rovere o castagno. Altro vino granata dai riflessi aranciati, nei suoi migliori esemplari esprime al naso un magnifico sentore di violetta. Al palato è decisamente pieno e robusto ma di una potenza che sa essere al tempo stesso fine e  vellutata.

NEBBIOLO LANGHE DOC

Fratello minore dei nebbioli in purezza (Barolo e Barbaresco), ricavato da uve che crescono nel Cuneese, incarna una piacevole interpretazione del Nebbiolo, anche qui naturalmente in purezza. Rosso rubino dai riflessi aranciati, al naso è piuttosto delicato e al palato si esprime con un corpo interessante e articolato.

BARBERA D'ASTI DOCG

La DOCG Barbera D'Asti impone l'utilizzo di uve Barbera (minimo 90%), completate da uve non aromatiche come Freisa, Grignolino o Dolcetto (massimo 10%), coltivate in 3 sottozone disegnate tra le provincie di Asti e Alessandria: Nizza, Tinella e Colli Astiani. Di un rosso rubino che tende al granato negli esemplari di invecchiamento superiore (il minimo ammesso è 4 mesi), ha un naso speziato e di prugna, frutti rossi più o meno maturi e un gusto variabile a seconda del produttore ma quasi sempre connotato da note balsamiche e floreali. Due le tipologie ammesse dal disciplinare: Barbera d'Asti e Barbera d'Asti superiore.

BARBERA D'ALBA DOC

A differenza dalla "cugina" di Asti, la produzione della Barbera d'Alba è consentita nella sola area di Cuneo. Vino tradizionalmente popolare e da pasto, negli ultimi anni è molto migliorato in conseguenza dell'accuratezza sempre maggiore nei processi di vinificazione e della selezione delle uve. Anche questo vino tendente al rubino e al purpureo ha un naso in cui vincono i frutti di bosco e le spezie e un palato che si esprime con una piacevole acidità. La versione base non prevede invecchiamento minimo, la superiore almeno un anno in botti di rovere o castagno.

BARBERA DEL MONFERRATO DOC

Altra popolare versione della Barbera, si produce tra le province di Asti e Alessandria in versione ferma e frizzante. Vino schietto, da bere giovane, ammette le stesse uve e le stesse percentuali di quella d'Asti: Barbera per la gran parte e Freisa, Grignolino o Dolcetto a correggere. Simili di conseguenza le note: è un rosso rubino, di frutti rossi al naso e gusto pieno. La versione superiore DOCG deve sostare almeno sei mesi nel legno delle botti.

BARBERA PIEMONTE DOC

Ultima DOC da uve Barbera, ha un disciplinare di maglie più larghe: la coltivazione è consentita nelle province di Asti, Alessandria e Cuneo e la percentuale deve essere dell'85%. Rosso rubino dai toni variabili, nelle produzioni migliori ha un bel corpo fresco. Anche in versione Vivace.

La differenza tra IGT, DOC e DOCG

Il marchio DOCG è un riconoscimento di particolare pregio qualitativo attribuito ad alcuni vini DOC di notorietà nazionale ed internazionale. Oltre alle condizioni previste per la certificazione DOC è obbligatorio anche l'imbottigliamento nella zona di produzione. Il marchio DOC è stato istituito nel 1963 e viene concesso a prodotti di qualità con una precisa origine territoriale.Si tratta di vini di qualità, originari di zone limitate di solito di piccole/medie dimensioni. Il riconoscimento IGT è un marchio di qualità che viene attribuito a vini da tavola caratterizzati da aree di produzione generalmente ampie e con un disciplinare produttivo poco restrittivo. Nella scala dei valori enologici gli IGT si collocano immediatamente su un livello inferiore ai DOC e DOCG. L' assegnazione del marchio IGT rappresenta quindi un importante passo in avanti qualitativo per un gran numero di vini italiani, che dopo un quinquennio possono aspirare alla DOC.

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